Carrie mi ha fregato

2 commenti / di Carlo Galici / aggiornato: 27 maggio 2016

 

16 AGOSTO 2006:
Si parte! Finalmente è arrivato il tanto atteso giorno di inizio vacanza. Partenza ore 5 del mattino. Dobbiamo arrivare fino a Milano Malpensa, lasciare l’auto e poi con tutti i problemi di terrorismo che ci sono stati in questo periodo, volando con British Airways e facendo scalo a Londra Heathrow, mi avevano detto di arrivare con molte ore d’anticipo.
Arriviamo in aeroporto alle 10am, dopo aver lasciato l’auto al parcheggio Travelparking (si è rivelato ottimo. 51 euro per 12 giorni, tutto okay. 5 ore d’anticipo dovrebbero bastare!!)
Per andare nell’area check-in British Airways c’è fila, poiché la polizia è dispiegata e controlla tassativamente ogni passeggero. Alla fine, dopo aver fatto la fila, ci dicono che il check-in British non aprirà prima di mezzogiorno e mezza: non si può ancora passare!!!!. Bene, ogni informazione data dalla stessa British era sbagliata.
Finalmente è giunta l’ora di andare a fare il check-in. Adesso per andare alla nostra area non ci sono più i controlli. Cos’è cambiato da prima ad ora?!

In ogni modo avevo già fatto il check-in automatico da casa, tramite il sito della compagnia, sia per il volo Milano-Londra che per quello Londra-Nyc, dovevamo solo consegnare i bagagli: corsia preferenziale per chi aveva già le carte d’imbarco e adesso si parte veramente. Consegniamo 3 bagagli, 2 per me e uno per il mio ragazzo, Matteo. Lui pensa bene di non portare bagaglio a mano, anche se da oggi era possibile portarlo e quindi mette in valigia anche la telecamera comprata nuova appositamente per New York.
Scalo a Londra: cambio terminal e molti controlli. Mentre aspettavamo di partire per Nyc, vediamo alla tv dell’aeroporto che c’è stato un pericolo dirottamento su un volo Londra-Usa.. Iniziamo bene!!!
Ricordo che gli attentati sventati di Londra erano previsti proprio per il giorno 16 Agosto… Grazie Scotland Yard. Sono grata agli inglesi, adesso ancora più di prima.
Arrivo a New York city, Jfk airport ore 08:45pm, con volo tranquillo. Scendiamo e andiamo al ritiro bagagli: le mie valigie arrivano, mentre quella di Matteo non si vede. Alla fine sentiamo la sirena e la voce che dice che non ci sono più bagagli dal nostro volo. Chiediamo in giro e ci viene mostrata la black list delle valigie non pervenute e ci siamo anche noi. Andiamo all’ufficio British per fare la denuncia di smarrimento. Molto velocemente e senza troppi convenevoli siamo liquidati, con un numero da chiamare per sapere che fine ha fatto la valigia e con la denuncia in mano. Era meglio se quest’esperienza non capitava!
I miei buoni propositi di prendere la subway oppure la navetta con supershuttle svaniscono quando vediamo che ore sono:le 11:15pm.. capperi quanto tempo abbiamo perso per questa valigia! Taxi per Manhattan fino al nostro hotel. Costo 45$ tariffa fissa + tips and toll (mancia e pedaggio ponte): totale 50$ circa.
Si legge molto circa il rispetto delle regole di guida da parte degli americani… beh, i tassisti sono un caso a parte. A quest’ora c’era molta fila sul ponte Queensboro per raggiungere Manhattan e naturalmente le strade alternative per arrivare di là ci sono. Ecco, il nostro tassista si è messo a fare retromarcia sul ponte,per prendere una via alternativa. E come lui altri 1000. In più si ferma nel mezzo alla strada per farmi fare la prima foto della vacanza ai grattacieli illuminati… grazie mille,anche gentilissimo!
L’hotel scelto è la Leo House.
Pulito, comodo, in zona Chelsea, molto carina e tranquilla, con le tipiche case in arenaria rossa. Il nostro hotel è di proprietà di un ordine di suore francesi. Prenotazioni solo by fax o telefono. Camere perfette, magari piccole, ma per 90 dollari a notte non ci si può aspettare l’Hilton. Pulizia camere ogni giorno, asciugamani cambiati tutti i giorni, perfetto!! Reception e portiere di notte, adatto sia per coppie che per famiglie. Standard alto per il prezzo. Corrisponde ad un hotel 2/3 stelle a New York… insomma, consigliatissimo!!! Possibilità di fare colazione per 7 $.
Me l’ha consigliato una mia amica, che è stata qui prima di me..Thanks a lot Only!!!
Costo per 8 notti:720 dollari a camera,comprese le tasse.
Dopo aver fatto il check-in all’hotel siamo andati a letto: eravamo molto stanchi e il giorno dopo volevamo essere al top per l’inizio visita di Nyc.

