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INGRESSO
AMERICANO IN MEDIORIENTE
La Conferenza di Parigi (1919), il Trattato di Sevrès
(1920) e l'istituzione dei protettorati/mandati
(semicolonie) sui territori arabi cui era stata promessa
l'indipendenza, provocarono nel mondo arabo un
sentimento di ostilità nei confronti di Francia e
soprattutto Inghilterra.
Gli arabi dell'HIGIAZ si erano dati una monarchia e,
grazie all'Inghilterra, potevano governare anche in IRAK
e TRANSGIORDANIA (su popolazioni estranee), ma senza
l'appoggio militare inglese il loro governo sarebbe
stato molto fragile. In tutti gli altri regimi coloniali
inglesi in M.O. non ci fu alcuna vera rivolta, in quanto
era troppo grande la disparità di forze militari in
campo.
Solo in EGITTO i nazionalisti arabi riuscirono a
strappare all'Inghilterra una relativa indipendenza
(relativa perché l'Inghilterra si riservava il diritto
d'intervenire per proteggere il paese da "qualsiasi
aggressione o ingerenza diretta o indiretta" e per
tutelare le minoranze cristiane, ebraiche e gli
stranieri).
La capitale della SIRIA, Damasco, insorse contro la
Francia nel 1925-26, ma i francesi bombardarono la
città, stroncando la resistenza.
Viceversa gli USA, che non si erano compromessi con le
potenze europee nel saccheggio dell'Impero Turco,
avevano la possibilità di approfittare della situazione.
USA E MEDITERRANEO
Il rapporto degli USA col Mediterraneo è iniziato almeno
dal 1776, allorché i mercanti di Boston, Filadelfia e
altri porti nordamericani presero a commerciare coi
paesi di tutto il Mediterraneo sotto la protezione della
bandiera inglese. La protezione era necessaria perché i
porti africani di Tangeri (presso lo stretto di
Gibilterra), Algeri, Tunisi e Tripoli erano le basi di
flotte veloci dei pirati turchi che saccheggiavano
qualunque nave commerciale che non fosse protetta da un
trattato, in base al quale chi voleva navigare
tranquillamente per il Mediterraneo doveva pagare un
tassa ai pirati (situazione, questa, che andrà avanti
sino alla conquista francese dell'Algeria nel 1830).
Quando gli USA ottennero la definitiva indipendenza
dagli inglesi (la loro prima Costituzione è del 1787),
l'Inghilterra pensò che i mercanti e gli armatori
americani si dovevano proteggere da soli dai pirati
turchi. E così le navi americane cominciarono ad essere
saccheggiate.
A questa situazione gli USA reagirono in due modi:
dapprima cercarono di coinvolgere Francia, Inghilterra,
Russia e Olanda in una guerra contro gli Stati
dell'Africa sett.; poi -vedendo che questi paesi non
avevano interesse a muover guerra- decisero
d'intervenire autonomamente, in maniera militare. Il
risultato fu che la minaccia della pirateria nel
Mediterraneo venne di molto ridimensionata.
Fu così che gli americani cominciarono a penetrare anche
nell'entroterra dell'Africa e del Vicinoriente.
All'inizio lo fecero utilizzando anche i missionari
protestanti che fondarono una rete di scuole soprattutto
in EGITTO e in SIRIA. Ancora oggi a Beirut, nel LIBANO,
esiste una Università americana. Il successo di queste
scuole fu enorme, tanto che persino la borghesia araba
vi mandava a studiare i propri figli (certo non per
farli diventare cristiani). Il successo dipese anche dal
fatto che molti di questi missionari erano ottimi
medici. Non a caso una ventina di delegati dei vari
paesi arabi che parteciparono alla fondazione dell'ONU
nel 1945, si erano formati in queste scuole.
USA E
PETROLIO
Dopo l'ingresso dei missionari si fecero avanti in M.O.
gli industriali del petrolio. L'industria petrolifera
USA era nata nel 1859 in Pennsylvania (si pensi a
Rockefeller, fondatore della Standard Oil Company, che
disponeva dell'80% di tutto il petrolio americano). Agli
inizi del '900 gli USA detenevano già il primato di
maggiore produttore mondiale di petrolio (i giacimenti
erano in Texas, Arizona, California...e gli USA
controllavano anche la produzione di Messico e
Venezuela).
Ciononostante gli USA cercarono di penetrare anche in
M.O., ove il petrolio era di migliore qualità e di più
facile estrazione, essendo molto abbondante. Solo che la
strada era sbarrata: sia dai tedeschi, che erano alleati
dei turchi, prima e durante la I G.M.; sia dagli
anglo-francesi, che si erano suddivisi l'Impero Turco
dopo la I G.M.
Le porte vennero aperte solo nel 1928. Gli USA entrarono
a far parte della IRAK PETROLEUM COMPANY, gestita dagli
anglo-francesi, a queste condizioni: 1) sfruttare il
petrolio soltanto col reciproco consenso, 2) sfruttarlo
senza farsi concorrenza sui territori dell'ex-Impero
Turco.
