Diario Rosicchiando la Grande Mela

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 1 dicembre 2011

 

11 Marzo 2006 – 1° giorno
Dopo tanti preparativi finalmente è arrivato il momento di partire. Per il nostro viaggio negli USA abbiamo scelto di volare con Alitalia; volo a/r da Napoli con scalo a Milano è costato 600€ a testa (tariffa semi-flessibile). Abbiamo prenotato con un paio di mesi di anticipo ma abbiamo visto che i prezzi sono rimasti pressappoco gli stessi. Per fortuna il tempo in volo passa velocemente, ognuno di noi ha a disposizione un display per vedere film, ascoltare musica o cimentarsi con qualche videogioco (l’aereo è un Boeing 777). In conclusione il viaggio è molto comodo, il servizio è impeccabile, insomma per ora tutto perfetto: complimenti ad Alitalia. In aereo compriamo la scheda telefonica internazionale Columbus, pagata 12€, che risultata poi molto conveniente. Il disbrigo delle procedure per il visto e la dogana sono più veloci di quanto abbiamo sentito dire e, in meno di mezz’ora, siamo liberi di circolare per New York.

Per arrivare in centro da JFK prendiamo l’AirTrain che ci collega alla metro per 5$ (pagati alla stazione di arrivo).

Alle 16.00 siamo in albergo, il Gershwin (tra la 5 Avenue e la 27 Street), non male, solo un pochino fuori mano la sera per cenare, ma per 160€/notte in matrimoniale va benissimo così. In fin dei conti le camere sono spaziose, pulite e dotate di tutti i comfort, l’unica cosa che manca è il frigo in camera (magari d’estate è un problema). L’hotel ha un’ampia gamma di offerte che vanno dall’ostello alla suite.

Ci sistemiamo al meglio e subito usciamo a mangiare una cosa veloce lì intorno, da Wendy un fast food molto diffuso da queste parti e poi subito a dormire.

12 Marzo 2006 – 2° giorno
Sveglia alle 3! Alle 6.30 di domenica mattina siamo già in giro (solo noi e qualche taxi), facciamo un giro a Times Square dove ci facciamo vedere da alcuni amici attraverso una webcam posta per strada (http://www.earthcam.com/usa/newyork/ timessquare/index.php?cam=4&display=flash).

Facciamo un primo giro a Central Park, si vedono ancora gli effetti di un freddo intenso di qualche giorno prima: c’è ancora della neve ai lati della strada. Vediamo dei bambini che giocano ad hockey su ghiaccio, con tanto di arbitro e i loro genitori sugli spalti: molto carino.

Ed ora è il momento di andare all’Abyssinian Baptist Church ad Harlem dove speriamo di partecipare ad una delle loro celebrazioni. Il quartiere effettivamente non è un granché e non è molto rassicurante. Oggi c’e una celebrazione particolare: il “women’s day”. Ci hanno detto che non faranno entrate tutti, ma, dopo una lunghissima fila sotto la pioggia, finalmente entriamo. Meno male che ci siamo riusciti, la celebrazione è talmente particolare che vale la pena di parteciparvi.

Il pomeriggio andiamo da B&H Photovideo che vende di tutto di più di elettronica e strumentazione fotografica a prezzi buoni e sono organizzati molto bene. Il negozio è chiuso il sabato e il venerdì fa mezza giornata dato che è gestito da personale di religione ebraica. È interessante vedere i nastri trasportatori che portano gli articoli acquistati al punto di consegna. Noi abbiamo comprato una chiave USB da 1 GB della Sandisk per 54 $ + tax e un esposimetro usato Minolta IVf in ottime condizioni per 149 $ + tax. Fate attenzione: i prezzi esposti in tutti i negozi (inclusi i menù del ristorante) sono sempre senza tasse.

Ancora non siamo del tutto distrutti e troviamo il tempo di andare anche da Macy: “il più grande centro commerciale del mondo” o almeno così dicono loro. In effetti vende di tutto di più ed è veramente grande, tanto che non riusciamo a vederlo tutto.

