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La
dichiarazione di guerra britannica contro la Germania (4
agosto) non fu ufficialmente il risultato dei suoi
intendimenti con Russia e Francia (fondamentalmente non
era alleata a nessuna delle due), ma fu causata
dall'invasione tedesca del Belgio, la cui indipendenza
la Gran Bretagna aveva garantito di sostenere (1839), il
quale si trovava sul percorso pianificato dai tedeschi
per l'invasione della Francia.
Le prime Battaglie
Il piano tedesco (denominato Piano Schlieffen) per
affrontare l'alleanza Franco-Russa prevedeva lo sferrare
un colpo mortale alla Francia, per poi rivolgersi contro
il più lentamente mobilizzato esercito russo. Invece di
attaccare la Francia direttamente, fu ritenuto prudente
attaccarla da nord. Per fare questo l'esercito tedesco
dovette marciare attraverso il Belgio. La Germania
chiese al governo belga il libero passaggio,
promettendogli in cambio che sarebbe stato considerato
un suo alleato. Quando il Belgio rifiutò, la Germania lo
invase e iniziò a marciare attraverso di esso in ogni
caso, dopo aver prima invaso e assicurato il piccolo
Lussemburgo. Incontrò subito la resistenza davanti ai
forti della città belga di Liegi. La Gran Bretagna inviò
un'armata in Francia, che avanzò nel Belgio.
I ritardi portati dalla resistenza dei Belgi, dalle
forze francesi e britanniche, e dalla inaspettatamente
rapida mobilitazione della Russia, sconvolsero i piani
tedeschi. La Russia attaccò la Prussia Orientale,
deviando così forze tedesche previste per il fronte
occidentale. La Germania sconfisse la Russia in una
serie di battaglie collettivamente conosciute come
Battaglia di Tannenburg, ma questa diversione, permise
alle forze francesi e britanniche di fermare l'avanzata
tedesca su Parigi nella Prima battaglia della Marna
(Settembre 1914), mentre gli Imperi Centrali (l'Impero
Germanico e quello Austro-Ungarico) furono costretti a
combattere una guerra su due fronti.
La prima occupazione alleata del territorio nemico non
fu in Europa, ma in Africa: le forze britanniche
attaccarono e catturarono la sede amministrativa tedesca
dell'odierna Namibia, al tempo colonia tedesca
Inizia il trinceramento
Dopo l'iniziale successo nella Prima battaglia della
Marna, le forze tedesche e dell'Intesa iniziarono una
serie di snervanti manovre per cercare di costringere
gli avversari alla ritirata, nella cosidetta Corsa verso
il mare. Francia e Gran Bretagna si trovarono ben presto
ad affrontare le posizioni tedesche trincerate, dalla
Lorena fino alle coste belghe nelle Fiandre. Entrambi
gli schieramenti presero posizione, i francesi e i
britannici cercando di andare all'attacco, mentre i
tedeschi cercavano di difendere il territorio da loro
occupato. Una delle conseguenze fu che le trincee
tedesche erano molto meglio costruite di quelle dei loro
nemici: le trincee Anglo-Francesi erano pensate solo per
essere "temporanee", prima che le loro forze spezzassero
le difese tedesche. Nessuno dei due schieramenti si
dimostrò in grado di assestare un colpo decisivo nei
quattro anni seguenti, per quanto la protratta azione
tedesca nella Battaglia di Verdun (1916) e il fallimento
alleato della primavera successiva, portarono l'esercito
francese sull'orlo del collasso, mentre le diserzioni di
massa minavano la linea del fronte.
Nelle trincee
Circa 800.000 soldati dalla Gran Bretagna e
dall'Impero Britannico si trovavano contemporaneamente
sul fronte occidentale, 1.000 battaglioni, ognuno
occupante un settore del fronte, dal Belgio fino all'Arne,
che operavano su in sistema mensile a quattro stadi, a
meno che non ci fosse un offensiva in corso. Il fronte
conteneva quasi 10.000 chilometri di trincee. Ogni
battaglione teneva il suo settore per quattro settimane
prima di tornare nelle retrovie, quindi nella riserva e
infine per una settimana in licenza, spesso nella zona
di Poperinge o di Amiens.
