La Guerra di Secessione

3 commenti / di Carlo Galici / aggiornato: 20 dicembre 2017

 
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Poco più di 80 anni dopo che si formarono gli Stati Uniti d’America, la nazione fu scossa dalla Guerra di Secessione, o Guerra Civile come viene chiamata negli USA. Gli Stati Uniti erano una nazione dove c’erano due società, ciascuna con un proprio modello sociale, politico ed economico. Una nazione che in 40 anni ha visto continuamente moltiplicare il suo territorio, con l’acquisto della Louisiana dalla Francia, la Florida dalla Spagna, l’annessione del Texas con la successiva guerra contro il Messico (1846-88).

Gli Stati del Sud mantenevano la schiavitù data la loro economia basata sulle piantagioni, mentre quelli del nord erano dediti al commercio alla navigazione e agli interessi finanziari; da un lato c’erano i contadini indebitati, dall’altro i capitalisti creditori. I primi sin dall’Indipendenza, erano rappresentati dal Partito Democratico di Thomas Jefferson, mentre i capitalisti si riconoscevano nel Partito Federalista (in seguito prese il nome di Repubblicano) guidato da Alexander Hamilton.

La Costituzione era impotente in quanto strumento creato non per sostenere la solidarietà di un Paese in continua espansione, e aveva derogato agli articoli della Confederazione del 1777.

La produzione agraria del sud, era sostenuta dal lavoro degli schiavi, stimati in 3-4 milioni. La questione della schiavitù fu uno degli elementi cardine della guerra di Secessione. Tra il 1781 e il 1804 la schiavitù fu abolita negli Stati del Nord e nel 1819 dei 22 stati esistenti si dividevano esattamente a metà tra schiavisti e abolizionisti. Le convinzioni morali e religiosi, accrebbero nel Nord il sentimento abolizionista.

La guerra con il Messico, vinta dagli Stati Uniti, portò in dote i nuovi stati della California e del New Mexico. La scoperta dell’oro portò ad una rapida colonizzazione della costa Pacifica e ad un veloce ingresso della California nell’Unione, osteggiato però dagli stati schiavisti, che vedevano alterarsi gli equilibri. Si arrivò ad un compromesso nel 1850 permettendo l’adesione della California come stato abolizionista e la costituzione di due nuovi stati, lo Utah e il New Mexico, risultanti dai territori conquistati nella guerra col Messico.

Un altro dei motivi della guerra fu lo scoppio di un conflitto nel nuovo territorio del Kansas per motivi legati alla schiavitù: nelle elezioni per il governo del Kansas nel marzo del 1855 ci furono scontri tra schiavisti provenienti dal Mississippi e abolizionisti. Le elezioni furono sabotate facendo del Kansas uno stato schiavista. Gli abolizionisti crearono un governo parallelo rendendo la situazione molto instabile.

Nel 1859 in entrambe le camere del Congresso, gli abolizionisti erano in maggioranza, facendo pendere l’ago della bilancia verso gli Stati del Nord.

Il presidente Democratico J. Buchanan chiese al Congresso di ammettere il Kansas come stato schiavista, proposta che fece infuriare i Paesi del Nord, così come la sentenza della Corte Suprema che il 7 marzo del 1857 respinse il ricorso di uno schiavo, Dred Scott, contro il suo padrone, affermando che la Costituzione non dava diritti al Congresso di proibire la schiavitù nei territori. Le divisioni si fecero ancora più profonde nel 1857 a causa della crisi economica che colpì duramente le regioni del Nord, non toccando invece gli Stati del cotone.

Lo scoppio del conflitto

Nel 1860 venne eletto Abraham Lincoln quale nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, un repubblicano, considerato antischiavista e difensore del Nord. La Carolina del Sud il 20 dicembre del 1860 uscì dall’Unione e la seguirono Mississippi, Florida, Alabama, Georgia e Louisiana. All’inizio di febbraio del 1861 a Montgomery, Alabama, i rappresentanti degli stati secessionisti si riunirono per creare una nuova nazione, gli stati Confederali d’America.

La Costituzione provvisoria adottata era simile a quella degli USA nelle sue linee generali, però consentiva la schiavitù, proibiva il commercio di schiavi con l’Africa ma ne permetteva le tratte tra gli Stati interni all’Unione. La storiografia successiva ha considerato un errore sia per i sudisti che per i democratici, la secessione, poiché essi avevano la maggioranza al Congresso e quindi Lincoln poco avrebbe potuto.

La guerra sarebbe stata evitabile se Lincoln avesse accettato la secessione, ma poi cosa sarebbe accaduto con gli schiavi fuggiaschi? E se poi l’Unione avesse accettato il diritto di secessione, cosa accadrebbe in futuro con altri stati infelici?

L’uomo nominato a guidare la Confederazione fu Jefferson Davis; un mese dopo anche il Texas si unì agli secessionisti.

Il Sud formò una leva di 100.000 volontari; in più la Confederazione si appropriò degli arsenali e delle installazioni militari appartenenti allo Stato federale: questo equivalse a una dichiarazione di guerra. Fort Sumter, nella baia di Charleston, South Carolina, non si arrese agli uomini del Sud. Quando Lincoln inviò rinforzi, la Confederazione comprese che dovevano utilizzare la forza. Il 12 aprile alle 4.30 un canone sudista sparò il primo colpo della Guerra di Secessione americana. Come Lincoln voleva, la Confederazione divenne l’aggressore. Altri stati del sud si unirono alla Confederazione quali l’Arkansas, il North Carolina, il Tennessee e la Virginia.