13 Marzo 2006 – 3° giorno
Sempre per colpa del fuso orario, anche questa mattina alle 6.30 siamo già in giro. Per prima cosa facciamo un giro per il Battery park che è pieno di scoiattoli. Da qui prendiamo il traghetto per Staten Island, è gratuito ed è collegato alla metro, molto comodo. Dal traghetto si vede la statua della libertà. Su suggerimento di alcuni amici, abbiamo deciso di non andare a visitarla dall’interno e siamo contenti così. Purtroppo però il tempo non è molto buono e anche dal traghetto non si vede troppo bene, ma avremo modo di apprezzarla più in là.

Il resto della mattinata abbiamo la fortuna di trascorrerlo al New York Police Department, 1st Precinct per fare denuncia dello smarrimento del portafogli e del relativo contenuto: è proprio come nei telefilm!

Sbrigate le formalità al NYPD e assicuratici che le carte di credito siano bloccate, decidiamo di rilassarci e di non pensare troppo all’accaduto. Così andiamo un po’ in giro per Soho (nulla a che vedere con l’omonimo londinese), è un quartiere pieno di negozi spesso stravaganti e un po’ alternativi ma molto molto carini: da vedere. È un buon posto per fare shopping, noi ad esempio abbiamo comprato jeans Levi’s a prezzi eccezionali (da 20 a 30 dollari + tax).

Per il pranzo restiamo in zona e ci fermiamo da Balthazar, sulla Spring Avenue, un posto un po’ caro ma abbastanza carino, è particolarmente indicato per gli amanti del vino ma non solo, e poi c’è un atmosfera piacevole.

A questo punto ci avviamo verso il ponte di Manhattan di cui ammiriamo e percorriamo solo la parte iniziale, e poi ci dirigiamo su quello di Brooklyn che attraversiamo tutto a piedi. È un po’ lungo ma ne vale la pena, siamo partiti dal lato di Booklyn per arrivare a Manhattan. Siamo verso il tramonto e i colori della skyline sono particolarmente belli. È impressionante la dimensione del complesso “the watch tower” dei testimoni di Geova formato da sei o più palazzi che si vede del ponte.

Alla fine del ponte siamo arrivati d’avanti alla City Hall (il municipio). Di fronte alla City Hall c’è J&R un negozio che su molti siti, e anche sulla nostra guida, è pubblicizzato come un ottimo negozio per acquisti di elettronica, noi invece lo abbiamo trovato mediocre e poco assortito rispetto a B&H Photovideo visitato il giorno prima.

14 Marzo 2006 – 4° giorno
Questa mattina per prima cosa vogliamo fare un giro a Central Park, oggi c’è il sole anche se è una giornata molto ventosa ma in questo periodo non potremmo aspettarci di meglio. Da qui ci allunghiamo al Museo di Storia Naturale, una vera delusione, assolutamente da non tornarci. All’interno, oltre ad un po’ di dinosauri in esposizione, troviamo solo ambientazioni di scenari naturalistici: enormi foto sullo sfondo e qualche animale impagliato. Con quello che ci è costato il biglietto (21$ a testa)…

“Pranziamo” da KFC e dopo facciamo un giro a Times Square, di sera è molto più bella, con tutte le luci accese e i mega-screen che ci bombardano di immagini. Ci colpisce molto un negozio di giocattoli, Toys “R” Us, che all’interno ha una mini ruota panoramica sulla quale fanno andare i bambini, e c’è anche un dinosauro meccanico gigante.

15 Marzo 2006 – 5° giorno
Oggi per cominciare visitiamo la chiesa di San Patrick definita dalla guida la più grande chiesa cattolica degli Stati Uniti, è sorprendente ma all’interno della chiesa c’è la bandiera americana.

Lì vicino ci fermiamo a vedere il Rockefeller Center, dove c’è gente che pattina sulla pista di ghiaccio che è nel centro. È un posto carino che vale la pena vedere.

