Diario di viaggio San Francisco

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 1 dicembre 2011

 

22/12/04 – in volo per Parigi, ore 7.30.
Superate le prime traversie di imbarco (coda allo sportello Air France) siamo finalmente partiti alla volta di Parigi. Ora sto vedendo le Alpi piene di neve, rosa al primo sole,l’alba è color arcobaleno. Che emozione!

22/12/04 – in volo per S. Francisco, ore 11.

Arrivati a Parigi alle 9 e velocemente reimbarcati su un Airbus A340. Brutti posti in fondo all’aereo con uno spiffero sulla testa, ore che non passano mai. Rotta polare, temperatura esterna: meno 57°- 10 ore di volo, uffa.

22/12/04 – S. Francisco, ore 20,30
Finalmente arrivati a S. Francisco alle 13,30 (a Milano sono le 22,30). Tempo stupendo, superati i controlli i bagagli erano già pronti e con il trenino senza conducente siamo andati a prendere la macchina a noleggio che avevamo prenotato da Milano. E’ una Chevrolet Impala bianca, spaziosa e comoda.
La città è fantastica: alla luce dorata della California ho cominciato a scattare foto di tutto: le macchine intorno, lo skyline della città in lontananza, i grattacieli, le strade, mentre alla radio ci sono gli Eagles con Hotel California!! Il nostro hotel è nel cuore di Chinatown al 465 di Grant Avenue,il Grant Plaza, è gestito da cinesi, e come tutte le costruzioni qui, è in legno(!)Dopo esserci rinfrescati siamo andati a cena, per restare in tema, in un ristorante cinese, (gusti diversi, e per me migliori perché più saporiti,di quelli italiani).

23/12/04 – S. Francisco, ore 7,30
Svegliata presto, eccitata e ansiosa di vedere tutto, colazione ad uno Starbucks con brioche e caffèlatte con Frank Sinatra in sottofondo che canta canzoni di Natale!

23/12/04 –S. Francisco, ore 22
Stamani giretto per la città: impressionanti le pendenze: anche 30 o 40 gradi!A piedi verso il molo Pier39, sole primaverile, gente sorridente ed educata, negozietti colorati con cose che in Italia non ci sono,un po’ di shopping, è tutto bello nuovo ed entusiasmante. Al molo ci sono centinaia di foche che prendono il sole su piattaforme di legno. In lontananza Alcatraz. All’ora di pranzo al Fisherman’s Wharf, cioccolato da Ghirardelli,a pranzo da Sabella & LaTorre, poi passeggiata sul molo, foto a non finire, museo di giocattoli meccanici, souvenir nei negozietti.

24/12/04 – S.Francisco, ore 22,30
Stamani un po’ rinco perché non ho dormito bene, effetto jet lag, preso la macchina e dopo una discesa dalla Lombard siamo andati al Golden Gate, poi verso Sausalito e a San Josè, pranzo in un mall in una enorme sala con ristoranti fast food di cibo da tutto il mondo. Tornati in città per le 17, giretto per Castro, c’è vento e fa freddino. Stasera è la vigilia di Natale e siamo andati a cena al Monna Lisa, ristorante italiano in Columbus Ave., perché gli altri avevano voglia di pizza, ma purtroppo non era buona, io che non la amo troppo nemmeno in Italia ho preso linguine al salmone e mi è andata meglio. Naturalmente gli italiani non si smentiscono mai e il conto era assolutamente spropositato. Tornati con l’autobus. In giro la gente ti saluta e ti sorride augurando Buon Natale!