Gli
Anglo-Francesi si erano decisi ad accettare il
coinvolgimento americano perché non sarebbe stati loro a
fornire i maggiori capitali per le ricerche, gli
impianti, ecc. E così nel giro di pochi anni gli
americani misero in funzione i giacimenti più ricchi del
mondo, quelli dell'ARABIA SAUDITA (i primi vennero
scoperti nel 1938).
Con la II G.M. le potenze euroccidentali non erano più
in grado di contrastare gli USA. Infatti nel 1946 si
riconobbe ufficialmente la fine dell'Accordo stipulato
nel 1928. Gli USA praticamente controllavano il 42%
delle riserve petrolifere di tutta la regione
mediorientale. Riuscirono anche a sostituire
l'Inghilterra in IRAN, con l'appoggio del governo
iraniano.
L'ARABIA SAUDITA accettò di concludere dei trattati
commerciali con gli USA perché gli USA erano gli unici
occidentali in M.O. a non aver avuto un passato
coloniale. Peraltro gli USA alla Conferenza di Parigi
avevano chiesto l'indipendenza dei paesi arabi. Anche
l'URSS poteva essere contattata, ma l'ateismo proclamato
ufficialmente era un grosso ostacolo per le trattative
con gli arabi.
Nel 1943 Washington e Riyad fecero una Dichiarazione
Congiunta secondo cui la difesa dell'ARABIA SAUDITA è
"vitale" per la difesa degli USA. Gli USA non avevano
bisogno del petrolio arabo, perché quando cominciarono a
scoprirlo e sfruttarlo erano già i massimi esportatori
mondiali. Solo che col petrolio arabo hanno potuto
trasformarsi in importatori, limitando lo sfruttamento
delle proprie risorse. Facendo inoltre credere ch'essi
hanno assolutamente bisogno del petrolio arabo, si sono
riservati la possibilità d'interferire nella regione
quando e come vogliono (attualmente vi sono presenti
contro l'IRAK perché chiamati dall'ARABIA SAUDITA).
Naturalmente, alleandosi con gli USA, l'ARABIA SAUDITA
spera sempre di poter diventare lo Stato-guida del mondo
arabo. In effetti oggi la sua influenza è assai notevole
fra i paesi dell'OPEC e in altre organizzazioni del
mondo arabo. Ma questa influenza è grande grazie
all'appoggio USA: cosa che ha comportato una rinuncia
agli ideali della solidarietà araba.
Quegli ideali invece che in EGITTO, SIRIA e IRAK (per
restare al M.O.) hanno determinato il rovesciamento dei
regimi che si erano compromessi con l'Occidente. I tre
paesi infatti si sono avvicinati all'URSS: l'EGITTO,
dall'inizio degli anni '50 all'inizio degli anni '70, in
funzione anti-inglese, poi è diventato filo-americano;
l'IRAK, dalla fine degli anni '50 alla fine degli anni
'70 (poi con Sadam Hussein i rapporti sono peggiorati);
la Siria, dall'inizio degli anni '60 a tutt'oggi.
Per timore che questa influenza delle idee socialiste
intaccasse anche il proprio paese, l'ARABIA SAUDITA ha
stretto un'alleanza assai forte con gli USA, e questo
nonostante che dal 1948 gli USA proteggano uno Stato
chiaramente anti-arabo, come quello d'Israele.
SULLA PRIMA
GUERRA DEL GOLFO
Le ragioni dell'IRAK: uno Stato può avere tutte le
ragioni di questo mondo, ma non può invadere un altro
Stato solo perché ha ragione. La ragione, in questo
caso, diventa un pretesto. (L'esempio delle Falkland,
che è il più recente, avrebbe dovuto insegnare).
- Il problema dell'IRAK tutto il mondo lo conosce: non
ha uno sbocco adeguato nel Golfo Persico, per cui è
costretto a esportare il suo petrolio attraverso gli
oleodotti che passano in Turchia-Siria...da un lato, e
Arabia dall'altro. Il che gli viene a costare assai
caro. Il governo di Saddam ha cercato di ottenere lo
sbocco adeguato con otto anni di guerra contro l'IRAN
(ma la pace ha sancito i confini precedenti); ora lo ha
fatto occupando il Kuwait. L'attacco improvviso al
Kuwait è partito anche dalla necessità di far fronte
agli innumerevoli debiti contratti proprio a causa di
quella guerra; per non parlare di quei debiti contratti
nell'acquisto del materiale bellico (50 mrd $).
- Quali possono essere le ragioni dell'IRAK? La ragione
principale sta nel fatto che le potenze occidentali
(Francia, Inghilterra e USA), da quando hanno iniziato
il loro colonialismo e neo-colonialismo in Medioriente,
si sono preoccupate unicamente di fare i loro propri
interessi.
- Problemi maggiori del Medioriente: Questione
palestinese, Questione libanese, Alture del Golan in
Siria, Cisgiordania-Gaza, Kurdistan, Irak-Kuwait...
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