|
STORIA e CULTURA DELL'HIP HOP
L'hip hop rappresenta l'espressione più diffusa della
comunità Afroamericana negli ultimi decenni; esso nasce
sul finire degli anni '60 nel Bronx di New York per
dilagare poi nel resto del mondo in brevissimo tempo,
con la conquista anche del mercato discografico,
cinematografico, editoriale e dell' abbigliamento. L' hip
hop si basa su quattro discipline principali: Il Rap,
l'arte della manipolazione del giradischi, detta il Turntablism, il B-Boyng (conosciuto anche come
Breakdance), ed infine l' arte delle bombolette,
L'Aerosol art. Gill Scott-Heron, i Last Poets ed altri
artisti degli anni '60, sono da considerare come
antesignani dei rappers di oggi, per il modo di scandire
i testi, per le loro tecniche vocali e per i messaggi
sociali contenuti nella loro arte. Grande influenza
nell' hip hop ha avuto anche il maestro del Soul, James
Brown, ispirando nuovi passi di danza con allusioni
sessuali e creando nuovi temi di spunto per i testi ,
tratti dall'immaginario gangster. Grande ispirazione è
stata tratta anche dal Reggae, soprattutto dall'attività
del giamaicano Kool DJ Herc, e dal suo uso delle basi e
del microfono per intrattenere i partecipanti alle
feste. Grande importanza ha sul nascere e crescere dell'hip
hop, anche l'influenza africana con la sua storia, la
deportazione ed il colonialismo, ed è in questa ottica
che il rapper si inserisce come una figura simile alla
figura del menestrello che canta le gesta dei re e degli
eroi popolari; in questa visione, le movenze ed
acrobazie dei ballerini hip hop vengono paragonate alle
prove di iniziazione dei giovani chiamati a diventare
adulti nei villaggi, il ritmo dei tamburi è evocato dal
suono ossessionante della batteria elettronica. I
produttori del genere hip hop, compongono le basi per i
rapper con una metodologia particolare, praticando cioè
un lavoro di taglio e cucito, montando assieme e facendo
coesistere, alternando e sovrapponendo, pezzi di brani
tratti dasoul, dal jazz, dal rock e spesso anche dalla
musica lirica. Tutto ciò ha contribuito a sconvolgere
l'identità del pop mondiale. Una delle particolari
innovazioni dell'hip hop, è il nascere di una sorta di
musica fatta in casa, e con l'avvento dell'house e la
techno, il funky e la disco music praticati da
professionisti, vengono un po' soppiantati. Ne' si
potrebbe spiegare la nascita delle scene trip hop e
drum'n'bass , che dall'Inghilterra stanno conquistando
il pianeta, senza il lungo apprendistato che i maggiori
esponenti di questi fenomeni hanno consumato nelle file
di turntablism, rap, B-boyng e aerosol art. I bassi costi
delle apparecchiature per fare musica, fanno si che
molte case si trasformino in una sorta di piccole fonti
di produzione sonora e musicale. Sul finire degli anni
'60, le scritte di protesta sui muri si evolvono in
firme personalizzate ed in seguito in opere d'arte, i
parchi cominciano ad essere dei ritrovi dove i dj
adottano nuove tecniche nell'uso dei mixer e dei
giradischi, in maniera tale da permettere ai ballerini
di trasformare i movimenti del boogie in nuove acrobazie
ed ai MC, maestri di cerimonia, di rivolgere i propri
inviti tramite il microfono. Possiamo dire che il
periodo che va dal 1969 al 1979 appartiene al circuito
della storia orale, ed a testimonianza di ciò, vi è il
fatto che Kool dj Herc, progenitore della stirpe dei dj
hip hop, non ha lasciato nessuna testimonianza
discografica del suo lavoro. Se la nascita della
