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LA PRIMA
GUERRA MONDIALE
Con
l'espressione prima guerra mondiale (detta anche Grande
guerra) si intende il conflitto cominciato il 4 agosto
1914 a seguito dell'assassinio dell'arciduca Francesco
Ferdinando, erede al trono dell'Impero austro-ungarico,
compiuto a Sarajevo (Bosnia) il 28 giugno 1914 da parte
del nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip.
La guerra vide inizialmente lo scontro degli Imperi
Centrali: Germania e Impero Austro-Ungarico contro le
nazioni dell'Intesa: Francia Gran Bretagna e Russia. Con
lo svolgersi del conflitto, a seguito di varie alleanze
altre nazioni vi presero parte. Tra queste: Italia,
Impero Ottomano, Belgio, Canada, Australia, Stati Uniti,
Serbia, Romania, Sud Africa e Nuova Zelanda. Il numero
dei continenti coinvolti fu tale da poter definire la
Guerra come Mondiale, prima nella storia dell'umanità.
L'Italia decise di intervenire nel conflitto il 24
maggio 1915, dichiarando guerra all'Impero
Austro-Ungarico. La decisione di intervenire fu presa
dal parlamento dopo che il ministro degli esteri Sidney
Sonnino ebbe stipulato con la Triplice Intesa il 26
aprile un patto segreto, detto Patto di Londra, nel
quale l'Italia si impegnava ad entrare in guerra entro
un mese in cambio di alcune conquiste territoriali che
avrebbe ottenuto dopo la guerra: il Trentino, il Tirolo
meridionale, Trieste, Gorizia, l'Istria (a eccezione
della città di Fiume) e parte della Dalmazia.
La guerra si concluse l'11 novembre 1918, quando la
Germania firmò l'armistizio con le forze dell'Intesa. Il
numero di morti della Prima Guerra Mondiale è stato di
oltre quindici milioni
Origini diplomatiche
Lo scoppio della guerra è storicamente assiociato
all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando
d'Austria il 28 giugno 1914, ma le origini della guerra
giacciono in realtà nel complesso delle relazioni tra le
potenze europee tra la fine del XIX e l'inizio del XX
secolo, e soprattutto nelle politiche di colonizzazione
promosse dalle varie nazioni.
La Guerra Franco-Prussiana del 1870-71 aveva portato non
solo alla fondazione di un potente e dinamico Impero
Germanico, ma anche ad un'eredità di animosità tra la
Francia e la Germania, a seguito dell'annessione a
quest'ultima dei territori francesi di Alsazia e Lorena
(di questi territori si parlerà per decenni). Sotto la
guida politica del suo primo Cancelliere, Otto von
Bismarck, la Germania assicurò la sua nuova posizione in
Europa tramite l'alleanza con l'Impero Austro-Ungarico e
ad un'intesa diplomatica con la Russia.
L'ascesa al trono (1888) dell'Imperatore Guglielmo II
portò sul trono tedesco un giovane governante
determinato a dirigere da sé la politica, nonostante i
suoi dirompenti giudizi diplomatici. Dopo le elezioni
del 1890, nelle quali i partiti del centro e della
sinistra ottennero un grosso successo, ed in parte a
causa della disaffezione nei confronti del Cancelliere
che aveva guidato suo nonno per gran parte della sua
carriera, Guglielmo II fece in modo di ottenere le
dimissioni di Bismarck.
Gran parte del lavoro dell'ex-cancelliere venne disfatto
nei decenni seguenti, quando Guglielmo II fallì nel
rinnovare gli accordi con la Russia, permettendo alla
Francia repubblicana l'opportunità di concludere
(1891-94) una completa alleanza con l'Impero Russo. Ma
il peggio doveva ancora venire: Guglielmo intraprese
(1897-1900) la creazione di una Marina militare in grado
di minacciare il secolare predominio navale britannico,
favorendo l'Entente Cordiale Anglo-Francese del 1904 e
la sua espansione (1907), che portò all'inclusione della
Russia.
La rivalità tra le potenze venne esacerbata negli anni
'80 (1880) dalla corsa alle colonie, che portò gran
parte dell'Africa e dell'Asia sotto la dominazione
europea nel successivo quarto di secolo. Anche Bismarck,
un tempo esitante sull'imperialismo, divenne un
sostenitore dell'Impero d'oltremare, aggiungendo alla
tensione Anglo-Tedesca le acquisizioni della Germania in
Africa e nel Pacifico, che minacciavano di interferire
con gli interessi strategici e commerciali britannici.
Il supporto di Guglielmo all'indipendenza del Marocco
dalla Francia, il nuovo partner strategico della Gran
Bretagna, provocò la Crisi di Tangeri del 1905. Durante
la seconda crisi marocchina (o Crisi di Agadir 1911), la
presenza navale tedesca in Marocco mise di nuovo alla
prova la coalizione Anglo-Francese. Un ingrediente
chiave dell'emergente polveriera diplomatica, fu la
crescita delle forti aspirazioni nazionalistiche degli
stati balcanici: ognuno dei quali guardava a Germania,
Austria-Ungheria o Russia per ottenere supporto. La
nascita di circoli anti-austriaci in Serbia, contribuì a
un ulteriore crisi nel 1908 riguardante l'annessione
unilaterale della Bosnia ed Erzegovina da parte
dell'Austria, oltre alla pressione tedesca per forzare
un umiliante declino da parte della Russia, indebolita
dalla sconfitta del 1905 contro il Giappone e dai
susseguenti disordini rivoluzionari.