17 agosto:
Prima di partire mi ero fatta un itinerario di massima da seguire e secondo me la miglior cosa è prepararsi una linea guida . Nyc è immensa e si rischia di girare a vuoto, andando su e giù per Manhattan e perdendo un sacco di tempo. Poi tra una visita e l’altra c’è sempre spazio per l’improvvisazione!!
Stamani sveglia ore 7:30; usciamo verso le 8am dall’hotel con direzione Empire State Building; voglio da quassù la prima visione di New York. Facciamo a piedi il tragitto fino alla 33rd street, passando dalla Fifth Avenue. Alle nostre spalle avevamo il Flatiron building, l’edificio più alto del mondo nel 1902 quando fu terminato. Wow, è vero che a Nyc è tutto gigantesco. Colazione alle bancarelle per la strada: Matteo prende Donuts e caffè caldo, l’unico della sua vacanza, dopo che capisce che lì è rovente! Io Bagel con cream cheese e acqua: buonissimo. Costo totale colazione circa 6$. Giro veloce a Madison Square Park. Arriviamo all’Empire verso le 9am: niente fila, un po’ di fortuna ci vuole!!!!
Compriamo il Nyc pass: costo 63$per entrata a 5 attrazioni: Empire state building, Moma, Guggenheim, Intrepid, Museum of natural history, crociera 2 ore circle line… conveniente!
La vista dall’alto è spettacolare, non ci sono parole per descrivere l’emozione. Allora è vero che siamo a Nyc. La giornata era limpida, quindi il panorama era nitido. Non abbiamo neanche sentito le oscillazioni di cui tutti parlano. Visto il Chrysler building, il Met life building, l’edificio della Ny life insurance company, col tetto dorato a piramide, il Metropolitan life insurance company, Lower Manhattan, il ponte di Brooklyn e perfino la Statua della libertà ed Ellis island.
Scendiamo e percorriamo di nuovo la Fifth Avenue, sempre in direzione uptown. Visita alla New York public library: da vedere i 2 leoni davanti all’entrata principale, l’Astor hall e la sala di lettura principale che si estende per 2 isolati. Iniziamo a vedere i negozi: Build a bear, Barnes e Nobles, la libreria più grande del mondo, i vari negozi di elettronica. Qui compro un altro adattatore, perché il mio, acquistato in Italia, non andava bene. Non aderiva completamente alla presa americana. Arrivati vicino a St Patrick Cathedral, andiamo a pranzare verso le 11:30am nel nostro primo Mc Donald’s della nostra vacanza… so che è presto, ma dopo ci aspettava la partita degli Yankees. E’ vero che i panini sono molto più buoni qui in America. Sbaglio subito a prendere il mio Mc Chicken deluxe: ho trovato anche la pancetta, che odio. Facciamo un giro lì intorno e vediamo il Waldorf Astoria, l’hotel del “Principe cerca moglie”. Da piccola quel film mi piaceva tantissimo. Andiamo alla subway e facciamo la metrocard settimanale, molto conveniente: per 24$ (un buon affare, visto che abbiamo utilizzato la metro in media 3 volte al giorno e la corsa singola costa 2 $). Partenza per il Bronx, per lo Yankee Stadium: andiamo a vedere la partita di baseball: Yankees vs Baltimore Orioles. Biglietto prenotato tramite il sito ufficiale degli Yankees, che rimanda a quello di www.ticketmaster.com. Sito utile per prenotare quasi ogni evento di Nyc, tipo musicals, concerti etc.
Scendiamo a Bronx Stadium e andiamo a ritirare i biglietti allo sportello ”will call”. Con la presentazione della carta di credito usata per la prenotazione e la carta d’identità otteniamo i nostri biglietti. Lì intorno il più completo caos. Tutti con cappellini e t-shirt degli Yankees. Dentro lo stadio un caldo pazzesco. Dopo circa un’ora e mezza di partita decidiamo di ritornare a Manhattan, troppo caldo. Comunque è stata una bella esperienza. Dobbiamo andare a cercare qualche vestito per Matteo in attesa dell’arrivo della sua valigia che si farà attendere per 3 giorni. Andiamo al New York mall: dentro troviamo Victoria’s secret; intimo molto in voga in Usa, Old navy, Aeropostale, Banana republic. Ci mettiamo a sedere dentro al mall; in ogni centro commerciale che si rispetti c’è la parte bars , pasticcerie per far rilassare i clienti. Vedo i chinnamon rolls (dolcetti)che la mia amica Mara mi ha consigliato. Qui mettono la cannella ovunque, anche nel caffè: sono fissati!
Usciamo con direzione Macy’s, non prima di aver visto un altro negozio di Victoria’s secret, ormai mi son fissata anch’io..
Macy’s è davvero bello e grandissimo; ci abbiamo messo un po’ per capire come si va dal reparto donna a quello per uomo: se andate al visitor center potete ottenere una carta sconto del 10%. Matteo finalmente trova qualcosa… evvai!!!!
Dopo aver girovagato un po’ per i negozi lì attorno, decidiamo di tornare in hotel per riposarci un po’.
Sera: Greenwich village: wow mi piace troppo questo quartiere, davvero caratteristico e soprattutto pieno di gente. A Nyc abbiamo notato che ci sono molti omosessuali; so che ci sono anche molti locali gay. Bene, Nyc è aperta a tutti, una buona cosa!!!!!
Mangiamo in un locale chiamato “Caliente Mexican Restaurant”: tacos, nachos e tortillas a volontà. Da bere ho notato che tutti prendevano cocktails: lì dicono che facevano i margarita più buoni di Nyc; io non ce la faccio a cenare con quella roba, chiedo la mia acqua. Costo cena: 32$ tot. Giriamo per le stradine e vediamo tutti i locali di cui avevo sentito parlare: “Garage” e finalmente uno dei “Sushisamba” disseminati per la città. Merita, fidatevi: davvero un bel locale, con terrazza… wow!!! Dicono che i locali italiani prendano spunto dai locali newyorkesi, qua le tendenze iniziano un anno prima.

