problema razziale negli usa

Il problema razziale negli USA

4 commenti / di Carlo Galici / aggiornato: 18 dicembre 2017

 
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Sono passati quasi 150 anni da quando Lincoln liberò parte degli schiavi in America e ora con quasi due secoli di storia alle spalle, la situazione negli Stati Uniti non sembra cambiata più di tanto. Ciò che sembra cambiato è l’atteggiamento formale dei bianchi nei confronti dei neri e le leggi. Ora le leggi riconoscono pari diritti a tutte le persone a prescindere dal colore della propria pelle, questo sicuramente è un gran bel passo in avanti, ma se poi si va a vedere la sostanza ci si accorge che la situazione non è poi così migliorata.

Anche se la legge afferma che un nero ha gli stessi diritti di un bianco, ma poi ha, rispetto a un bianco, pochissime possibilità di frequentare una buona scuola preparatoria che poi dia la possibilità di accesso ad una delle migliori università del Paese, allora ci si accorge che ciò che serve è l’uguaglianza sostanziale e non una mera dichiarazione di principi. Sono i dati a parlare: solo il 4% della popolazione nera ha una laurea a fronte del 9% della popolazione bianca. E senza una laurea conseguita in una delle migliori università i posti di lavoro che spetteranno agli afro-americani saranno sempre quelli più umili, quelli che i bianchi non vogliono fare. I dati ci forniscono anche altre cifre inquietanti: il reddito medio di un nero è il 61% inferiore rispetto a quello di un bianco.

Ci si accorge del pregiudizio della società americana guardando semplicemente un telegiornale: questo riporta notizie di sparatorie tra neri, un nero che ha ucciso, stuprato o rubato. Beh questo non vi sembra molto strano? Gli afro-americani costituiscono il 12,5 per cento dell’intera popolazione americana, possibile che solo loro siano i criminali? Certo che no, infatti anche come dimostrano i fatti, sono i bianchi a commettere molti più reati, ma perché poi quando si riportano le notizie non compaiono mai nei telegiornali? Ormai gli americani sono talmente assuefatti, che fa più notizia un coniglietto che muore piuttosto di un nero con una pistola giocattolo che viene ucciso dai poliziotti. Comunque preferisco sempre far parlare i fatti, che rendono meglio la situazione:

  • Circa il 20 per cento dei giovani neri di età compresa tra i sedici e i ventiquattro anni non studiano né lavorano – rispetto al misero 9 per cento dei giovani bianchi. Nonostante il “boom economico” degli anni Novanta, questa percentuale non si è abbassata in modo rilevante nel corso degli ultimi dieci anni.
  • Indipendentemente dalla razza dei loro dottori, i neri colpiti da attacchi cardiaci hanno possibilità molto minori rispetto ai bianchi di essere sottoposti a cateterizzazione cardiaca, una procedura comune e potenzialmente in grado di salvare la vita. Nel complesso dottori bianchi e neri hanno prescritto la cateterizzazione ai bianchi circa il 40 per cento più spesso che ai pazienti neri.
  • I bianchi hanno cinque volte più possibilità dei neri di ricevere un trattamento anticoagulante di emergenza per l’infarto.
  • Le donne nere hanno quattro volte più possibilità delle bianche di morire di parto.
  • I livelli di disoccupazione dei neri sono stati grosso modo il doppio di quelli dei bianchi dal 1954.
  • Leggendo i dati su citati spero vi rendiate conto di quanto tanto ci sia da fare per far si che la Costituzione Americana non resti solo un pezzo di carta senza valore.

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4 commenti su “Il problema razziale negli USA”

  1. Mario, il tuo commento è banalotto, uno slogan. Si vede che Alberto ha messo il dito nella piaga e tu, non sappendo cosa rispondere, gli dai del razzista.

  2. gli Usa hanno un presidente nero e ancora si legge di discriminazioni, dei neri sempre vittime incomprese ed emarginati. Sembra il solito disco rotto ma i fatti e numeri non possono essere un bluff, washington è tra le metropoli più pericolose del mondo e l’80% degli abitanti sono dello stesso colore del presidente, in brasile, dove vigeva una schiavitù ben più violenta di quella Usa, la zona al più alto tasso di criminalità è a salvador de bahia (film City of God) e la popolazione afroamericana è dell’80%, oppure in giamaica dove i boss afroamericani spadroneggiano, per non dire di Haiti (col woodoo religione di stato) dove i neri hanno cacciato i francesi ed ora reclamano il loro aiuto (soldi) senza muovere un dito o l’africa dove lo zimbabwe ex rodesia cacciato i bianchi ora è tutto un disastro. Il sud africa invece ha un elevatissimo tasso di criminalità da dove i bianchi abbienti sono da tempo fuggiti ed il presidente Zuma mi pare abbia 6-7 mogli ed una trentina di figli non si preoccupa degli stupri di bambine essendoci la credenza che il sangue della rottura dell’imene guarisca dall’aids. Il mio pensiero è che i neri dovrebbero essere meno ma molto meno suscettibili e farsi un serio e vero esame di coscienza ed essere consapevoli, consapevoli che non solo i neri sono stati vessati ma anche tante altre etnie tipo gli indiani d’america portati sull’orlo dell’estinzione, i maori in nuova zelanda, aborigeni in australia e che anche gli italiani (libro, corda e sapone) venivano trattati al pari delle bestie ma con gli anni si sono integrati e non passano le loro vite a commiserarsi e a fare le vittime. . .

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