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L'hotel era a 350 passi dallo "Swatch
Store" (di Times
Square). Il "St. James", 45th Street
west tra 6th e 7th avenue, un 2 stelle in
ristrutturazione, camera e bagno confortevoli e puliti (gli unici requisiti che
chiedo quando viaggio).
Il tempo di una doccia e scendo a prendermi qualcosa da
mangiare nel Deli accanto, molto buono.
Mi metto a letto e nel giro di 5 minuti sono nel mondo
dei sogni. E qui mi fermo con la cronaca dettagliata per 7 giorni,
fino a sabato 4, ho girato con la mia preziosissima "Lonely
Planet edizione 2005".
Ho camminato per Manhattan in lungo e in largo, ho fatto
una capatina a Brooklyn, ho partecipato alla messa ad
Harlem, mi sono concessa un po' di shopping da Macy's,
ho preso il sole a Central Park, ho girato per Soho, il
Village, Tribeca…
Le sensazioni che mi ha lasciato questa metropoli?
Molteplici!
Non l'ho trovata così immensa come mi avevano descritto.
Quella sensazione di soffocamento che in tanti hanno
provato trovandosi tra i grattacieli di Midtown o del
Financial District non so cosa sia, mi sembravano
normali e questo mi ha deluso un po'.
Mi pareva tutto ordinario, come se ci avessi sempre
vissuto. Il motivo? Semplice, sono cresciuta con i
film, i serial "made in New York": i Jefferson", "Arnold","
I Robinson", "Friends","Will & Grace", "C'è posta per
te", "Serendipity", quelli sul Natale, i libri di Sophie
Kinsella, appena vedevo qualcosa lo associavo a questo o
a quello…
Mi sono commossa a "Ground Zero" dopo l'11 settembre
2001 tutti ci sentiamo più newyorkesi…quelle immagini
non si cancelleranno mai dalla mia memoria… mentre
passeggiavo per il Financial District, provavo ad
immedesimarmi in tutti quelle persone che c'erano li,
quelli che di corsa raggiungevano il luogo di lavoro, ai
turisti, a chi era nella metropolitana, la commozione
mi ha accompagnato lungo tutto il percorso…
Mi sono sentita una "star" alla messa di
Harlem domenica
29, stavo camminando alla ricerca di una chiesa per
vedere la messa con coro a cappella, fermo una signora
sui 65 anni, molto graziosa: tailleur nero + cappellino e
scarpe lilla: mi invita ad andare con lei, mi siedo in
fondo ma lei insiste perché mi metta davanti… mi
salutano in tanti e mi chiedono di dove sono, quanto mi
fermo, troppo carini! Tra una cosa e l'altra la
funzione dura 3 ore… non mi sono per nulla annoiata!
Ed ho capito i 2/3 di quello che dicevano… avendo
studiato l'inglese britannico, trovavo alcune
difficoltà…
Mi incantavo di continuo nel vedere tutte quelle razze
insieme, i tratti somatici delle persone mixati tra
loro… i bambini? Meravigliosi! Accompagnati dalle
tate vederli a Central Park
era stupendo (in tutti
i miei viaggi in Europa non ho visto nessun mix così
evidente).
E poi... Starsene tranquilli negli "Starbucks" la
mattina a sorseggiare con tutta calma il cappuccino e
vedere gli impiegati ordinare le cose più strane e poi
di corsa in ufficio oppure nella pausa pranzo, girare
per i reparti dei supermercati e vederli tutti intenti a
farsi le insalate… che spettacolo!
Ah i supermercati: con gli scaffali delle bevande di
tutti i colori: viola, fucsia, azzurri,
arancioni…peccato non averli fotografati!
Girare tranquillamente per i grandi magazzini storici di
New York "Saxs 5th avenue", "Bloominsgade", "Macy's"… e
sentirsi un po' come Becky di "I love shopping", almeno
nello spirito, visti i prezzi da capogiro…
Ho apprezzato le varie stazioni, tipo Grand Central e
Penn…altro che le nostre; piene di negozi, di posti
dove mangiare a buon mercato…
Una settimana dentro ad un film…
… e sabato 4/6 alle 22 l'aereo che mi avrebbe riportato
in Europa è decollato… arrivederci New York!
Appena rientrata ero delusa, ma dopo alcuni giorni, dopo
essermi riposata (avevo le gambe ed i piedi
distrutti!), essere tornata al lavoro…ho cominciato
a realizzare quanto magica possa essere New york o
meglio Manhattan
È' un mix perfetto, basta spostarsi un po' per trovare un
altro mondo… la frenesia di Midtown piena di turisti e di
lavoratori; la sensazione di vita di paese che si
respira nel Village, l'eccentricità di Soho; la
magnificenza di Central Park, il lusso della 5th avenue…
E come in ogni viaggio che faccio mi ripeto "prima o poi
ci tornerò"…
Considerazione pratiche:
1. se non si sa una parola di inglese meglio starsene a
casa, è difficile trovare qualcosa in italiano, anche
nei musei (Moma, Met, Guggenheim), tantomeno nei menu
dei ristoranti…
2. in metropolitana consiglio di prendere i treni local
(fanno tutte le fermate), così si evita di fare km a
piedi (visto che le stazioni sono lontane l'una
dall'altra al contrario di Parigi o Londra)
3. il giro breve sul motoscafo della Circle Line da
evitare!!! Ci si avvicina solo alla "Statua della
Libertà"
4. per mangiare bene spendendo poco: 8th e 9th avenue
dalla 55th alle 35th avenue: è pieno di ristorantini
etnici a buon mercato… a 5minuti da Broadway, con pochi
turisti… oppure i vari Deli in giro per la città, si
trova di tutto!
DIARIO DI: Carmen
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