18 agosto:
L’adattatore che ho comprato ieri non va bene, quindi ritorniamo al negozio di elettronica, naturalmente a piedi perché non ci ricordavamo esattamente dove era. Sapevamo intorno all’Empire, ma dove?!? Alla fine lo troviamo e compriamo il trasformatore, costo 45 $, capperi! Da qui andiamo finalmente a Times square. In definitiva il posto dove siamo stati meno. Pensavo fosse meglio sinceramente, nel senso che è bella, tutta luminosa e piena di luci, ma per la sua fama chissà che mi aspettavo. Da qui facciamo colazione: Matteo da Starbucks, ed io sempre per strada. Passeggiata vedendo il Radio City Music hall, il Rockfeller center, dove davanti alla statua di Atlas nella piazzetta, ci sono tutti i ristorantini e caffè vari. La tappa principale di oggi è il Museum of Modern art, altrimenti detto MOMA. E’ da quando sono nata che sognavo di visitare questo museo, anche perché ha nella sua collezione il mio quadro preferito “La notte stellata” di Van Gogh. Lacrime agli occhi quando finalmente l’ho visto. Toglie il fiato! Oltre a questo, Pollock, Gauguin, Picasso, altri Van Gogh, Cezanne, Lichtestein, Monet, Toulouse lautrec, Dalì, Warhol, Mirò, kandinsky, Boccioni e gli altri futuristi etc etc etc. La nuova struttura del museo è veramente molto suggestiva; in vetro così da vedere fuori. Mentre girovagavo tra l’arte moderna e le sedie di Wassily e Van Der Rohe, alzo gli occhi e mi trovo davanti Gianni Morandi che mi dice :-Ciao!-
Ed io rispondo cordialmente:-Ciao!-
E lui: Tanto lo sapevo che eri italiana!
Non riesco proprio a camuffarmi tra i turisti giapponesi e francesi.
Arriva Matteo e si mette a parlare d’arte con lui. Piacevole incontro questo. La mia idea iniziale era quella di trovare Brad Pitt, però va bene lo stesso.
Al Moma andate a vedere il giardino interno, con varie sculture tra cui la capretta di Picasso, e la pensilina della metro art nouveau di Paris. Da qui si ha l’accesso al bar/restaurant “the Modern”, molto chic. C’era inoltre una mostra interessantissima sul Dadaismo con pezzi presi da Svizzera, dove nacque, Francia, Germania e Stati Uniti. Dopo aver comprato varie stampe e ricordini vari andiamo a mangiare in un posto che mi ero segnata accuratamente, perché consigliato anche da Sarah Jessika Parker, dove si dice facciano il miglior Hamburger di New York: Prime Burger, 5 East 5th Avenue, tra la Fifth e la Madison, davanti a St Patrick Cathedral. Panino e french Fries ottime. Matteo assaggia anche il cheese cake. Quando il cameriere vede che il dolce è per lui corre ad aggiungere un altro pezzetto di torta alla sua porzione..mah!!!E se era per me?
Usciamo e proprio accanto c’è il negozio di Kimmy Choo… i patiti di scarpe mi comprenderanno; effettivamente troppo care per un regalo a me stessa a nyc: i prezzi vanno dai 450$ in su. Adesso si parte con lo shopping: la valigia di Matteo non è ancora arrivata e deve comprarsi altre cose di prima necessità. Andiamo da Abercrombie e Fitch, negozio molto in voga tra i newyorkesi, sempre pieno di gente. Qua i commessi, secondo noi, li scelgono accuratamente. Sembravano tutti modelli/e. Altri negozi che consiglio di vedere sono Takashimaya, negozio giapponese di cose per la casa veramente molto bello. Dentro assistiamo alla scena di una moglie che vuole per forza le forbici per potare i bonsai e il marito è stato costretto a comprargliele al modico prezzo di 64$… economiche!!!!
Giro immancabile da Tiffany; l’entrata è libera e si possono ammirare le vetrine con un luccichio che rincuorerebbe la mia mano, ma Matteo non ne vuol proprio sapere!!! Giro dentro alla Trump Tower, tanto per vederla e alla fine andiamo a sederci davanti Fao schwartz, negozio di giocattoli molto carino. Entriamo per vedere la pianola gigante del film “Big”, dove i bambini possono tutt’ora salire sopra i tasti. Volevo vedere anche la giraffa gigante che fino ad un anno fa era dentro il negozio, ma non c’era più. L’avranno venduta?! Peccato. Usciamo e subito davanti troviamo l’ Apple Store . Si riconosce perché l’entrata è fatta a forma di cubo, in vetro e il negozio rimane al piano inferiore. Dentro tutti gli iPod e i vari Mac computer. Là gli americani hanno l’mp3; hanno l’iPod. A quanto ho capito è un modo d’essere! Tutti comprano l’iPod e basta!!! Giro per vedere il Plaza hotel che è in ristrutturazione e i magazzini Begdorf Goodman. Usciamo e andiamo a cercare il Niketown americano; mi sarei aspettata un negozio il triplo di quello di Londra, invece no, ci sono solo le ultime novità oltre il pavimento creato con la gomma delle ultime scarpe Nike. Bello, ma non c’è nulla da comprare! Ormai la stanchezza sta incombendo. Ultimo giro e ritorniamo in hotel, non prima di aver comprato qualche maglia in un negozio di vestiti sulla 23rd street. La sera andiamo a mangiare in un posticino pieno di americani e basta, no turisti. Rimane davanti al nostro hotel: si chiama Dallas BBQ. Matteo prende un hot dog enorme, là le porzioni normali sono il doppio delle nostre, ed io prendo il pollo. Tutto veramente buono. Accanto avevamo 2 ragazze, una di taglia extralarge che si era mangiata di tutto e di più. Aveva una bistecca enorme sempre da finire, ma quando ha visto arrivare l’hot-dog non si è saputa trattenere esclamando: wow!!!!!!-
Conto:30$
Giretto per Chelsea; nella nostra strada c’è il famoso Chelsea Hotel. Molti ospiti illustri vi hanno soggiornato, tra questi Mark Twain, Jack Kerouac, Dylan Thomas, Tennessee Williams, ecc… Ci sono anche molti pet shop e palestre, tutte rigorosamente a vetri: da fuori puoi vedere la gente che corre sui tapis roulant.

19 agosto:
Oggi dobbiamo andare a comprare il nostro pass per il treno. Infatti i cittadini non americani possono comprare un pass che ti permette di viaggiare sui treni, corse illimitate ad un prezzo scontato. Non vale per gli Acela express e i Carolinian, ma con 105 $ hai la possibilità di fare corse illimitate per 3 gg. L’ufficio dove acquistare ciò è Mac America Travel, Inc., 262 West 38th Street, Suite 1005. Andiamo in subway fino alla stazione bus e qui facciamo colazione: Matteo da Starbucks, con Donuts al cioccolato e iced coffee. Io vedo un posticino supercarino, che nelle mie varie ricerche internet avevo sentito più volte: Gray’s papaya. Faccio colazione qui: con1,50$ ho panino con uovo, ham, cheese e caffè e latte. Passiamo all’ufficio ma è chiuso e non possiamo aspettare: ritorneremo! Andiamo a piedi fino a Columbus circle, per vedere il Time warner Center, merita davvero. Mi avevano consigliato di andare a vedere il panorama da una torre del centro, dove si trova l’hotel Mandarin, ma non abbiamo avuto tempo. Entriamo a Central park da qui. Dopo 10 minuti che cammini dentro ti scordi di essere a Nyc. Avevo calcolato di andare a Central Park di sabato, nel fine settimana, cosicché il parco fosse molto affollato di gente che corre, va in bicicletta, passeggia, pratica discipline orientali. Arriviamo allo Sheep Meadow e qui facciamo un incontro con gli scoiattoli del parco: non hanno paura, anzi sono a loro agio. Cerchiamo qualche ghianda da dar loro! Continuiamo a camminare fino ad arrivare a the Lake, passando per the Mall, dove abbiamo incontrato molte statue di personaggi famosi. Qui vediamo la Bethesda fountain e Terrace. Passiamo il bow bridge e vediamo il ristorante consigliato un po’ da tutti, the Boat House, ma è troppo presto per pranzare!!! Continuiamo a passeggiare, vedendo gli appartamenti San remo, a lato ovest di Central Park, dove per un mese d’affitto chiedono anche 20000$, fino ad arrivare finalmente al Metropolitan museum, altra tappa principale di questo giorno. Posso dire che è in assoluto uno dei più bei musei che abbia mai visto, paragonabile solo al Louvre di Parigi: é immenso, quindi uno deve avere almeno un’idea di cosa vedere. Da non perdere assolutamente è il tempio di Dendur, ricostruito in una sala suggestiva tutta a vetri, dove si nota Central Park, la parte egizia, le armature, l’arte del xx secolo e la pittura europea. Anche qui quadri di Vermeer, In gres, Picasso, Van gogh, gli impressionisti, Warhol etc… Non ce la facevamo più a camminare ma dovevamo per forza vedere queste meraviglie. Usciti dal Met, facciamo un giro veloce nell’upper east side e poi da qui prendiamo un bus che percorre tutta la Fifth Avenue e arriva fino al Greenwich village. Noi vogliamo ritornare verso Times square. Pranziamo adesso, verso le 05:30pm. Siamo stati molto dentro il Met, ma non è bastato per vedere tutto: richiederebbe un giorno intero e forse due per la visita!!! Giro per i negozi e ritorniamo in hotel davvero stanchi. Ci riposiamo un po’, ma ci addormentiamo e praticamente ci risvegliamo a mezzanotte. Diciamo che il mio ritmo è veramente duro da reggere, anche per me: mi sto superando!!!!!