Universal Zulu Nation, fondata da Afrika Bambaataa nel
1974, offre al movimento nascente la prima "casa
comune", afrocentrica, pacifista e cosciente della
propria identità, l'arrivo del rap sul mercato
discografico segna, nel settembre 1979, un punto di non
ritorno, l'atto ufficiale dell'hip hop, il primo
riferimento sicuro per una storiografia di questa
cultura. Tra il 1982 e il 1984, l'hip hop cresce e
diventa maturo,ed al piacere di puro intrattenimento si
aggiunge anche la denuncia sociale, e canzoni come "The Message" di Grandmaster Flash And The Furious Five e
album come quello d'esordio dei Run-DMC, dimostrano
chiaramente di avere suoni e temi in grado di competere
con prodotti rock anche di alto livello. E' sempre in questo periodo
che la cultura hip hop si affaccia anche nel mercato
cinematografico, ne sono l'esempio pellicole come "Wild
Style" e "Flashdance". Nascono in questo periodo
anche nuove case discografiche specializzate nel genere
come la Def Jam, la Tommy Boy, la Priority e la Sleeping
Bag, distribuite da case discografiche maggiori, facendo
si che i prodotti vengano esportati per tutti gli stati
dell'Unione. La vecchia scuola del rap offre anche la
possibilità di dare visibilità dell'hip hop anche al di
fuori degli Stati Uniti. Nel 1983 la Technics introduce
il nuovo piatto SL12000MKII, uno strumento
importantissimo per i praticanti di questa cultura. Tra
il 1985 e il 1987 l'hip hop con la sua musica, consolida
le sue posizioni nel business dell'intrattenimento,
ampliando ed arricchendo la musica degli esordi con
grandi dosi di Rhythm and Blues e di Funk e dando vita a
scene locali in tutto il mondo. Nel marzo del 1987 la
cima della classifica pop americana è conquistata dal
primo gruppo rap, un trio di bianchi, i Beastie Boys,
tutto ciò dopo che i Run-DMC hanno già conquistato la
copertina del "Rolling Stone". L'hip hop diventa ormai
una miniera d'oro ma comincia anche a pagarne il prezzo;
la violenza infatti comincia a dilagare nei raduni, nei
concerti e nella vita privata dei protagonisti e
rappresentanti di tale cultura.
Nell'ottobre del 1985 esce il film hip hop "Krush Groove",
dominando le classifiche degli incassi, ma è proprio
durante la p roiezione della pellicola, che in una rissa
un ragazzo perde la vita. Tutto ciò dà il via ad una
campagna denigratoria e di accusa nei confronti del rap,
ed in questo periodo iniziano a venire stampati gli
adesivi che campeggeranno sulle copertine dei dischi,
recando la scritta :"Avviso ai genitori: questo disco
contiene testi espliciti". Anche l'utilizzo della musica
altrui per realizzare le basi, comincia a generare
scontento e pesanti reazioni da parte di chi ne detiene
i diritti, e gli avvocati di James Brown e Bobby Byrd nel
1987 attaccano il duo Eric B & Rakim, colpevoli di aver
utilizzato la loro musica per il loro brano di successo:
"Paid In Full". Lo scontro si concluderà con la
sconfitta dell'hip hop. Tutti gli autori delle basi di
questo genere, da questo momento in poi si vedranno
costretti a dover denunciare i titoli e a pagarne i
diritti per l'utilizzo. La sconfitta non durerà però a
lungo, ben presto infatti la grande quantità di dischi
venduti permetterà tranquillamente non solo il pagamento
di tutti i diritti e la remunerazione di qualsiasi
ospite, ma comporterà anche una rivincita morale
derivante dalla dimostrazione che grazie all'hip hop,
vecchi cantanti caduti quasi nel dimenticatoio,
riacquisteranno celebrità presso le nuove generazioni.
