Diario di Barbara

3 commenti / di Carlo Galici / aggiornato: 25 novembre 2011

 


Periodo: 24/11/07 – 01/12/07
Siamo sempre pronte per una nuova destinazione. Stavolta sarà New York con le sue mille luci, l’albero al Rockefeller Center, lo shopping sfavillante, il caos dei giorni lavorativi e la vita notturna sui tetti dei grattacieli più luminosi del mondo.
Questa e’ New York “the city that never sleeps”… Partenza da Bologna con KLM direzione Amsterdam e poi cambio verso la Grande Mela. Obiettivo di questa vacanza, era vivere la città. E’ stata la mia terza visita di New York e non ho ancora visto tutto; la prima volta ho fatto una “toccata e fuga”, la secondo l’ho vissuta sui marciapiedi camminando e camminando tanto da prendermi una tallonite da paura. Stavolta sarebbe stata concentrata su musei, shopping frenetico e nightlife.

Arrivate il sabato sera a New York abbiamo optato per un trasporto “privato”, né taxi né shuttle ma ci sono un sacco di persone che fanno questo “servizio limousine” abbiamo pagato in tre solo 49 USD per arrivare a destinazione. Al ritorno poi il nostro “tassista” ci è venuto a prendere in albergo e per lo stesso prezzo ci ha portato al JFK. Considerate che di media i taxi vogliono sugli 80 USD – a tratta -mentre lo shuttle circa 30 USD a testa.
Il nostro albergo era il Tudor Hotel un po’ costosetto ma bello, pulito e comodissimo. Si trova sotto il Chrysler, ha almeno tre fermate di metro vicine, un 24 hours open di fianco e Times Square a 10 minuti di camminata. Vicinissima c’è anche la Grand Central che ha all’interno un mercatino di Natale davvero pittoresco. La prima sera a New York è iniziata da Pastis – 9, 9th Avenue – ristorante molto carino dove si mangia americano ma con gusto ed a prezzi ragionevoli. Pieno di gente che cena, fa l’aperitivo o beve un bicchiere di buon vino. Finito di cenare si passa dall’altro lato della strada al “Plunge” discobar sul tetto del grattacielo, ingresso libero. Il tutto e’ organizzato in tre grandi stanze, una delle quali proprio sul terrazzo del grattacielo. Vista mozzafiato su Manhattan e le sue luci. Musica commerciale ballabile. Gente dai 30 anni in su, molti newyorkesi ma anche diversi da Washington o dal New Jersey… Di notte si gira tranquillamente in metro, non abbiamo incontrato problemi di sorta. Da fare assolutamente la metro card (7 gg. costano 24 USD) la puoi comprare sia alla Grand Central che nelle varie macchinette automatiche che si trovano ad ogni entrata di metro. I taxi sono su prezzi normali diciamo pure che siamo state aiutate dall’Euro forte sul Dollaro. La TIP e’ d’obbligo dappertutto. Noi abbiamo dato sempre circa un 10%. Fate attenzione quando pagate con la carta di credito. Vi presentano lo scontrino con uno spazio bianco su cui voi dovete indicare l’importo della tip, se non lo fate vi prendono di loro iniziativa il 20/25%!!! La domenica mattina ci siamo svegliate di buon’ora, colazione in uno dei tanti bar di Times Square cercando di mantenere però la tradizione italiana, niente uova, non le digerirei ma Muffin e hotchocolate. Il nostro bar era l’EUROPAN, fa parte di una catena americana, si mangia bene (attenzione solo alla temperatura delle bevande) e si spende il giusto (con 5 USD si faceva colazione). Altre colazioni le abbiamo fatte in giro in altri bar, i prezzi erano più o meno gli stessi. Le uova col bacon e i Waffel erano invece un pochino più costose (intorno ai 15 USD).