20 agosto:
E’ Domenica!!!! Usciamo presto e andiamo a fare colazione prima da Starbucks, vicino al nostro hotel e dopo per me in un posto consigliatomi dalla mia guida, l’Empire dinner: è un ristorante costruito in art decò, aperto 24/24.. 210 west 22nd street e 10th avenue. Prendo l’American breakfast con uova strapazzate, panino al burro e patatine fritte. Costo 6$
Metro per Harlem: stamani andiamo a vedere la messa gospel. Mesi prima avevo mandato un’e-mail all’Abyssinian Baptist church, chiesa in cui volevo assistere alla funzione e il responsabile, benedicendomi (God bless you) mi ha mandato un invito per 2 per oggi, dicendomi di saltare pure la fila che talvolta ci potrebbe essere. E’ stata una delle più belle emozioni di questa vacanza,lo consiglio a tutti. Arrivare in metro ad Harlem è molto semplice e ci sono moltissime chiese dove è possibile andare. In più c’è molta polizia e il Malcolm-x boulevard mi è sembrato sicuro. Il prete ci ha ringraziato di essere lì, salutandoci e facendoci alzare in piedi. In più i fedeli vicini ci hanno stretto la mano per conoscerci. Insomma, fantastico! Quando siamo entrati la chiesa era mezza vuota; solo dopo che la funzione è iniziata fanno entrare i turisti in fila alla porta. Credo aspettino che tutti i fedeli siano arrivati. La chiesa inoltre aveva il bagno e una sala con tv per i disabili, per vedere la messa in diretta. Il coro ti trascina e ti ritrovi a battere le mani, il prete, quando fa il suo sermone inizia a urlare e battere le mani, i fedeli a loro volta gli rispondono. Insomma, tutto molto informale e colloquiale. Il tutto è durato 2 ore e poco più, ma siamo rimasti fino alla fine perché meritava davvero. Quando la messa è finita e stiamo per uscire, sulla porta vediamo il prete e lo andiamo a salutare. Giro veloce per Harlem e l’Harlem market, dove si possono trovare sculture africane, collanine varie e cibo take away alle bancarelle. Da qui volevo andare a vedere l’Apollo Theater e andare a pranzare da Sylvia’s soul food, ristorante consigliatissimo, ma era tardi e dovevamo fare sempre moltissime cose, così decidiamo di riprendere la subway e andare nell’upper west side, all’altezza del Guggenheim, solo dalla parte opposta del parco. Qui pranziamo in un localino di cui non ricordo il nome, con insalata, hamburger e acqua (costo 10$). Percorriamo Central Park all’altezza del Jaqueline kennedy Reservoir… davvero bello, un posto che ti trasmette pace e tranquillità. Sbuchiamo al Guggenheim: questo museo è stato una delusione totale. Fuori è in ristrutturazione, perciò non si può ammirare e molti quadri della collezione erano in giro per il mondo, specie a Londra, per mostre temporanee…noooooooooooooooo!!! L’unica cosa bella è stata la struttura interna. Wright ha fatto proprio un bel capolavoro, vorrà dire che dovrò ritornare a Nyc per rivedere il museo. Praticamente c’era solo Pollock e qualche Kandinsky e Picasso. Usciti dal museo prendiamo un nuovo bus per l’hotel. Forse la valigia era arrivata e volevamo andare a controllare: eccola!!! E c’è anche la videocamera. La prendiamo e usciamo con direzione Pier 86, per vedere l’Intrepid Air Space Museum ma è troppo tardi e sta chiudendo. Vabbè, l’ammiriamo da fuori. Accanto c’è il molo per fare la crociera Harbor cruise della circle line. Consiglio di fare questa, è veramente suggestiva, infatti l’andata si fa di giorno, dopo poco si ha il tramonto e il ritorno lo si fa già con tutti i grattacieli illuminati. Ricordate di presentarvi al molo con almeno un’ora d’anticipo per essere i primi ed andare nei posti migliori, fuori, al primo piano e nelle ultime file. Dopo questa bella esperienza andiamo a mangiare in un locale vicino a Times square, locale messicano. Tacos per 2. Potevamo scegliere cosa mettere dentro e Matteo opta per tutto. Praticamente il suo tacos non si chiudeva, spesa 10$ a testa. Vado in bagno e faccio caso ad un cartello buffo, che poi ritroverò in moltissime altre restroom pubbliche: ” Gli inservienti si ricordino di lavarsi le mani prima di ritornare a lavoro!!!”
Giro per Times Square. Locale per la sera: Tao restaurant, 42 east 58th street (tra Madison e Park Avenue), sia per mangiare che per il dopo cena. wow!!!!!
Giretto e a letto