Non tutti gli stati del Sud però ne facevano parte: il Maryland, il Kentucky e il Missouri stettero nell’Unione, così come una parte della Virginia che formò un nuovo stato, la West Virginia inclusa nell’unione nel 1863.

Il conflitto

Il Nord per ristabilire l’Unione, doveva conquistare il Sud, un territorio ampio come l’Europa occidentale. Il Sud pertanto doveva difendersi. L’invasione del Nord da parte della Confederazione era impossibile, ciò implica che il massimo che poteva chiedere il Sud in caso di vittoria, era il riconoscimento della stessa nella sfera internazionale (soprattutto dall’Europa). L’Unione sapendo che le risorse industriali del Sud, dipendevano totalmente dal Nord e dall’Europa, bloccarono i rifornimenti.

I Confederati avevano meno di 200.000 fucili, e il resto degli strumenti da guerra poteva provenire dal saccheggio dei forti militari federali. Le fabbriche di armi si trovavano tutte al Nord; gli Unionisti erano superiori per uomini, soldi, ferrovie, potenza industriale e militare. I soldati del Sud, in maggioranza contadini, optarono per la guerra di guerriglia, come i loro nonni durante la Rivoluzione. A causa della mancanza di disciplina tra i soldati confederati, vi erano spesso casi di diserzione.

I soldati del Nord, lottavano soprattutto per mantenere gli ideali dell’Unione, la lotta alla schiavitù era un fattore secondario. I Confederati, anche se avevano un’impostazione meno militare, erano più combattivi e si adattavano meglio alle condizioni di combattimento.

La politica estera

Le democrazie europee erano ferme sostenitrici degli ideali repubblicani che dominavano gli Stati Uniti. Le elite conservatrici europee vedevano con diffidenza questo giovane paese. In Inghilterra i conservatori erano favorevoli alla causa del Sud, al contrario dei liberali. Gli imprenditori e i commercianti preferivano un Sud indipendente, in quanto in futuro sarebbe potuto essere un fornitore ideale di materie prima ed essere sotto una forte influenza inglese.

Quando Francia e Gran Bretagna dichiararono formalmente la loro neutralità nel 1861, questo atto costituì il riconoscimento della Confederazione come Paese belligerante, scatenando le proteste di Lincoln.

Con la proclamazione dell’Emancipazione degli schiavi del 1 gennaio 1863, l’opinione pubblica internazionale si dichiarò a favore della causa degli Unionisti. La abolizione definitiva fu ratificata nel dicembre del 1865, quando fu approvato il 13° emendamento alla Costituzione. La vittoria degli Unionisti nella Guerra Civile, significò la libertà per 4 milioni di neri.

Inizialmente i neri erano ansiosi di entrare a far parte nelle file dell’Unione, però il governo si mostrò reticente di includerli. Solo quando ci furono difficoltà di reclutare volontari, l’Unione accettò l’inclusione nelle fila federali. Così venne creata la US Colored Troops, in cui i soldati neri venivano considerati di seconda categoria e mal attrezzati.

Nonostante la guerra mise fine alla schiavitù, i neri non sono potuti essere veramente liberi per altri 100 anni. Coloro che optarono di continuare a vivere al sud, avevano pochi diritti e questo fatto condusse alla lotta per i diritti civili negli anni ’60 del XX secolo. Alla fine della guerra per un decennio, nel sud c’è stato un governo di tipo militare. I morti in totale sono stati più di 600.000 (360.000 tra le file degli Unionisti e 258.000 tra i sudisti) e 471.000 feriti.

Dopo guerra

L’8 dicembre 1863 il presidente Lincoln firmò una Dichiarazione di Amnistia e Ricostruzione. Fatta eccezione per i funzionari e gli ufficiali di alto rango della Confederazione, tutti i sudisti che giuravano lealtà alla Costituzione e obbedienza alla legislazione anche per quanto concerne la schiavitù, avevano garantita l’amnistia. Quando Lincoln fu rieletto trionfò la ricostruzione.

Il nuovo spirito significava dimenticare le ribellioni e significava che almeno il 10% dell’elettorato di uno Stato del Sud aveva giurato fedeltà alla Costituzione e quindi lo Stato poteva essere riammesso a pieni diritti nell’Unione. Questo spirito fu stroncato quando Lincoln venne ucciso. Proprio lo stesso giorno il cui il Maggiore Robert Anderson ripristinò la bandiera a stelle e strisce su Fort Sumter, quattro anni dopo che era stata ammainata.

La guerra pose fine alla questione del mantenimento dell’Unione e screditò la dottrina delle secessione. La guerra ampliò l’autorità del governo federale, che esercitava una giurisdizione e un potere come non mai prima del conflitto. Il Nord si era impegnato nella guerra con tre propositi: Unione, libertà e democrazia. Il principio di conservare l’Unione fu quello principale. Dopo il 1862 l’abolizione della schiavitù portò con se un secondo obiettivo e per molti, tanto in Europa come in America, mantenere “un governo del popolo, dal popolo e per il popolo”.

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