Dopo la colazione ci siamo dirette a Brooklyn Heights dove ci aspettava una coppia di amici che ci avrebbero fatto da ciceroni per questa parte di New York che da turisti raramente si visita. Ci sono invece degli scorci di Manhattan davvero suggestivi. Nel quartiere chiamato Dumbo si può vedere l’Empire che fa capolino tra i piloni del ponte “Manhattan”. Forse non sapete che i tre ponti che collegano Manhattan ai sobborghi più a sud hanno le stesse iniziali della BMW e si chiamano: “Brooklyn, Manhattan, Williamsburg”.
Poi camminando si arriva sulla promenade di Brooklyn Heights dove costeggi l’Hudson e lo skyline ti si apre in mille prospettive. Le giornate sono state limpide e soleggiate, il freddo non era intenso e la pioggia ci ha fatto visita solo per poche ore del lunedì mattina.
Il pranzo e’ stato fatto da Teresa’s – 80 Montague St. Brooklyn Heights -, gestito da una famiglia polacca, fa un brunch buonissimo. Da provare le mitiche “Eggs Benedicte” : praticamente è l’uovo in camicia a cui alle volte aggiungono il salmone, altre il bacon; buone col pane tostato. A NY il sabato e la domenica è di tradizione il brunch. Assieme alle uova ti portano il caffè (o il tè) poi un cocktail e il dolce… insomma mangi tutto insieme dopodiché stai bene fino all’ora di cena!
Il pomeriggio è stato di passeggiata e piccolo shopping e di programmazione per i giorni futuri. Le cose da fare erano tante ed i giorni scorrevano via veloci. La cena e’ stata alla “Ineria” – 98 Rivington Street – un wine bar italiano con una buonissima cantina di vini, mangiare discreto, prezzi abbordabili (voglio però sottolineare che NY non e’ economica, assolutamente… in questa vacanza ci ha molto aiutato l’euro a 1,49 sul dollaro altrimenti i ristoranti avrebbero sicuramente avuto prezzi tutt’altro che abbordabili). Poi siamo andati al Blue Note, un jazz club che ci ha chiesto 35 USD per il tavolo… sapete, è la patria del jazz, ma noi non siamo entrate perché da una prima occhiata era pieno di gente anzianotta, così col taxi siamo andati alla ricerca di un locale a Brooklyn che però , vista l’ora tarda, era già chiuso; alle tre di notte ci siamo ritirate.

Il lunedì mattina la destinazione era il MOMA. Ci siamo svegliate sotto un cielo uggioso, pioveva e c’era nebbia. L’unico giorno in cui ha fatto brutto tempo. Il MOMA sta vicino alla Fifth Avenue ed alla cattedrale di Saint Patrick, visto che l’apertura non era prevista prima delle 10 siamo anche andate a Messa. La funzione dura poco più di mezz’ora, quindi si può fare, buona parte della stessa e’ cantata con partecipazione da parte dei fedeli. Noi abbiamo seguito il tutto dal libro che c’è in ogni posto e non e’ stato difficile. Poi visitina al negozio NBA per un po’ di shopping ed infine il MOMA. Il biglietto costa 20 USD, il guardaroba e’ gratuito come l’audioguida in italiano. Al MOMA il quarto e il quinto piano sono da vedere, per il resto basta passare e dare un’occhiata. I primi due sono dedicati all’arte moderna (un po’ da capire… io non ci sono riuscita) mentre l’ultimo è dedicato allo shopping a tema con libri e gadgets del museo. Il libro “MOMA HIGHLIGHTS” costa 20 USD… non e’ male e vale la pena averlo nella libreria di casa.

Il tempo uggioso della mattina ci ha gradualmente abbandonato ed è tornato il sole così ne approfittiamo per visitare il quartiere di Soho ed iniziare un po’ di shopping. L’attività si sviluppa prevalentemente sulla Broadway. Da visitare il negozio Prada talmente grande che all’interno ha una vera e propria pista da skateboard che non ci hanno permesso di fotografare. Ci sono poi i Footlocker uomo e donna – due negozi distinti – la politica dei negozi è questa: vai compri un paio di scarpe poi te ne danno un altro paio con il 50/60 % di sconto, poi ti regalano il necessario per la pulizia; alla fine esci fuori con una marea di scatole e scatolette pagando poco (aiutati anche dall’euro forte). La sera siamo andate a mangiare al Balthazar – 80 Spring Street -, una famosa “bakery” newyorkese che necessita di prenotazione se vuoi poter mangiare. Cibo buono, pane altrettanto, non si possono fare foto all’interno del locale ristorante ma solo al bar all’entrata. Bel posto ti servono veloci. C’è da dire che l’acqua te la portano a prescindere da quello che vuoi bere (un bicchiere con tantissimo ghiaccio) quindi se uno vuole risparmiare può non ordinarla. Fare attenzione a quando si paga con carta di credito, mettere sempre sullo scontrino l’importo della “tip” altrimenti ti prendono fino al 25% di quanto pagato! Dopo la cena abbiamo visitato la disco che va per la maggiore il lunedì newyorkese. Si chiama “Cielo” – 18 Little W. 12th Street, NYC between Washington St. and 9th Ave – e sta vicino al ristorante Pastis. Si pagano 12 USD, come tutte le disco di NY anche questa è piccola, con una sola pista da ballo. Musica hip hop prevalentemente… c’erano diverse persone per essere lunedì. Da vedere per farsi un’idea di come sono i Clubs della Grande Mela. Il giorno dopo e’ stato dedicato alla ricerca dei biglietti per Broadway che si possono comprare al TKTS vicino al Pier 17 con il 50% di sconto. Abbiamo visto “Mary Poppins” con 60 USD e posti invidiabili. Bisogno però pagare cash ed essere disponibili per la sera stessa in cui si acquista il biglietto.


