Una famiglia a New York e nel New England

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 25 novembre 2011

 

New York non delude anche al primo impatto: grattacieli da vertigine, taxi gialli, tombini che fumano, poliziotti vestiti come nei films, limousine, negozi hip pop e locali etnici.
Il nostro primo giorno si è svolto così: mattina a Messa e pomeriggio al parco, più o meno come in Italia.
La messa però era Gospel e il parco era Central Park. Nella chiesa di Harlem tutti erano elegantissimi, i coristi con il camicione, le signore con tailleurs con colori sgargianti e cappello e gli uomini con abito, anche bianco.
Solo il coro valeva la gita ad Harlem, ma il predicatore è stato una sorpresa: carismatico, divertente (soprattutto quando ha “benedetto” il comportamento di Michael Jackson) e profondo.
A Central Park si teneva un concerto, purtroppo però quel giorno non si trattava di Simon e Garfunkel.
La cosa che mi ha colpito di più è stata la gentilezza degli americani, se ci vedevano indecisi nella metropolitana si fermavano e offrivano aiuto.

Purtroppo a volte ci “aiutavano” anche se non avevano idea di dove fosse il posto che stavamo cercando.
Per quanto riguarda il cibo ovviamente non c’è che l’imbarazzo della scelta, noi ci siamo quasi sempre trovati bene qualunque sia stato il criterio di scelta : il consiglio di un amico, quello di una guida o una emergenza fisiologica.
I ristoranti comunque sono piuttosto cari e i fast food sono il regno di ottimo “cibo spazzatura”.
Attenzione alla prima colazione, può costare più di un pranzo. I newyorchesi fanno colazione con un mega muffin e un bicchierone da mezzo litro di caffè aromatizzato e ghiaccio, sarà per questo che sono un po’ nervosetti?
Per quanto riguarda lo shopping sicuramente qui ci si trova nella capitale planetaria degli acquisti.
Emozionante è stata la visione di Ground Zero e sicuramente indimenticabile l’ascesa dell’Empire State Building con vista su tutti i grattacieli illuminati di Manhattan.
In certe ore del giorno di “imperiale”, oltre al grattacielo, può esserci anche la coda per salire e scendere.
A China Town sembra di aver lasciato gli Stati Uniti, qui comunque si possono fare buoni affari in negozi con costi contenuti e prodotti taroccati e mangiare in buoni ristoranti asiatici.
Little Italy è ormai ridotta a pochi ristoranti per turisti, ed è schiacciata dai cinesi ( più o meno quello che sta accadendo al nostro paese).
Ovviamente sono imperdibili i musei della città in particolare il Metropolitan Museum che gli americani definiscono il più importante al mondo (c’era da dubitarne?), il Moma e il Gugghenheim Museum.
Al Rockfeller Center d’estate non si pattina ma si cena.
Di sera sono da preferire i locali del Greenwich Village, frequentato da studenti e lavoratori della City (molti alle dieci hanno appena staccato e sono ancora in giacca e cravatta).
Il mezzo di trasporto che abbiamo utilizzato di più è il bus che è più lento del metrò (“train” per gli americani) ma arriva dappertutto e consente di vedere la città; attenzione se salite accaldati l’aria condizionata sparata a mille non è proprio una “mano santa”.
Il mezzo migliore per visitare il New England è invece l’automobile. Le macchine qui hanno il cambio automatico e sono facili da guidare, consigliamo comunque di trovare un addetto dell’autonoleggio disponibile a spiegarvi le cose basilari prima di proiettarvi nel traffico di New York.
I verdi paesaggi e le eleganti città del New England sono qualche cosa di completamente diverso rispetto a quanto si può vedere a New York.
Sulla strada per Boston, a New Haven, si trova l’Università di Yale, è valsa la pena di effettuare una deviazione con visita alla cittadina universitaria, anche se Rory (del serial “Una mamma per amica”) era probabilmente “on vacation”.
Boston, la capitale di quest’area è una città tranquilla e più europea rispetto alle altre.
Qui si possono visitare l’università di Harvard, il Mit e, seguendo una linea rossa tracciata per terra, i monumenti storici più importanti; escursioni organizzate, in barca, in partenza dal porto cittadino permettono di vedere le balene; rimane invece decisamente per turisti il giro su mezzi anfibi tra città e mare.
Boston è una città che pone particolare attenzione al cibo e noi non abbiamo potuto che adeguarci.
E’ possibile oziare nella piazza adiacente al porto, godendosi gli spettacoli di bravi e divertenti artisti di strada internazionali.
Tra le altre località che abbiamo visitato, oltre alla selvaggia e turistica Cape Cod, c’è Newport, per anni sede dell’America’s Cup, e meta turistica dei miliardari Newyorchesi.
Nella Bellevue Avenue ci sono ville incredibili costruite nei più svariati stili: neo classico, maniero scozzese, ranch ecc., l’unico assente è lo stile minimalista.
Da vedere il porticciolo in stile British, i localini con musica dal vivo e il negozio che vende pelletterie italiane Terrida.
Si può fare il bagno sulla esclusiva Bellevue Av. o sulla più ampia spiaggia che si trova sulla strada che porta a Middletown.
Marta’s Vineyard è una bella isola, molto verde, con spiagge, dune e villaggi costruiti dai capitani delle baleniere. Sul posto si possono noleggiare delle biciclette e seguire i vari itinerari proposti.
Ottime le aragoste (a partire dai 10 $) da assaporare “dry” a Vineyard Haven, in città infatti non si servono alcolici, quindi se avete evitato i paesi islamici per il divieto di bere alcolici probabilmente questo posto non fa per voi.
Concludendo questo è un viaggio che consigliamo vivamente e se decidete di farlo: ENJOY IT.

Diego

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