Nella società americana la violenza purtroppo dilaga, a
causa anche del disagio sociale e alla pubblica
circolazione di armi da fuoco; a fine anni '80, il
movimento appare diviso, da una parte una nuova
generazione di artisti con base a Los Angeles (West
Coast), dove prevalgono le istanze nichiliste e gli
scenari di guerra dei Niggers With Attitude, dall'altra,
una fazione opposta, a New York (East Coast), dove il
messaggio di pace e di ricerca delle radice africane è
tenuto acceso da collettivi lungimiranti come Native Tongues e Boogie Down Productions. Con l'uscita
dell'album d'esordio dei Niggers With Attitude e la
canzone "Fuck Da Police", che riflette lo stato delle
cose nei quartieri, si viene creando un crescendo di
scontri fra rap ed autorità, ai quali seguiranno
interventi diretti dell' FBI. Il 4 marzo 1981, sugli
schermi vengono proiettate le immagini del pestaggio di
un automobilista nero da parte della polizia, e quando
un anno dopo le forze dell'ordine verranno assolte, a
Los Angeles si scatenerà una vera e propria guerriglia
in cui moriranno 58 persone. Artisti come Ice Cube e
Ice-T vengono indicati dalla stampa, a causa dei loro
testi, come artefici dell'ondata di odio, alla quale
seguiranno non interventi per ridurre il disagio
sociale, ma censure, campagne denigratorie,
distribuzioni negate, ottenendo come reazione il
diffondersi del genere "Gangsta-rap", ossia hip hop dai
cantilenanti toni mafiosi di cui saranno i maggiori
rappresentanti: Snoop Doggy Dogg, Coolio, Notorius
B.I.G., Puff Daddy, Tupac Shakur, Dr. Dre. Ben presto si
passerà dalle minacce ai fatti, e tra il 1996 e il 1997,
Tupac e B.I.G. moriranno uccisi dai rispettivi clan
rivali. Negli anni '90 la marijuana si trasforma in
protagonista delle atmosfere di molti dischi divenendo
quasi una sorta di quinta disciplina; e
contemporaneamente si verifica una grande influenza del
movimento della Nation of Islam, con a capo Louis
Farrakhan, investendo molti settori della scena. Il 16
Ottobre 1995 la "Million Man March" promossa da
Farrakhan a Washington influenza centinaia di dischi,
interviste e dichiarazioni dei clan di entrambi le
coste, avvicinando l'hip hop all'Islam in maniera ancora
maggiore. Alla fine degli anni '90, l'hip hop ha ormai
imperi propri, come quelli dei Fugees e del Wu-Tang
Clan; il rap domina le classifiche con i prodotti più
disparati, dalle dolci e pacate rime di Lauryn Hill al
neo-gangsta di Master P, nel periodo che va dal 1997 al
1998 i primi posti delle classifiche americane sono per
lo più detenuti da dischi rap. L'hip hop dilaga
definitivamente nel mondo, creando delle scuole
nazionali che ne rispettano la grammatica senza
rinunciare a particolari inflessioni locali, anche
italiane. Esso diventa spesso un mezzo per interventi
educativi promossi anche dagli enti pubblici nei
confronti dei ragazzi delle periferie, entra nelle
università, interrogandosi sulle proprie radici e sulla
propria natura. La "old school" ritorna quindi in voga,
vecchi protagonisti tornano alla ribalta, vengono
ristampati brani storici, rielaborati da dj e gruppi
delle scene big beat e trip hop, conseguenza di tutto
ciò è anche una nuova fioritura di dance ed aerosol art;
la creatività dell'hip hop è ormai pressoché
illimitata. In questi decenni molti artisti hip hop sono
diventati attori ed anche protagonisti di spot sociali
contro la violenza e l'AIDS, molti sono stati in
prigione per reati di diverso genere, c'è chi ha scritto
libri e chi è morto negli scontri fra bande rivali,
proprio per questo motivo i protagonisti dell'hip hop
non godono dei medesimi privilegi delle altre star del
mondo della letteratura e della cinematografia, il loro
passato e la loro provenienza da realtà sociali lacerate
pesa sulle loro teste, ma d'altronde rinnegare le loro
origini, la loro storia e la loro formazione, vorrebbe
dire tagliare la loro fonte primaria di ispirazione e
distruggere definitivamente la loro credibilità.
sei in:
HOME -
MUSICA - STORIA DELL'HIP
HOP |