Quando si comprano i biglietti per la Statua della Libertà, invece, bisogna chiedere contemporaneamente il Time pass per salire (non tutti i giorni e’ possibile farlo quindi chiedere prima di fare il biglietto che costa 12 USD mentre il pass e’ gratuito). Nel costo del biglietto e’ compresa la visita a Ellis Island il posto dove venivano tenuti in quarantena gli immigranti prima di potersi trasferire a New York. All’ingresso c’e’ anche un computer dove si può ricercare il nome dei nostri antenati.


La sera poi è stato cinema a Times Square. Multisala da 25 in un grattacielo dove per salire c’erano solo scale mobili. Abbiamo visto American Gangster: bello! E’ arrivato finalmente il mercoledì del lightening tree…dopo aver camminato per Wall Street, aver visitato Ground Zero dove i lavori sono ancora molto lontani dall’essere terminati (i newyorkesi dicono sia una questione di assicurazione e conflitti su quanti attentati terroristici ci siano stati se uno o due), una visita alla Saint Paul Chapel che è diventato un memoriale dell’11 settembre dove vengono conservati i messaggi, le foto e quanto possa testimoniare quel giorno di tragedia. Ci siamo poi diretti verso il ponte di Brooklyn ed abbiamo fatto quello che tutti i newyorkesi fanno: una passeggiata sul ponte. Ad attraversarlo ci impieghi 40 minuti camminando con molta calma, noi ci siamo fermate a fare foto, ad ammirare lo skyline e l’orizzonte che si apriva a noi… il pranzo lo abbiamo fatto all’ “La Esquina” 106 Kenmare St – a SOHO che è un ristorantino messicano davvero molto carino. Devo ammettere che nel mangiare siamo sempre state fortunate e ben consigliate. Anche qui si e’ mangiato bene e speso il giusto pertanto mi sento di consigliarlo; dopodiché tutti al Rockefeller Center per assistere all’accensione dell’albero di Natale più famoso al mondo. Inutile dire che c’erano migliaia di persone… noi siamo riuscite ad arrivare solo fino al maxi schermo e visto che faceva freddo e non si vedeva niente ce ne siamo tornate in albergo ed abbiamo visto l’accensione dalla tv; sicuramente l’emozione e’ stata diversa ma… comunque fa brutto pensare che abbiamo tagliato un albero di 80 anni di età per metterlo in una piazza e poi buttarlo via… mah!