Da qui andiamo al MOMA, di sicuro un museo molto interessante per gli estimatori dell’arte contemporanea, noi ci siamo divertiti molto a vedere alcune opere particolari. Da vedere. Alle spalle del MOMA troviamo un ristorante irlandese, il Connelly’s, è anche pub ma noi decidiamo di sperimentare il ristorante. Devo dire che ci va bene, abbiamo mangiato molto bene e speso poco (20$ a testa).

In serata saliamo sull’Empire State Building, abbiamo preso il biglietto completo che, oltre alla visita all’86° piano, comprende la vista dal 102° piano e lo skyride (una specie di simulatore di volo con i sedili che si muovono in sincrono col filmato) per la modica cifra di circa 40 euro a testa. La vista dal 86° è molto bella anche se c’è un vento pazzesco; fortunatamente il 102° (the observatory) è al chiuso. Lo skyride non è fatto poi tanto bene.

16 marzo 2006 – 6° giorno
Questa mattina si parte dal Word Trade Center, è impressionante: la metro ferma proprio dove erano prima le torri gemelle. Non c’è molto da vedere, è una buca grande quanto tutta l’area; su un lato hanno costruito una croce di ferro con dei resti delle torri, il tutto con molta semplicità e sobrietà.

Girando tra palazzi nei dintorni ci troviamo al Winter Garden (un giardino al coperto) e al molo ad esso adiacente, dal quale si vede abbastanza bene anche la statua della libertà.

Di fronte al WTC troviamo un negozio, il Century 21, dove facciamo parecchie spese a prezzi veramente eccezionali su molte marche americane. Ad esempio: borsa da donna levi’s o Ralph Laurent circa 12$ + tax, borsone-trolley samsonite 22 $ + tax, t-shirt e polo Timberland 20 $ – 25 $ + tax. Sicuramente un buon posto per fare shopping.

Non può mancare un giro a Wall Street, purtroppo non si può entrare all’interno della borsa, ma la costruzione da fuori sembra molto bella e c’è un via vai di uomini d’affari.

Continuando ci dirigiamo al PIER 17 e al Fulton Market che è di fronte ad esso, anche questa zona ci piace molto, c’è un bel panorama e poi è pieno di localini, insomma un bel posto dove trascorrere qualche ora rilassati. Qui ci fermiamo a visitare la Bodies Exhibition: si tratta di un’esposizione di “veri” corpi umani, che hanno subito una specie di plastificazione al silicone, sezionati in tutti i modi. Ovviamente è sconsigliato a chi è debole di stomaco, visto che lì il corpo umano non ha segreti, ma è interessante e istruttivo in particolar modo per i fumatori che possono vedere cosa succede ai loro polmoni.

Dal PIER 6 invece prendiamo l’elicottero per fare un giro dall’alto. Scegliamo la soluzione da 15 minuti che purtroppo passano veramente in fretta, però abbiamo una bella vista dall’alto ed è un’esperienza da provare anche se è un po’ costosa (circa 135$ + tax a persona).

Per cena andiamo da Smith & Wollesnsky costo circa 120$ in due senza prendere molto ma la cena in un ristorante di livello era nel nostro programma di viaggio. Ci fanno attendere nella zona bar per l’aperitivo dopo essere passati per il guardaroba a cui va dato 1$ di mancia a persona. Una volta al tavolo il menù lo portano in un quadretto con tanto di cornice e vetro.

17 marzo 2006 – 7° giorno
La mattinata la passiamo sulla 5th strada, oggi la festa di San Patrick, con la parata della comunità irlandese. Vediamo sfilare varie forze dell’ordine e scuole di ogni grado, dalle elementari ai collage, provenienti da più parti d’America. Andando via vediamo una giovane ragazza arrestata, con tanto di manette e trattenuta da due poliziotti, la cosa ci colpisce abbastanza.

Rinunciamo a vedere tutta la parata (è interminabile) e andiamo a vedere Little Italy e China Town. La prima è formata veramente da due strade e due incroci con un po’ di ristoranti, mentre la seconda è un insieme di negozi di prodotti cinesi scadenti e di persone che per strada ti fermano per venderti di tutto (falso ovviamente). Insomma, con tutto quello che offre New York non vale la pena di andarci.