Rovesciamento delle sorti
Il 1917 vide l'ingresso in guerra degli Stati Uniti.
Mentre con la sconfitta russa sul fronte orientale, la
Germania era libera di spostare truppe a ovest. Con i
rinforzi tedeschi e le truppe americane che piombavano
sul fronte occidentale, l'esito finale della guerra si
sarebbe deciso su questo fronte.
Ingresso degli Stati Uniti
All'inizio del 1917 la Germania riprese la sua
politica di guerra sottomarina indiscriminata. Questo,
combinato con l'indignazione pubblica circa il
Telegramma Zimmermann, portò alla finale rottura delle
relazioni tra Stati Uniti e Imperi Centrali. Il
presidente Woodrow Wilson richiese al congresso degli
Stati Uniti di dichiarare guerra, il che avvenne il 6
aprile 1917. (Solo un membro del Congresso, Jeanette
Rankin del Montana, votò contro). L'esercito
statunitense e la Guardia Nazionale erano stati
mobilizzati nel 1916 per dare la caccia al bandito
messicano Pancho Villa, il che aiutò la mobilitazione.
La Marina statunitense, fu in grado di inviare un gruppo
di navi da guerra a Scapa Flow per unirsi alla flotta
britannica, e un gruppo di incrociatori a Queenstown, in
Irlanda, per aiutare a scortare i convogli. Comunque,
occorse del tempo prima che le forze statunitensi
fossero in grado di contribuire significativamente sul
fronte occidentale e su quello italiano.
Britannici e francesi insistettero sull'invio di
fanteria statunitense per rinforzare le linee. Durante
la guerra, le forze americane furono a corto di una
propria artiglieria, aviazione e di unità del genio.
Comunque il Generale John J. Pershing, comandante della
forza di spedizione americana, resistette al
disgregamento delle unità americane per utilizzarle come
rinforzo di quelle francesi e britanniche, come
suggerito dagli alleati.
Offensiva tedesca del 1918
L'entrata degli USA in guerra nell'anno precedente,
aveva reso certo l'eventuale arrivo delle truppe
americane, mentre il ritiro della Russia e la disfatta
italiana di Caporetto aveva permesso il trasporto di
truppe tedesche ad ovest. Quattro successive offensive
tedesche seguirono quella del 27 maggio, portando a
guadagni in direzione di Parigi, comparabili a quelli
della prima avanzata.
Il 21 marzo 1918 la Germania lanciò una grossa
offensiva, l'"Operazione Michael", contro le truppe
britanniche e del Commonwealth. L'esercito tedesco aveva
sviluppato una nuova tattica che prevedeva l'utilizzo di
incursori addestrati ad infiltrarsi nelle trincee e
catturarle.
Gli alleati reagirono incaricando il Maresciallo di
campo francese Ferdinand Foch di coordinare le attività
alleate in Francia, e in seguito nominandolo comandante
supremo di tutte le forze alleate.
L'offensiva tedesca si mosse in avanti di 60 km e
premette talmente le truppe della Forza di spedizione
britannica (BEF), che il loro comandante, il Maresciallo
di campo Sir Douglas Haig, emise un Ordine Generale l'11
aprile che dichiarava: "Con le spalle al muro, e
credendo nella giustezza della nostra causa, ognuno di
noi deve combattere fino alla fine". Comunque, per quel
momento, l'offensiva tedesca si era fermata, a causa di
problemi logistici. I contrattacchi dei canadesi e delle
forze dell'ANZAC spinsero indietro i tedeschi.
Vittoria alleata
La Forza di spedizione americana, comandata dal
Generale John J. Pershing, entrò in battaglia in numeri
significativi nell'aprile 1918. Nella Battaglia di Bosco
Belleau, dal 1 giugno al 30 giugno 1918, la seconda
divisione, comprendente il Corpo dei Marines, aiutò ad
annullare l'offensiva tedesca che minacciava Parigi.
Il 18 luglio 1918, alla Battaglia di Chateau-Thierry, le
forze francesi e americane andarono all'offensiva.