25/12/04 – MorroBay, ore 22
Buon Natale! Presa la macchina, che in questi giorni è stata in parcheggio,e lasciato l’albergo. Al ‘IHOP’ (ossia International House Of Pancakes) a mangiare le frittelle di Paperino con lo sciroppo d’acero, poi preso la 280 per Santa Cruz.Giu lungo la costa a Capitola, a Monterey e a Carmel. Da qui la G16 che ci collega alla 101 fino a Paso Robles e Atascadero. Per tornare sulla costa verso MorroBay, dove abbiamo prenotato l’albergo, abbiamo preso una strada in mezzo ad una foresta incantata di alberi strani, senza incrociare quasi nessuno, con qualche ranch, e colline in un crepuscolo colorato. Arrivati il ‘Motel 6’ verso le 21, abbiamo cercato un ristorante aperto, ma è Natale ed è tutto chiuso, quindi ci siamo mangiati patatine, pandoro e spumante in camera.

26/12/04 – Las Vegas, ore 22
Dopo un giretto per MorroBay che ha un strano ‘panettone’ di roccia poco lontano dalla costa,in marcia verso Las Vegas. Abbiamo guidato tutto il giorno, ci siamo fermati dove James Dean ha fatto il suo ultimo stop prima di schiantarsi con la sua Porsche, abbiamo visto pozzi di petrolio e mulini a vento e a buio, in mezzo al deserto del Mojave, siamo finalmente arrivati stanchi in quel circo dagli effetti speciali che è Las Vegas in Nevada: a me si è aperta la bocca e non l’ho più richiusa: Parigi, l’Egitto, Roma, Venezia, NewYork, l’Isola del Tesoro, il Castello di Mago Merlino e quant’altro, tutto su una strada, la Strip.Il nostro albergo è in stile old America, il New Frontiers,con letti singoli grandi come i matrimoniali. A cena messicano con una bella margarita per festeggiare.

27/12/04 – Las Vegas, ore 22,30
C’è vento e fa freddo.Tutto il giorno in giro per alberghi a meravigliarmi di ogni cosa: al Caesar Palace ci sono statue parlanti, marmi, Fontana di Trevi e del Tritone. Il Venetian oltre riprodurre all’esterno il campanile, il ponte dei sospiri e Rialto ha all’interno una piazza San Marco con i canali pieni d’acqua, le gondole e i gondolieri che cantano con voce tenorile romanze e canzoni italiane(con un buffo accento), alzando gli occhi vedi un dolce cielo italiano dipinto sulla volta, con una luce assolutamente credibile e naturale. Davanti al Bellagio c’e un lago (siamo circondati dal deserto!!) con alberi e lungolago, che la sera, ogni ora, si anima in uno spettacolo di spruzzi altissimi, luci e musica. Limousine ovunque. Al Luxor, che ha la Piramide di Giza come albergo, abbiamo visto un film in 3D:”Haunted Castle”. A pranzo al Todai, ristorante giapponese “all you can eat” e di conseguenza spanciata di sushi e sashimi ecc! Pomeriggio un po’ di shopping.

28/12/04 – Las Vegas, ore 22,30
Oggi piove! In macchina al Venetian, e al Caesar, poi a pranzo a buffet all’Orleans che riproduce il quartiere francese di Bourbon Street, pomeriggio shopping in un mall e la sera, dopo un po’ di frutta, a giocare al casinò dell’albergo.

29/12/04 – Williams, ore 22,30
Appena svegli piove, ma poco dopo esce un sole infreddolito. Abbiamo sentito le previsioni e sta arrivando neve, l’itinerario previsto, verso il Bryce Canyon è troppo rischioso quindi decidiamo di scendere verso sud. Passiamo da un deserto con colori del cielo di tutti i toni del rosa, blu, azzurro e passiamo sotto un arcobaleno completo, montagne lontanissime ma distinguibilissime, l’orizzonte sembra molto più lontano in questi spazi enormi e le nuvole basse aumentano l’effetto.
Arriviamo alla Hoover Dam, una diga sul fiume Colorado che è al confine del Nevada con l’Arizona, poi, dopo una sosta in un fast food in stile American Graffiti:Carl’s Jr, guidiamo ancora per arrivare a Kayenta ma a Williams ci sorprende una bufera di neve (anche Monument Valley salta!),cerchiamo velocemente un albergo,è ormai buio, e andiamo ad un EconoLodge, a cena alla Rod’s Steak House. Williams è una cittadina che sembra uscita da HappyDays: sulla storica Route 66 di Jack Kerouack è un po’ autocelebrativa perché è piena di vecchie auto parcheggiate, stazioni di servizio rimaste ferme agli anni ’50 e negozietti Navajo con cosine deliziose.