21 agosto:
Sveglia presto, infatti avevo prenotato la crociera per la Statua della libertà ed Ellis Island sul sito www.statuereservations.com per le 8:45am dovevamo essere al molo a Battery Park verso le 8am: oggi è prevista la visita a lower Manhattan. Il primo traghetto va da Battery Park a Liberty Island: avevamo anche il pass per entrare nel piedistallo della Statua della libertà. E’ stato interessante vedere Miss Liberty da sotto: imponente è la definizione giusta. Dopo miliardi di foto tutte simili, prendiamo di nuovo il battello che ci porta a Ellis island. Vediamo il museo dell’immigrazione e il muro dove sono scritti tutti i nomi degli immigrati passati da lì. Forse ho dei parenti e anche la mia mamma e i miei nonni, visto che ritrovo i nostri cognomi sul muro. Ora devo solo individuare queste persone, così mi possono ospitare gratis a New York, hihihihihi!!!!!
Giro veloce e torniamo a Battery Park. Qui, all’estremità nord del parco andiamo a vedere the sphere, la struttura a forma di sfera che era posizionata sotto il World trade center quando le torri gemelle caddero. La sfera fu ritrovata sotto le macerie ed è stata posta a monumento con sotto una fiamma perpetua. Per ricordare. Andiamo subito a vedere il sito del World Trade Center. I lavori per la Freedom Tower sono già iniziati, questo è il segno che Nyc non rimane ferma, ma che riparte e ricomincia, anche dopo una catastrofe del genere. Io e Matteo non possiamo avere idea di come potevano essere le torri. Mi sarebbe piaciuto andare a New York prima che tutto succedesse, ma penso anche che per chi le ha viste e adesso torna a Nyc e non ci sono più, deve essere un enorme shock, immagino per tutti gli americani e i newyorkesi. Qui è l’unico punto dove tutto è molto sobrio e non ci sono speculazioni di alcun genere sopra la tragedia. In altri posti avrebbero creato souvenir da questa sciagura. Bravi americani, è così che si fa!!!!!
Pranzo da Burger king, proprio davanti al sito. Tra l’altro dall’edificio si può vedere l’enorme buco lasciato dalle torri, se salite nella sala pranzo.
Giro lì intorno, vediamo dei marines intervistati dalla tv davanti a Ground zero.
La prossima tappa è il Century 21, negozio che rimane proprio davanti a dove erano le torri gemelle, impossibile non vederlo: è immenso e qui mi sono data allo shopping sfrenato, specialmente con Donna Karan e Calvin Klein, che in Usa costano veramente poco. Dopo circa 2 ore lì dentro usciamo. Accanto c’è St Paul’s chapel, che non fu distrutta dal crollo delle torri e dove molti si rifugiarono durante il collapse. Molto toccante all’interno, con tutte le foto che ricordano le persone morte.
Lasciata questa parte andiamo a vedere Wall street, il centro del potere finanziario è qui: ci sono broker che escono dall’edificio, questi sono un buon partito immagino, da sposare!!! Io però ho già Matteo, e non lo cambierei…no no no!!!!
Raggiungiamo anche il toro, il famoso Charging bull, monumento posto lì con la ripresa economica dopo la crisi del 1929. Guardiamo altri 2 o 3 negozi, dove Matteo fa le sue compere.
La prossima tappa è la passeggiata sul ponte di Brooklyn, un’altra bella esperienza. Da lì ammiriamo il tramonto, il South Street Seaport e lo skyline. Percorriamo tutto il bridge fino ad arrivare a Brooklyn: questo ci mancava. Da qui prendiamo la prima metro e ritorniamo in hotel a portare tutti i nostri pacchettini in camera. Stasera Sushi in un ristorantino che tutte le volte che passavamo davanti ci attirava ogni giorno di più. Matteo non ha molto gradito però (costo 27$).
Finiamo la serata da Dunkin’ Donuts: Matteo mangia 2 ciambelle e ne prende una per la mattina seguente. A letto, domani sveglia prestissimo.

22 agosto:
Sveglia ore 5:00 am del mattino, destinazione Niagara falls con un volo interno da nyc la Guardia airport, con la us airways, prenotato dall’italia al costo di 109 euro a persona a/r.
Metro blu E fino a jackson’s heights/roosevelt avenue, da qui bus q33 per la Guardia Airport:tutto okay, colazione in aeroporto,da mc donald’s per me..panino con egg e cheese e acqua.matteo sempre donuts di ieri sera.
Arrivo all’aeroporto di Buffalo ore 9:20.Da qui decidiamo di andare alle cascate coi mezzi pubblici:bus express per Buffalo 204 express( ma potete prendere anche il 24,che impiega di più+ Bus 40 per Niagara falls. Abbiamo fatto la card giornaliera per corse illimitate:3,50$ a testa all day.
Wow..le cascate meritano una visita, anche se solo di qualche ora.Facciamo il maid of the mist dalla parte americana..qua non c’è fila, invece dalla parte canadese sì, ed in più costa anche qualche dollaro in meno. Il giro è il medesimo, bellissimo! Se salite dalla parte americana, una volta scesi, potete arrivare, tramite un percorso a piedi,molto ma molto vicino alle cascate (american side)..se fate il maid dalla canadian side non è possibile!
Passeggiata sul Rainbow bridge, andiamo anche in canada. Di qua c’è molto più consumismo, sembra di essere a disneyland..sale giochi,ristoranti di ogni genere. Noi optiamo per wendy’s, pagando il nostro pranzo con la carta di credito, poiché altrimenti avremmo dovuto scambiare i nostri us dollars in canadian dollars. Giro fino ad arrivare vicino alle altre cascate:inizia a piovere un po’,comunque subito il tempo si rasserena..menomale. Verso le 5:00pm riprendiamo il bus e facendo il percorso inverso giungiamo nuovamente in aeroporto. Alle 8.30pm volo per nyc la guardia: questo aereo del ritorno era veramente piccolo,con le eliche..help!!!menomale tutto bene. Bus e metro e a nanna

23 agosto:
Questo è il nostro ultimo giorno a New York e vogliamo sfruttarlo al meglio. Andiamo a prendere il pass per il treno,da qui passiamo alla penn station per prenotare tutti i biglietti:fatto!!!!Colazione da Gray’s papaya e starbucks e poi metro per il Greenwich village:scendiamo a Washington square park..credevo meglio..ci sono davvero i tavolini per giocare a scacchi!!!!molti senzatetto che si stanno svegliando:vediamo anche la polizia a cavallo.La cosa bella di New York è che nessuno ti dà fastidio e neanche ti chiede soldi. Vediamo la new york University. Facciamo un giro per Soho,vedendo il negozio prada soho, nella ex sede del moma e l’Adidas store, dove c’era veramente poco. Ci fermiamo in ogni possibile negozio, fino ad arrivare a Little italy, che ormai è solo una strada con qualche ristorante. I negozi sono gestiti da cinesi anche qui..noooo!!!Chiedo ad alta voce se c’è sempre qualcuno che parla italiano e qualche cameriere mi risponde..mi sento rincuorata..So che gli italians si sono spostati a Brooklyn… sarà la nostra tappa la prossima volta a nyc. Arriviamo fino a Chinatown… mmmmmm pensavo meglio..niente di che da vedere. Andiamo a mangiare allo Shangai garden, 14 Elizabeth street:prendiamo noodles, pierogi, (ravioli fritti )e pollo con mandorle..tutto buono(20$). A matteo non piace questo quartiere..un po’ troppo sporco,con pesce e carne in bella vista..non ci addentriamo più di tanto e decidiamo di ritornare sulla fifth, vicino a times square. Andiamo da Bloomingsdale’s e sacks fifth avenue.Io mi faccio anche truccare..mi propongono un mascara bellissimo,ma era della lancome.Non posso mica comprare lancome in America…qua i commessi coccolano i clienti.. Ogni qual volta ti avvicini ad un prodotto, viene un commesso per farti sentire il nuovo profumo,per proporti il nuovo rossetto o ombretto..qui in Italia tutto ciò andrebbe avanti poco, noi vogliamo far da soli…!!!!Però a me piace questa cosa. Ritorniamo da Abercrombie e fitch: Matteo vuole un’altra maglietta e il profumo da uomo che si sente praticamente appena entri.;credo lo spruzzino per tutto il negozio. Da qui facciamo l’ultimo giro e andiamo verso Macy’s col bus. Prima ci fermiamo a comprare i souvenirs sulla fifth..dopo l’empire,andando verso sud,in un negozio che ha prezzi buonissimi,credo i migliori di nyc..neanche a chinatown ho trovato tanta convenienza. Magliette nyc 8×10.99 dollars,borse varie a meno di 15 $ e vari portachiavi a meno di 1 $.Fateci un giro. Ritorniamo da Victoria’s secret e mi decido a comprare: visto che non conosco la mia taglia americana, la commessa viene con un metro ed inizia a misurarmi..purtroppo la mia taglia era finita per ciò che mi piacevaaaa…nooooo!!!
Delusa,usciamo e andiamo da macy’s..qui mi rinfranco comprandomi altre 2 magliette di Donna karan:in particolare una ha la scritta davanti e dentro le lettere l’immagine di nyc e della statua della libertà.Credo la vendano solo qui, si vede anche sui cartelloni pubblicitari.
Cena Al Mc Donald’s.. e poi velocemente ritorniamo al negozio di souvenir:il tizio si è scordato di darmi un cubo con le immagini di nyc..morale della favola:me ne regala un altro in più per il disturbo.
Nyc…ciao ciao…è giunta l’ora di andare in hotel a fare le valigie.
Mi è dispiaciuto molto non essere andata a vedere il musical..se volete farlo..prenotate in anticipo..siamo passati sia ai vari teatri che ai botteghini del tkts..qui c’era una fila pazzesca e ai teatri erano rimasti solo i posti più cari.