La sera abbiamo mangiato da Knickerbocker – 33 University Place – steak house americana, tipico l’arredamento e buonissima la carne. Dopo cena siamo andate al 230 fifth – 230 fifth avenue – un club al top di un grattacielo sulla Fifth molto bello. Figo anche perché per andare sul roof ti danno dei cappotti di velluto rosso con il cappuccio cosi puoi startene all’aperto e goderti del panorama senza morire di freddo! Giovedì abbiamo iniziato la giornata con l’intenzione di vedere il Guggenheim… sbadatamente non abbiamo visto sulla guida che il giovedì è giorno di chiusura perciò ne abbiamo approfittato per vedere i dintorni del quartiere chic di Central Park e fare una passeggiata… poi alla faccia del dollaro ancora shopping e shopping fino alla sera che siamo andate a vedere il musical direttamente da Nike Town sulla Quinta a Broadway, con le borse dello shopping, un po’ all’italiana ma non eravamo le uniche ed i teatri sono organizzati con dei grossi guardaroba!!
I Musical di Broadway non sono famosi per niente. Nonostante fosse in inglese abbiamo capito quasi tutto (la storia di Mary Poppins la conosciamo sin da piccole) le luci, i costumi, gli attori ed i ballerini, le scenografie… tutto era semplicemente perfetto; da vedere e da consigliare absolutely! Il venerdì è stato il nostro ultimo giorno intero a New York. La mattina avevamo il tour di Sex and the City: pagato 38 USD, ma non ne vale nemmeno 5, quindi non lo fate anche se siete fans sfegatate della serie televisiva. I biglietti si comprano a Times Square all’interno della biglietteria per il museo delle cere di Madame Tussauds. Ti fanno fare un giro in pullman per NY senza mai scendere o quasi, non vedi niente di particolare quindi fate voi i conti. Nel pomeriggio abbiamo girato per vari negozi tra cui Macy che a Natale è da vedere solo per gli addobbi ed il calore che ti trasmettono, e alcune librerie (una catena molto famosa è Strand – la si trova un po’ ovunque) naturalmente gigantesche (come tutto d’altronde quando viaggi per gli States) e ricche di libri!

La sera abbiamo visto una partita di NBA; i biglietti conviene acquistarli in anticipo al Madison. Abbiamo anche provato a comprarli su internet dall’Italia ma ci sono un sacco di problemi. Comunque con 40 USD si possono avere dei posti discreti. Se il Madison non e’ pieno di gente, una volta iniziata la partita puoi spostarti dove vuoi e nessuno ti dice niente, noi siamo arrivate sul parterre dietro la panchina dei KNICKS… c’e’ da dire che una partita che dura in Italia 90 minuti tutto compreso negli States dura più di 2 ore perché tra un quarto e l’altro c’è lo spettacolo delle cheerleaders e poi la banda che suona e così via… è tutto un grande spettacolo pieno di colori… molto coinvolgente di certo! La nostra ultima sera a New York e’ stata targata made in “TAO” – 42 E 58th St – il Chinese restaurant più bello che abbia mai visto… da vedere e da mangiarci assolutamente. Sarebbe meglio la prenotazione ma noi non ce l’avevamo ed abbiamo dovuto aspettare. Entri lasci il nome e loro ti danno una macchinetta con cui ti chiameranno appena il tavolo si libera, nel frattempo puoi startene al bar a bere, o sui divani a chiacchierare o fuori a fumare… sarai sempre raggiungibile. Il locale suona lounge music o chill out comunque bella atmosfera; c’è questo enorme Buddha che sovrasta la sala ristorante al piano terra; se sali al piano superiore c’è un bel bar per bere, un sushi bar per mangiare e dei tavoli per il ristorante. Luce soffusa, tanta gente, un sacco di ragazzi! Notevole!

Il sabato mattina poi avevamo pensato di andare al Guggenheim ma ce la siamo presa comoda… abbiamo fatto una bella colazione e respirato per il nostro ultimo giorno newyorkese l’aria della Grande Mela. Abbiamo fatto il brunch al ristorante della Grand Central – bella atmosfera ma molto caro quindi non lo consiglio perché per un brunch normale abbiamo speso 23 USD a testa – che sta sulla 42nd street di fronte alla stazione. Poi il nostro tassista Tarek ci è venuto a prendere e ce ne siamo partite alla volta dell’Italia.
Ultimi posti raccomandati: GRIMALDI’S – 19 Old Fulton Street Brooklyn – la più buona pizza a NY; Grand Central Oyster bar – è il ristorante della stazione, famosissimo per le ostriche e carino per la sua tipicità. Prezzi accessibili.
Non mi resta che augurarvi buon viaggio! Godetevi la Grande Mela!

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3 commenti su “Diario di Barbara”

  1. grazie per i buoni, anzi ottimi, consigli, riesco ancora a fare qualche cambiamento sul mio programma di viaggio! sai dove posso prenotare una limousine vera e propria? ho prenotato il musical e volevo arrivarci in questo modo (un po’ pacchiano, forse, ma se non lo faccio nella grande mela….)

  2. Brave, degno di una guida turistica di professione. Sono in partenza il 22/04 e utilizzerò i vostri suggerimenti.

    Ciao!

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