30/12/04 Tusayan, ore 22,30
Sole con paesaggio innevato! Stanotte ha gelato ma il sole è caldo, via verso il Grand Canyon che è a 75 km. Strada in pianura, deserta, con roulotte parcheggiate nel nulla, improvvisamente cominciano gli alberi, ginepri, e si entra, dopo aver pagato, nel Parco. Parcheggiata la macchina ho fatto pochi metri e mi si è mozzato il respiro e scese le lacrime: una vista maestosa si apre sul Gran Canyon, è imponente, emozionante, tutte le foto che ho visto non rendono un decimo della sua bellezza! Abbiamo preso un autobus che ci ha portati allo Yaki Point, foto a non finire, a piedi indietro fra alberi e viste da diversi punti, poi tutti insieme fino a Desert Point con soste per fotografare con luce diversa. Al tramonto a Tusayan, al Grand Hotel, bellissimo in stile country, a cena in albergo con spettacolo di nativi americani che ballavano coi cerchi, e poi cantante country, con cappellone da cowboy e chitarra.

01/01/05 Flagstaff, ore 00,30
Buon Anno!! Il tempo è grigio e freddo, breakfast in hotel , poi verso le 11 verso Flagstaff, guidavo io e la polizia, materializzatasi dietro di me, mi ha fermato per eccesso di velocità! Per fortuna il poliziotto grasso e comprensivo ha fatto ‘solo’ 42 dollari di multa invece dei 280 previsti, perchè andavo 30 miglia in più del consentito, non avendo visto un incrocio con una strada invisibile e nel ‘nulla’! Ancora a Williams all’ufficio postale per pagare poi finalmente a Flagstaff, all’albergo Radisson, molto elegante. Giro per la città, negozi e un po’ di shopping. La sera eleganti al ristorante dell’albergo e poi festeggiato l’arrivo del 2005! Nevica!

01/01/05 Bakersville, ore 22,30
Che freddo! C’è vento e una anomala ondata di maltempo è sull’ ovest dell’America (mentre a NewYork e a Boston ci sono 12°!) con pioggia e neve. Partiamo per tornare in California, sulla 40interstate, passiamo da Kingman, Needles e infine a Bakersfield, brutta città deserta,tutto chiuso di sabato sera, troviamo Motel Econolodge e a cena ristorante Marie’s Callenders.

02/01/05 Santa Clara, ore 22
Ripartiti alla volta di S. Francisco, domani abbiamo l’aereo. Arriviamo a San Josè, shopping in un Mall poi, a Santa Clara, trovato motel Howard Johnson. Ristorante messicano San Pedro, molto carino.

03/01/05 In volo per Parigi, ore 15
Bella giornata. Verso Palo Alto, viale con ville miliardarie, e a visitare l’università di Stanford, giretto nel campus con statue di Rodin.In aeroporto alle 12, resa la macchina con 2300 miglia fatte (circa 3700 km),sosta per un hamburger e imbarcati. Alle 13,45 partiti in orario.

04/01/05 In volo per Milano, ore 14
Volo regolare, atterrati a Parigi alle 11,30, sembra tutto piccolo, sporco, grigio, puzzolente e poco funzionale (specie l’aeroporto Charles De Gaulle), la gente è ingrugnita. In America invece la gente è gentile, a volte perfino cerimoniosa, ma sempre sorridente ed educata.

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