Quindi scappiamo via di corsa e ci dirigiamo sulla quinta strada a vedere vetrine di grandi stilisti e luccicanti di gioielli, è vero che qui guardiamo solo, ma è tutta un’altra cosa! Non si può che restare affascinati guardando le vetrine di Tiffany, così entriamo per un giro veloce, non abbiamo mai visto tanti gioielli e poi così belli. Un sogno…

18 Marzo 2006 – 8° giorno

Siamo ormai arrivati al nostro ultimo giorno di vacanza, così concentriamo le varie cose che vogliamo assolutamente fare prima di partire. Per prima cosa facciamo un giro al Greenwich Village, è un quartiere molto carino e tranquillo, e di sabato mattina troviamo un piccolo mercato con tanti profumi interessanti: anche se mattina, cucinano cose così appetitose che ci viene voglia di provare di tutto nonostante l’orario. In questa zona c’è la casa più piccola di New York.

Facciamo quindi un salto alla Grand Central, la stazione centrale, sembra più di stare in un centro commerciale, a prima vista non si vede un treno ed è tutto in marmo, con un soffitto altissimo: vale la pena passarci.

Da qui andiamo sulla Madison Avenue oltre la 70-esima strada, ci sono molti negozi carini ma non sembrano un granché rispetto a quelli di Soho o a quelli della 5th strada, quindi preferiamo dirottare verso Central Park e fare una passeggiata lungo il lago più grande. È pienissimo di gente che passeggia, che corre o che porta a spasso i propri cani.

Come ultima cosa decidiamo di ripassare per Times Square: è questa l’immagine di New York che vogliamo portare con noi! Visto l’orario ci fermiamo a pranzo li vicino, da SPANKY’S (127 West 43rd Street), un posto veramente carino, si è mangiato bene (da prendere la T-bone) e non abbiamo speso tantissimo (35$ a testa per bisteccona birra e dolce) e il locale è caratteristico: lo consigliamo vivamente.

Per il ritorno partiamo da Newark, purtroppo l’aereo non è quello dell’andata, è più piccolo e molto meno tecnologico, ma è notte e quindi il tempo passa in fretta lo stesso.

Di sicuro quello che ci ha colpito della grande mela è stata la disponibilità e la gentilezza delle persone, basta fermarsi a leggere la cartina per strada che si avvicina qualcuno per chiedere se serve aiuto: sono incredibilmente disponibili e cordiali.

Per chi volesse andarci sappiate che muoversi per NY è molto semplice: appena arrivati abbiamo preso la MetroCard da 24$ per viaggi illimitati e della valenza di una settimana, l’abbiamo usata un milione di volte e vista l’organizzazione della città (avenue e street) è semplicissimo andare in giro e non perdersi. Non abbiamo usato gli autobus ma ne può valere la pena: la metro si sposta tra nord e sud e gli autobus tra est e ovest coprendo tutta l’isola

Abbiamo sempre fatto colazione “all’americana”: uova in tutti i modi, bacon, patate, pancake con sciroppo d’acero, muffin, cheesecake, succo di carote e arancia preparato al momento e, ovviamente, il tazzone di caffè; non tutto in una sola volta ovviamente! La spesa per la colazione si è aggirata tra i 7 e 10 $ a testa servizio incluso.
A proposito del servizio, se non siete sicuri, chiedete se è incluso: in tal caso non dovrete dare mancia ma, eventualmente, solo qualcosina. Nel caso che non sia incluso si deve lasciare dal 10% al 20% in base “all’eleganza” del posto; è da tener presente che in questo caso le mance sono una parte importante dello stipendio di chi lavora.

Come consigliato, anche da siti istituzionali, facciamo un’assicurazione sanitaria, altrimenti non avremmo una copertura gratuita. Ci assicuriamo con la EuropeAssistance che per 124€ a persona ci da nove giorni di: assistenza sanitaria, ass. bagaglio, spese mediche(25.000€) e tutela giudiziaria.

In una settimana siamo riusciti a vedere quasi tutto quello che ci eravamo prefissi.

Buon viaggio a tutti.
DIARIO DI: Fernando

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