24 agosto:
Oggi Philadelphia
Si parte da new York Penn station alle 7 del mattino. Da stamani la metrocard non vale più, così decidiamo di prendere il taxi, per non fare troppa fatica con le valigie su e giù per le scale della subway station. La cosa bella di prendere il treno è che per arrivare al binario ci sono le scale mobili!Menomale!
Facciamo un cambio:Matteo scarrozza le mie 2 valigie,che si portano veramente male, specialmente una, ed io porto il suo megatrolley leggerissimo..
E’ facile prendere il treno alla Penn station: biglietti alla mano,(lì non c’è modo di sgarrare perché i controllori passano sempre,ogni qual volta qualcuno sale sul treno. Si ricordano a chi hanno già obliterato i biglietti e chi è nuovo poiché inseriscono dei bigliettini-promemoria in un apposito spazio sopra le vostre poltroncine sul treno.), bisogna aspettare il numero di binario davanti allo schermo al centro della stazione. Ci si dirige al numero di binario che v’interessa e quando è giunta l’ora di arrivo del treno, si scende con le scale mobili al vero e proprio binario,che rimane al piano inferiore . Abbiamo trovato treni nuovi e molto puntuali.

La linea ferroviaria ,almeno nella east coast, funziona perfettamente. Arrivo a Philadelphia alle ore 8:30 am circa.Decidiamo di prendere il taxi per andare al bed and breakfast già prenotato in precedenza per la notte. Facendo una ricerca mesi prima sul sito http://www.bedandbreakfast.com/ trovai un bed and breakfast molto carino, a pochi minuti a piedi dal centro storico. Si chiama “Trade winds BeB” (sito http://www.tradewindsbedandbreakfast.com/) .Costo taxi circa 8 $.Suono e ci apre Marjorie.Avevo prenotato la camera da 80$ a notte, con bagno al piano;invece mi dice che ha fatto un cambio e perciò al solito prezzo ci dà la camera più grande, con bagno privato..benissimo!!!Apre la porta e inizia a mostrarci la nostra dimora..wow!!!Potete anche vederla dal sito: semplicemente bellissima, con letto a baldacchino,tv,coffee maker,frigo con yogurt,latte, acqua appositamente per noi. La camera è molto curata.. si vede! Marjorie è molto simpatica e ci illustra un po’ la città di Philly, come è chiamata simpaticamente dai suoi concittadini. Ci dà delle dritte sul “dove andare” per fare buoni acquisti e pranzare. Usciamo e ci dirigiamo nel centro storico. Passiamo di fronte all’ospedale e vediamo subito la liberty Bell, la campana della pace. Entrata free. Non ha una vera e propria storia, però è diventata un simbolo .Dentro il centro non c’era quasi nessuno, forse perché era sempre presto. Andiamo al visitor center a prendere i biglietti gratuiti per vedere dove è stata firmata la dichiarazione d?indipendenza,l’Independence Hall ..ti portano a fare il tour tra le varie stanze ,si vede anche la sedia di Gorge Washington, su cui c’è un aneddoto: poiché è rappresentato un sole, lui si è sempre chiesto se era crescente o calante. Dopo dirà che indubbiamente era crescente. Credo che per gli U.S. citizens, il venire a vedere questi luoghi, oppure andare a Washington d.c. sia una gran cosa. Noi magari non riusciamo ad apprezzare in fondo tutto quello che ci viene mostrato. Dico questo perché il tour in sé non è stato un granchè, però lì anche i bambini piccoli sapevano la storia che portò all’indipendenza. Dopo questo andiamo a vedere qualche negozio, camminando in direzione Reading terminal market. Qui entriamo da Ross: ci sono molti sconti, sia per il vestiario che sugli oggetti per la casa; avevano già gli addobbi per Halloween e Natale. Mi sarebbe piaciuto acquistare qualcosa, ma le renne e gli “omini di neve” erano troppo grandi per stare in valigia. Decido di comprare cappellino Nike e maglia adidas.qui sulle cose sportive ho trovato molto risparmio!Usciamo e compro la liberty bell in miniatura in un negozio di souvenir:questi regali a Matteo non piacciono ma a me sì, perché mi ricordano che sono stata a Philly. Finalmente andiamo al Reading terminal market, mercato al chiuso dove è possibile anche pranzare, oltre che acquistare frutta, carne, pesce, verdura, o prodotti tipici locali, anche d’artigianato. Sono stata molto felice di vedere gli amish.. mangiamo proprio da loro, in un punto adibito a fast food, al bancone. 2 Hamburger, il mio di tacchino. In più matteo assaggia L’Amish Chili..Buono!!!! Mi regalano anche la limonata fatta da loro:serve una lauta mancia per questo. Mi raccomando, non vanno fotografati;non vogliono ed è giusto rispettarli!!!Vendono anche i loro prodotti,quali formaggi, peanuts, frutta secca, carne etc.. Vicino a philadelphia infatti ci sono delle comunità Amish, ma per chi non ha tempo di andare a vederle, come noi, il reading terminal market è il posto giusto. Dopo un po’ di sosta andiamo a vedere la scitta “love”:rimane nella Jfk Plaza. Davanti c’è una fontana bellissima, dove la gente si rinfresca anche i piedi. Non ci penso due volte ed anch’io entro nella fontana.. era veramente caldo e ci voleva proprio! Da qui la prossima meta è il museo d’arte. La strada per arrivarci è lunga e sotto il sole, ma la fatica viene ricompensata dalla bellissima vista della città da lassù. Le scale per arrivare al museo sono quelle che Rocky faceva a corsa, per allenarsi. Infatti ci sono tutti i Giapponesi che si precipitano a correre sui gradini, mentre qualcuno scatta la foto!!!!! La mia idea iniziale era di andare anche a vedere il museo ma la stanchezza incombe .Ricordatevi che il museo chiude alle 17pm.; solo il venerdì sta aperto più a lungo. Ritorniamo alla nostra house in taxi:i tassisti sono furbetti;sono tutti davanti al museo che aspettano i turisti sconsiderati e che non hanno voglia di prendere il bus.(costo 8 $).Dopo un po’ di riposo ed esserci cambiati per la sera, usciamo per cenare, andando a south street, sulla nostra sinistra. Mangiamo in un posto consigliato dalla mia Routard guide:Jim’s steak.. frequentato da moltissimi americani,dove c’è sempre fila. Esiste dal 1939 e va visto anche solo da fuori,per la particolarità della sua facciata:sembra un juke-box!!!prendiamo 2 cheese steak american: hamburger con carne sfilettata e tagliata a pezzetti. Dicono sia tipica di Philadelphia. Lì intorno ci sono molti locali e anche negozietti tipo sexy shop,assurdi! Matteo vede una moto Ducati e si mette a parlare col proprietario di marmitte e gomme..anche qui…noooooo!!!!! Facciamo un giro e andiamo a letto.