L'esercito britannico, usando un grosso numero di carri
armati, attaccò ad Amiens l'8 agosto causando tale
sorpresa e confusione che il comandante in capo tedesco,
Generale Ludendorff, disse che fu "il giorno più nero
dell'esercito tedesco".
Il 12 settembre la Prima Armata Statunitense, che era
stata recentemente costituita dalla Forza di spedizione
americana, andò all'attacco del saliente di Saint-Mihiel,
che la Germania occupava dal 1914. Questo saliente
minacciava la linea ferroviaria Parigi-Nancy. Le forze
americane erano carenti di supporto dell'artiglieria,
che veniva fornito da francesi e britannici. Questa fu
anche la prima occasione in cui vennero usati i carri
armati americani, guidati dal tenente Colonnello George
S. Patton. Quattro giorni dopo il saliente era stato
ripulito.
Il 26 settembre le forze americane iniziavano
l'Offensiva Mosa-Argonne, che continuò fino alla fine
della guerra. Un posto di osservazione chiave dei
tedeschi, sulla quota 305 a Montfaucon d'Argonne venne
catturato Il 27 settembre. Circa 18.000 americani
caddero durante l'offensiva. Fu la prima condotta dagli
Stati Uniti come esercito indipendente. Il Generale
Pershing puntava al fiume Reno, che si aspettava di
oltrepassare all'inizio del 1919.
Il 24 ottobre l'esercito italiano, con un limitato
supporto americano, inizio l'offensiva di Vittorio
Veneto contro l'Impero Austro-Ungarico, che durò fino al
4 novembre.
Fine della Guerra
La Bulgaria fu il primo tra gli Imperi Centrali a
firmare l'armistizio (29 settembre 1918), seguito dalla
Turchia (30 ottobre) La Germania richiese un cessate il
fuoco il 3 ottobre 1918, seguita dall'Austria-Ungheria.
I combattimenti terminarono con l'armistizio concordato
l'11 novembre a Compiègne. Austria e Ungheria firmarono
due armistizi separati a seguito del rovesciamento della
monarchia asburgica. Il maggiore Harry S.Truman fece
sparare i cannoni al suo battaglione fino agli ultimi
secondi. Circa trent'anni dopo, il maggiore era
diventato presidente degli U.S.A. Fu lui a ordinare il
lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, che
pose fine alla seconda guerra mondiale. Si può dire che
Truman fece terminare entrambe le guerre mondiali.
Quando Guglielmo II ordinò alla Flotta d'alto mare
tedesca una sortita contro le navi alleate, questa si
ammutinò a Wilhelmshaven il 29 ottobre 1918. Il 9
novembre, venne proclamata la repubblica, segnando la
fine dell'Impero Germanico del 1871. Il Kaiser volò il
giorno seguente nei Paesi Bassi, che gli garantirono
asilo politico. Si veda Repubblica di Weimar per i
dettagli.
Caratteristiche distintive della guerra
La Prima Guerra mondiale è considerata come la prima
guerra moderna su larga scala. In realtà si presentava
come una sorta di ibrido tra una tecnologia militare
avanzata e una dottrina strategica di stampo
postnapoleonico. Tra le innovazioni che avrebbero
cambiato il volto della guerra ci fu l'uso estensivo
della mitragliatrice a scopi prevalentemente difensivi.
Un solo uomo, appostato in un nido di mitragliatrice,
poteva tenere in scacco un'intera brigata, rendendo
spesso vani i tentativi di attacco diretto. Conseguenza
immediata di tale innovazione fu l'edificazione, in
particolar modo sul fronte occidentale, di imponenti
linee difensive, una catena di trincee che andavano
dall'Oceano Atlantico alla Svizzera.
Le dottrine di guerra tardarono nell'adeguarsi alla
nuova situazione, affidate come erano a teorici
dell'arte militare formatisi alla scuola di Carl Von
Clausewitz, barone prussiano di inizio ottocento.
Principale fondamento di tali dottrine era la guerra
d'attacco, unica espressione dell' "elan vitale", lo
spirito vitale che, nelle parole di Ferdinand Foch,
avrebbe assicurato la vittoria finale. Milioni di uomini
furono irrazionalmente spinti ad esporsi inermi al fuoco
della mitragliatrice, nel vano tentativo di conquistare,
con la sola forza del numero, le posizioni nemiche e di
dimostrare la superiorità del proprio spirito.