L'allarme per l'inaspettatamente rapido recupero della
Russia dopo il 1909, alimentò i sentimenti dei circoli
di governo tedeschi a favore di una guerra preventiva
che spezzasse il presunto accerchiamento da parte
dell'Intesa, prima che il riarmo russo potesse far
pendere la bilancia strategica contro la Germania e l'Austria-Ungheria.
Per il 1913 sia la Francia sia la Germania stavano
pianificando di estendere il servizio militare, mentre
la Gran Bretagna era entrata in una convenzione navale e
in colloqui militari con la Francia, negli anni
precedenti.
Questo scenario di tensioni internazionali alimentò le
ragioni della guerra, c'era solo bisogno di un valido
espediente per manifestarle. L'omicidio dell'arciduca
Francesco Ferdinando d'Austria per mano del
rivoluzionario serbo Gavrilo Princip fu probabilmente la
scintilla migliore, e la polveriera scoppiò.
Lo scoppio della guerra
La preoccupazione sulla sicurezza regionale
dell'Austria, crebbero con il quasi raddoppio del
territorio della vicina Serbia, che risultò dalle Guerre
Balcaniche del 1912-1913. Molti nella leadership
austriaca, non ultimo l'Imperatore Francesco Giuseppe, e
Conrad von Hötzendorf, erano preoccupati dal
nazionalismo serbo e dai suoi agitatori nelle province
meridionali dell'impero; anche perché tormentati dal
ricordo delle campagne Piemontesi contro le province
italiane dell'Austria, che culminarono nella Battaglia
di Solferino, erano inoltre preoccupati che la Russia
avrebbe appoggiato la Serbia nell'annessione delle aree
slave dell'Austria. Il sentimento predominante era
quello che fosse meglio distruggere la Serbia prima che
le venisse data l'opportunità di lanciare una tale
campagna.
Alcuni membri del governo austriaco pensavano inoltre
che la campagna contro la Serbia sarebbe stata il
rimedio perfetto ai problemi politici interni
dell'impero. Molti erano frustrati dal potere del
governo Ungherese. Nel 1914 il governo dell'Impero
Austro-Ungarico aveva una struttura "dualistica".
Austria e Ungheria avevano essenzialmente due governi
separati sotto lo stesso monarca. Il governo austriaco
manteneva il controllo sulla politica estera, ma era
dipendente da quello ungherese per questioni come
l'approvazione del bilancio. Spesso la leadership
ungherese, sotto István Tisza rifiutò le richieste
austriache per questioni tipo l'incremento delle spese
militari. Nella speranza di terminare il blocco politico
che ciò comportava, molti si auguravano la formazione di
una federazione, o almeno una monarchia trialistica. La
soluzione veniva vista nell'incremento del numero di
Slavi all'interno dell'impero.
L'assassinio di Francesco Ferdinando, nel giugno del
1914 creò l'opportunità tanto cercata da alcuni leader
austriaci di poter contare su un piccolo regno slavo. I
cospiratori di Sarajevo vennero accusati dalle autorità
Austro-Ungariche di essere stati armati dalla
fantomatica Mano Nera, un raggruppamento nazionalista
pan-serbo collegato ai circoli di governo della Serbia.
Con il supporto della Germania, l'Austria-Ungheria, che
agì principalmente sotto l'influenza del Ministro degli
Esteri Leopold von Berchtold, inviò un ultimatum in 15
punti, praticamente irrealizzabile, alla Serbia, il 23
luglio 1914, che doveva essere accettato nel giro di 48
ore.. Il governo Serbo accettò tutte le richieste meno
una. L'Austria-Ungheria nondimeno ruppe le relazioni
diplomatiche il 25 luglio e dichiarò guerra il 28,
tramite telegramma inviato al governo serbo.
Il governo Russo, che nel 1909 si era impegnato a
sostenere l'indipendenza serba in cambio
dell'accettazione serba dell'annessione della Bosnia
all'Austria, mobilizzò le sue riserve militari il 30
luglio a seguito dell'interruzione nelle cruciali
comunicazioni telegrafiche tra Guglielmo II e Nicola II
di Russia, che era sotto pressione da parte del suo
staff per prepararsi alla guerra. La Germania, richiese
il 31 luglio, che la Russia ritirasse le sue forze, ma
il governo russo persistette, in quanto la
demobilitazione avrebbe reso impossibile riattivare la
pianificazione militare in tempi brevi. La Germania
dichiarò guerra alla Russia il 1 agosto e due giorni
dopo contro il suo alleato, la Francia.
Lo scoppio del conflitto è spesso attribuito alle
alleanze stipulate nei decenni precedenti:
Germania-Austria-Italia contro Francia-Russia; con Gran
Bretagna e Serbia allineate a queste ultime. In effetti
nessuna delle alleanze venne attivata all'inizio, anche
se la mobilitazione generale russa e la dicharazione di
guerra tedesca contro la Francia furono motivate dalla
paura che l'alleanza avversa venisse posta in gioco.
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