25 agosto:
Washington d.c.

Oggi andiamo a vedere la capitale degli Stati Uniti. Sveglia alle 6:00am del mattino e treno alle 7:00. Riprendiamo il taxi perché è il mezzo più comodo..lì intorno al bed and breakfast non ci sono né fermate metro né autobus. Salutiamo Marjorie, suo marito e il loro cane. Treno e verso le 8:45 siamo a destinazione. Scendiamo e l’hotel che avevo prenotato è nella strada adiacente. Andiamo a piedi: un po’ stancante! Ho prenotato all’hotel Hyatt regency on capitol hill….wow!!!!Stiamo migliorando sulle sistemazioni mano a mano che la vacanza procede.Se ci fermiamo ancora un po’ in usa ci ritroviamo a dormire alla Casa bianca. L’hotel è immenso e bellissimo. A suo tempo prenotai una tariffa con colazione americana inclusa e king size bed. Tutto perfetto. Usciamo e ci dirigiamo a piedi al Capitol, visto che rimane a pochi passi da noi:dalle camere si vede la cupola. Voglio fare il tour interno e andiamo al chiosco adibito a biglietteria che rimane sulla sinistra del campidoglio. Prendiamo i biglietti per le 12:30pm, unici disponibili. Decidiamo di andare alla National gallery of Art: merita senza dubbio una visita:di nuovo Monet e Impressionisti, Picasso, Van Gogh, Giambologna, sculture di Canova, Giotto, etc etc etc. Alla fine ritrovo un quadro che avevo visto in una precedente mostra a Roma e di cui avevo preso anche la stampa, che è poi sparita nel nulla a casa: The House of Parliament, Sunset by Claude Monet ..wow..vabbè che sono fissata con Londra, però questo è indubbiamente un capolavoro!!!! Mostra temporanea su Bellini, Giorgione e Tiziano. Sono rimasta affascinata da questo museo, ha moltissimi capolavori, una collezione inestimabile. In più i musei di Washington d.c. appartenenti alla Smithsonian Institution sono gratuiti (tra cui Smithsonian Castle, ,il National Museum of African Art la National Gallery of Art , la collezione di arte moderna e il National Air & Space Museum .Quest’ultimo dicono che sia molto bello, quindi se avete tempo visitatelo!!!!). La national gallery of art è divisa in due:c’è anche un edificio che ricomprende tutta l’arte moderna( tra cui Modiglioni, Picasso periodo blu, Kandinsky etc).Usciamo ed andiamo a fare il nostro tour al campidoglio:doveva durare un’ora ma con noi c’era anche una gita della Polonia, con una accompagnatore che doveva fare il traduttore simultaneo in polacco di ciò che diceva la nostra guida e non capiva;perciò lo interrompeva di continuo per chieder lui cos’avesse poch’anzi detto. Che stress. La nostra guida parlava ben 6 lingue, perciò ha fatto i saluti anche in italiano;c’eravamo solo noi e lo abbiamo ringraziato. Il tour invece è in inglese:se stesse a tradurre in ogni lingua perderemmo molto tempo. Si vede la sala della cupola, adibita a sala ricevimenti:molto bella, con vari quadri delle battaglie più famose alle pareti e varie statue dei presidenti americani. Finalmente vedo la vecchia sala del Senato. Ogni anno il percorso cambia. Sarebbe stato possibile anche assistere ad un’assemblea del congresso, esperienza che mi avrebbe arricchito tantissimo, se non fosse stato Agosto e tutti non fossero stati in vacanza!!! Sigh!!!! Usciamo, sperando di non trovare più i polski:le foto dai giardini del capitol meritano di essere fatte: una visuale magnifica su tutto il mall, fino ai memoriali.
Camminiamo prendendo un pezzo di pizza ed acqua sotto il sole cocente:è molto più caldo che a Nyc. Entriamo nei National Archives per vedere la Dichiarazione d’Indipendenza, il Bill of rights e la costituzione americana. Questi documenti, che costituiscono l’inizio della democrazia sono posti in una stanza al piano inferiore rispetto a dove si entra. Qui fa molto buio perché l’inchiostro, specie nella Dichiarazione d’Independence sta quasi scomparendo e li volgiono salvaguardare, anche dai flash della macchina fotografica. Usciamo e vediamo il palazzo dell’Fbi. Matteo si chiede quanti poliziotti in borghese ci saranno a Washington d.c., pronti ad intervenire e scruta tutti i passanti con molto interesse. Arriviamo al Washington Monument: ho prenotato i biglietti per le 4:00 pm sul sito http://reservations.nps.gov/ ..sarebbero gratis, ma con 3 $ per il servizio me li hanno direttamente spediti a casa! Queste cose in America funzionano molto bene. Questa vacanza è precisamente preparata proprio perché ho avuto molto tempo per decidere il tipo di percorso da fare, le tappe etc..Praticamente ho chiesto informazioni a mezza America, e tutti mi hanno risposto cordialmente e aiutandomi, spedendomi a casa materiale turistico gratuito, specialmente gli uffici del turismo. Devo dire che il servizio è stato perfetto. Sulla nostra destra rimane The White House e voglio andare a vedere dov’è il centro del potere degli Usa. Carina come casa!!! Mi sarebbe piaciuto fare il tour interno, ma dopo gli attentati dell’11 Settembre non è più permesso ai cittadini stranieri:solo gli Americani possono farlo chiedendo un permesso speciale al membro del Congresso del loro stato di residenza. Credo che Bush sia in Texas in vacanza. Finalmente saliamo sul Washington Monument: un ascensore ti porta fino in cima e si vede un panorama che consiglio a tutti di vedere. Ci sono dei vetri protettivi ed il tutto è al chiuso. Faccio amicizia con un ranger e mi complimento per l’ottimo servizio svolto da loro.Per adesso le persone che abbiamo incontrato ci hanno scambiato per francesi e russi;questo non aveva idea. Perchè?!Non sembriamo italiani?Eppure Morandi ci aveva riconosciuto..Boh!!!!!Indovinate chi ho trovato dentro il monument?I polski!!!!Però la guida aveva perso il gruppo;erano rimasti con lui solo in 5..Non lo sopportavano più neanche quelli della sua stessa gita!
Scendiamo e camminiamo in direzione dei memoriali; anche qui ci sono gli scoiattoli, ma questi sono ancora più amichevoli di quelli di Central park:riesco pure a toccar la coda ad un simpaticone che non aveva per nulla paura di noi.Cerchiamo le ghiande e Matteo è riuscito a farmi una foto mentre uno scoiattolino mangiava dalla mia mano. Vediamo il Vietnam Veterans Memorial e arriviamo finalmente al Il Lincoln Memorial :da questi gradini martin Luther King Jr fece il suo discorso:”I have a dream” e sempre qui hanno girato immagini del film “Forrest Gump”. Foto di rito: non ce la facciamo ad andare anche al Jefferson Memorial,troppo lontano, mi spiace. Taxi fino all’hotel:qui a Washington d.c. i taxi non hanno il tassametro, ma calcolano la tariffa secondo le zone che toccano:quindi si spende uguale,sia che uno stia 3 minuti, sia che uno stia 10 minuti. Spendiamo 10$:credo sia un buon prezzo!Ci prepariamo e alle 8:00 pm usciamo per la cena:andiamo a Union station, dove ci sono moltissimi ristoranti e fast food tra cui scegliere. Optiamo per uno che ricorda l’America di Elvis..hamburger e patatine in onore dell’ultima sera in Usa. Chiediamo il conto e noto che nello scontrino è inclusa la mancia. Mi arrabbio e chiamo il cameriere, pensando che l’avesse inserita solo perché ci ha visto stranieri. Io voglio essere trattata come qualsiasi americano:so che devo dare la mancia e la do, ma non la voglio imposta!!!Chiedo lui spiegazioni e gentilmente mi dice che è inclusa in ni scontrino, perché è la loro politica!!!!Figuretta!!!!!
Andiamo all’hotel, anche perché dicono che Washington d.c. di sera sia poco raccomandabile. Sinceramente noi l’abbiamo trovata tranquilla e non pericolosa, però meglio fidarsi dei commenti e rientrare presto. Prepariamo i bagagli e vediamo la tv:trovo una puntata di “Friends” in cui fa comparsa Brad pitt, quando ancora era sposato con la Aniston immagino. E dopo si parte con sex and the City.. Evvai!!!!!Ho già visto tutte le puntate ,però mi piace sempre rivederlo. La voce della parker è strana.. non sono abituata a sentire Carrie parlare così. Ci addormentiamo con Mr Big che se ne va da Manhattan per la California.

