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SISTEMA
ELETTORALE AMERICANO
Gli
americani il 4 novembre 2008 si recheranno alle
urne per scegliere il nuovo Presidente sulla base di un
sistema elettorale che non ha subito sostanziali
modifiche dai tempi della dichiarazione di Indipendenza.
Il sistema elettorale degli Stati Uniti è piuttosto
complesso, frutto della forma federale dello Stato e
della visione aristocratica della democrazia che avevano
i padri costituenti alla fine del '700.
La Costituzione prescrive solo tre requisiti al
futuro presidente: almeno trentacinque anni di età, che
sia cittadino americano per nascita e che risieda negli
Stati Uniti da oltre quattordici anni. Hanno diritto
a votare tutti i cittadini che hanno compiuto
diciotto anni di età. Ma per esercitare tale diritto, il
cittadino è necessario che si iscriva alle "liste
elettorali".
Il sistema elettorale americano è indiretto. Non
sono infatti i cittadini ad eleggere direttamente il
presidente, ma 538 cosiddetti "grandi elettori" che si
riuniscono a Washington. I cittadini sulla scheda
esprimono la preferenza per un candidato presidente, ma
in realtà eleggono una lista di "grandi elettori"
associati con lui.
E' il singolo Stato che conta. I voti dei
cittadini (detti "voti popolari") si contano Stato per
Stato, non al livello nazionale. Colui che vince - anche
di uno solo voto - in uno Stato si prende tutti i
"grandi elettori" in palio in quello Stato (parziali
eccezioni: i piccoli Maine e Nebraska, che sono
suddivisi in collegi elettorali), chi riesce a far
eleggere almeno 270 grandi elettori finisce alla Casa
Bianca. Tradizionalmente i "grandi elettori" sono tenuti
a votare per il candidato alla Casa Bianca cui sono
associati nelle schede, ma ci sono teoriche eccezioni. *
Come si dividono i "grandi elettori". Ogni Stato,
piccolo o grande, ha diritto a due grandi elettori più
tanti altri quanti sono i deputati inviati alla Camera
dei rappresentanti. I deputati alla Camera sono
attribuiti grossomodo secondo la popolazione, quindi gli
Stati più grandi ne hanno di più. Così i piccoli Stati
sono relativamente sovra rappresentati rispetto alla
popolazione: il Vermont (circa 600.000 abitanti) ha tre
"voti elettorali" e la California (35.000.000) ne ha 55.
Le ultime settimane della campagna elettorale si
concentrano sugli swing states, cioè su quegli
Stati dove i sondaggi danno un esito incerto e dove
pochi voti possono far pendere la bilancia da una parte
o dall'altra
Non essendoci un "Viminale" che fornisca e certifichi i
risultati a livello nazionale, la notte elettorale si
passa in attesa dei risultati dei singoli Stati. Le
diverse catene televisive (ma ormai anche i quotidiani
con i loro siti web) valutano exit poll, proiezioni e
poi i dati effettivi e attribuiscono - secondo i loro
calcoli - uno Stato a un contendente o a un altro, via
via colorando di blu (per i democratici) e di rosso (per
i repubblicani) le cartine del Paese.
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