L'artiglieria, che aveva conosciuto uno sviluppo tecnico
vertiginoso dall'inizio del secolo, fu usata in chiave
prevalentemente offensiva, come metodo, spesso
inefficace, di scombinare le linee nemiche prima di una
attacco. L'impatto psicologico determinato dall'uso
estensivo dell'artiglieria pesante sui soldati
intrappolati nelle trincee fu devastante, risultando
spesso in forme gravi e peculiari di nevrosi ("shell
shock").
La prima guerra mondiale vide anche l'uso della guerra
chimica e dei bombardamenti aerei, che erano stati
entrambi messi fuori legge dalla Convenzione dell'Aia
del 1907. Gli effetti della guerra chimica si rivelarono
duraturi, sia sui corpi delle sue vittime (molte delle
quali, essendo sopravvissute alla guerra, ne soffrirono
per il resto della vita) che sulle menti dei comandanti
della generazione successiva (seconda guerra mondiale)
che, avendone visto gli effetti nella Grande Guerra,
erano riluttanti ad utilizzarli, temendo che il nemico
avrebbe reagito disponendo magari di armamenti migliori.
L'evidente disequilibrio tra una tecnologia
avanzatissima e una tattica arcaica avrebbe determinato
l'immane massacro della Prima Guerra Mondiale e le sue
conseguenze sulla cultura e la storia europea. Nasceva
la guerra di posizione e di massa, in cui il vero
obiettivo non era più la conquista del territorio nemico
e dei suoi centri politici, ma l'esaurimento delle sue
risorse.
La trincea rimane, nella letteratura storica e non, il
simbolo negativo della prima guerra mondiale. Per 4 anni
milioni di uomini furono costretti a convivere sotto
terra, esposti agli agenti atmosferici e ai
bombardamenti, in condizioni igieniche disastrose. La
Guerra veniva privata di ogni forma di idealismo, per
diventare un'officina, in cui l'efficienza del massacro
sopravanzava ogni considerazione umanitaria. Parziale
eccezione fu quella dei piloti di aereo, visti come i
moderni "cavalieri", per i quali la guerra non
significava abbrutimento ma quasi un duello di stampo
medievale, unico caso in cui l'eroismo propagandato
dalle autorità militari trovava una fittizia
applicazione.
Le condizioni della vita di trincea ebbero conseguenze
enormi sullo sviluppo del conflitto. La diserzione e
l'automutilazione erano all'ordine del giorno, tanto da
richiedere l'intervento esteso e violentissimo delle
autorità. Al contempo nell'inferno della trincea si
sviluppavano fenomeni nuovi che avrebbero determinato la
storia culturale successiva. Un intenso spirito di
cameratismo tra i soldati semplici avrebbe favorito
l'idealizzazione e ideologizzazione della guerra,
elemento fondamentale per il successivo imporsi delle
ideologie totalitarie. Al contempo la consapevolezza dei
sacrifici a cui si era sottoposti alimentavano,
soprattutto nelle classi popolari, la speranza di una
maggiore partecipazione alla costruzione dell'Europa
postbellica.
La guerra tecnologica richiedeva la mobilitazione in
scala mai vista di uomini e materiali e determinò una
vera rivoluzione nelle prerogative dello Stato e un
notevole ampliamento dei suoi poteri in tutte le nazioni
coinvolte. La guerra vide anche il nascere del
cosiddetto "fronte interno", quello dell'opinione
pubblica da ammansire e mobilitare ideologicamente in
favore della vittoria finale. In tutti gli stati
partecipanti ebbe un ruolo crescente la propaganda,
volta a raccogliere fondi, consensi, volontari. Tutti
gli stati, consapevoli dell'immane sforzo richiesto ai
cittadini e interessati principalmente alla vittoria nel
conflitto, si spinsero in promesse di allargamento della
democrazia a guerra finita, che non poterono essere del
tutto disilluse al termine delle ostilità.
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