26 agosto:
Ultimo giorno in America..
Sveglia intorno alle 9:00am. Scendiamo a fare colazione. La stanza va lasciata entro le 12pm.Wow..Bellissimo full american breakfast con uova strapazzate,pancetta,hamburger, sformato di verdure, pesce e tacchino, toast,panini, frutta. Per Matteo invece c’è poco, solo muffins e brioche. Caffè e latte a volontà,idem per la spremuta d’arancia, fatta di arance vere.
Avevamo le tessere da presentare al momento in cui ci portano il conto. Totale colazione per due: 48$ ..noi abbiamo il pass, bene bene !!!!!!!!
Devo ancora comprare i francobolli e spedire le cartoline, così andiamo verso Union station:c’è il museo della posta.. breve giretto e trovo l’ufficio dove compro i francobolli e spedisco tutto. Matteo compra 800 francobolli in busta chiusa, a sorpresa: li vuole incorniciare.
Esistono anche le macchinette automatiche che danno francobolli, però al costo di 1,25$ ti danno un francobollo che ne vale 0,75$.. Mah!!!!!
Abbiamo il treno verso le 01:30pm.. temporeggiamo. Oggi era previsto il cimitero di Arlington ma l’abbiamo saltato e abbiamo fatto tutto con più calma. Treno per Newark airport. C’è una fermata apposita. Dà lì sopraelevata per il nostro terminal (incluso nel costo del biglietto treno, basta mostrare quello).facciamo un lunch-dinner verso le 6pm al Mc Donald’s dell’aeroporto. Siamo partiti alle ore 9:00pm per londra Heathrow. Qui ancora più controlli dell’andata. Questa volta i bagagli arrivano tutti a Malpensa..menomale!!Purtroppo né io né Matteo siamo riusciti a dormire durante il volo. Avevo comprato in erboristeria la melatonina ma non ha fatto per niente .La prossima volta sonnifero di sicuro. Adesso è proprio finita la vacanza. Stanchi ci dirigiamo verso la Toscana, dopo aver recuperato l’auto.
Costo totale per la vacanza: 1800 euro a testa, comprese le spese per andare a Malpensa.( Molti soldi spesi per souvenirs e vestiti vari)
Bellissima vacanza, da rifare. Magari aggiungerei le Bahamas alla fine del nostro soggiorno, per rilassarci un po’, però merita davvero questa America. Sembra un luogo comune ma ogni qual volta ci vedevano indecisi sulla strada da prendere e con la cartina in mano i passanti si fermavano per aiutarci. Grazie Nyc per questi splendidi momenti passati insieme!!!!!!! C’è solo una cosa che non mi torna.. Carrie Bradshaw non vorrà mica dirmi che camminava a piedi per 10 isolati coi tacchi a spillo n°13 , scarpe manolo?!????? Mi spiace cara Candace Bushnell (autrice del libro da cui hanno tratto la serie tv), ma non ti credo.. avrà fatto come qualsiasi donna nyorkese che si rispetti: cambio di scarpe in borsa e per le lunghe camminate scarpe da tennis e talleur.
Ciao New York e America, ci rivedremo presto, senza dubbio!

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2 commenti su “Carrie mi ha fregato”

  1. utile diario di viaggio complimenti. peccato x il tuo toy boy sempre a magnà e a guardare moto e marmitte…chissà che noi la notte vero?
    ciao bella
    V

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