Storia della Route 66

La Route 66 è stata una delle prime importanti autostrade federali costruite negli Stati Uniti, esattamente nel 1926 non molto tempo dopo che l’automobile divenne un mezzo popolare negli USA.

La Route 66 parte da Chicago, Illinois e attraversa numerosi stati quali Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California.

Essa originalmente finiva a Los Angeles, più precisamente a Santa Monica a circa mezzo miglio dalla spiaggia.

Durante gli anni ’30, dato il periodo della Grande Depressione, molte persone che persero il lavoro utilizzavano la Route 66 per spostarsi a ovest per trovare un nuovo lavoro.

Fu per tanti anni un importante freeway, tuttavia durante gli anni ’60 e ’70 furono costruite molte autostrade interstatali dal governo federale per collegare l’intero Paese, facendo diventare la Route 66 una vecchia autostrada e nel 1985 il governo la tolse ufficialmente dalla lista del sistema autostradale americano.

La Route 66 è conosciuta con il nome anche di Main Road of America (letteralmente Strada Principale) grazie al fatto che dopo l’apertura di tale autostrada molte città conobbero la prosperità.

Un altro motivo di fama di tale strada è dovuto alla canzone uscita nel 1946 che si intitola “Get your kicks on Route 66” scritta da Bobby Troup e incisa da Nat king Cole e successivamente fu interpretata da molti artisti famosi come Chuck Berry e i Rolling Stones.

Negli anni ’50, la Route 66 divenne la strada preferita da chi si spostava verso Los Angeles per vacanza. La strada passa attraverso il Painted Desert (Deserto dipinto) in Arizona e nei pressi del Grand Canyon. Meteor Crater, il celebre cratere meteoritico dell’Arizona era una delle altre attrazioni che punteggiavano il viaggio.

L’aumento vertiginoso del turismo dette l’impulso alla nascita di molte attrazioni commerciali lungo tutto il tracciato: si va dagli motel a forma di tepee (la capanna indiana), negozi a forma di budino, negozi che vendono cianfrusaglie pellirosse e fattorie specializzate nell’allevamento di rettili.

È sulla 66 che è stata anche inventata l’industria del fast-food, con il Red Giant Hamburgs a Springfield (Missouri) che fu anche il primo drive-in, ed il primo McDonald’s a San Bernardino. In realtà, il primo locale della famiglia McDonald’s era nato nel 1937 a Monrovia, in Liberia, ma nel 1940, quello che prima era conosciuto come “The Airdrome” in Africa, venne spostato sull’attuale Route66, dove i fratelli Richard e Maurice McDonald ricostruirono il ristorante e introdussero dei macchinari che gli permisero di avviare una vera e propria “catena di montaggio”, produttrice di hamburger, patatine fritte e frullati. Ora è un museo gestito da Albert Okura, possessore della catena di ristoranti “Juan Pollo” in California.

Un’ulteriore curiosità su questa famosa strada fa riferimento al pericolo che nascondeva in molti punti prima che venissero svolti i lavori per migliorare la sicurezza stradale: non a caso precedentemente era conosciuta anche come Bloody 66. Spesso, infatti, venivano ingaggiati piloti locali esperti del tracciato per destreggiarsi tra i vari tornanti, in particolare nella zona delle Black Mountains dell’Arizona.

L’inizio della fine

Facendo un passo indietro alla Seconda Guerra Mondiale, la Route assunse un ruolo strategico per l’industria statunitense: mentre precedentemente quest’ultima era concentrata sulla produzione di automobili, con il calo provocato dalla guerra, venne utilizzata per la costruzione di mezzi militari che erano richiesti a livello mondiale. Il cuore industriale del paese era zona dei grandi laghi, quindi la Route 66 diventò la principale strada di rifornimento per le unità impegnate nel sud Pacifico di stanza a San Diego.

Oltretutto, molte basi di addestramento militare erano stanziate nel Mid-West, in Oklahoma, New Mexico e Colorado, di conseguenza, quelli che prima erano territori sconosciuti a molti americani, iniziarono lentamente a diventare la futura casa dei soldati alla fine della guerra.

L’inizio della fine della Route 66 fu nel 1956 quando il Presidente Dwight Eisenhower firmò il Federal-Aid Highway Act (Atto per l’aiuto federale per le autostrade). Eisenhower era stato generale durante la seconda guerra mondiale ed aveva combattuto in Germania ed era stato impressionato dalle autostrade tedesche (le autobahn).

Un sistema che permetteva trasferimenti ad alta velocità. Nel 1990 vennero fondate due associazioni per la Route 66 in Arizona e Missouri ed altre ne nacquero di li a poco. Lo stesso anno lo Stato del Missouri dichiarò la Route 66 come Strada di interesse storico.

Il primo cartello indicante Historic Route 66 venne installato a Kearnery Street all’incrocio con Glenstone Avenue a Springfield (Missouri) (adesso è stato rimpiazzato ed è stato spostato vicino Eureka (Missouri).

Altri cartelli, a volte sporadicamente, segnano l’intero tracciato. Una sezione della strada in Arizona è stata registrata nel National Register of Historic Places (Registro nazionale dei luoghi di interesse storico); la Arroyo Seco Parkway nell’area metropolitana di Los Angeles e Route 66 nel New Mexico sono stati segnalati nel National Scenic Byways (Strade secondarie di interesse paesaggistico); nel 2005 lo Stato del Missouri ha dichiarato la strada State scenic byway per tutto il tratto che gli compete. Nelle città di Rancho Cucamonga, Rialto e San Bernardino (tutte in California) sono stati installati cartelli della US-66 lungo il Foothill Boulevard.

Altri nomi con cui è conosciuta: La strada madre — Così battezzata da John Steinbeck nel libro The Grapes of Wrath (Furore), il nomignolo è utilizzato tutt’oggi.

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