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Religione negli USA

2 commenti / di Carlo Galici / aggiornato: 18 Dicembre 2017

Gli USA sono contraddistinti da un fortissimo senso religioso, favorito anche dal fatto che negli Stati Uniti le organizzazioni religiose non pagano tasse. Di fatto si osserva che nascono continuamente moltissime confessioni religiose.

I valori religiosi sono una parte importantissima della vita degli americani, come dimostrano quasi tutte le elezioni vinte dai candidati alla presidenza, e basti prendere come es. il penultimo presidente, il repubblicano George W. Bush, puntando sui valori familiari della società.

Il cristianesimo è presente in tutte le sue confessioni, in maggioranza protestanti, seguiti dai cattolici, mormoni e ortodossi. Il fortissimo sentimento religioso ha portato a non pochi episodi di fanatismo ed integralismo, soprattutto nel passato e specialmente da parte dei Protestanti.

Le confessioni protestanti di maggiori tradizioni sono i calvinisti e gli episcopali, questi ultimi corrispondenti americani della Chiesa anglicana, cui tradizionalmente fanno riferimento le classi alte (è la confessione della famiglia Bush). Più recenti e basate su una forte predicazione popolare, sono quelle dei battisti, dei metodisti (fede abbracciata dal presidente George W. Bush dopo il matrimonio), oltre ad una miriade di chiese evangeliche, avventiste e pentecostali.

Vi sono anche presenze buddiste, shintoiste, brahmane, musulmane (non pochi neri americani si sono convertiti all’Islam, ritenendola la religione più adatta per ogni nero), animiste: grazie all’enorme varietà di etnie presenti ogni religione è rappresentata.

In America si è sviluppato, legato alla spettacolarizzazione, il fenomeno delle Tv and Web Churches, cioè le Chiese senza una presenza fisica ma attive attraverso la televisione ed il web, le quali promettono la salvezza e richiedono denaro per finanziari i loro “ministry” (ministeri religiosi); molto spesso la polizia ha scovato gravi truffe celate dietro l’attività religiosa di queste Chiese.

Spesso la religione è stata ed è alla base di controversie politiche, riguardanti il razzismo, la pena di morte, la bioetica, l’omosessualità, e l’insegnamento della teoria dell’evoluzione delle specie (darwinismo).

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2 commenti su “Religione negli USA”

  1. A parte i cattolici perlopiù di origine irlandese od ispanica o francese e poi italiana, i nordamericani erano tutti riformati/protestanti, in maggioranza calvinisti anglo-scozzesi e in minoranza luterani tedesco-scandinavi.
    Le relative Chiese quindi (oltre a quella Luterana/Tedesco-scandinava) dovevano essere Anglicana/Episcopaliana, Scozzese/Presbiteriana e Metodista, Battista, Quacchera e magari Congregazionalista, tutte britanniche.
    Ma la politica governativa USA, massonica, è sempre stata favorevole alla spaccatura e moltiplicazione delle sette, in base al famoso divide et impera.
    Quindi nel sec. xix le Denominazioni storiche si sono suddivise in varie Chiese similari, con pretesti vari, e nel xx in ancora maggiori trasversali, pentecostali, carismatiche, restaurazioniste, evangelicali, ecc.. Fino alle recenti nondenominazionali..
    Politica esattamente al contrario di quella della Corona, anglicana, che, sottraendola al relativo Papato, per mantenere unita la Chiesa nazionale sotto di sé, ha fatto sorgere ed emigrare vari gruppi ribelli o separatisti nel nuovo mondo.
    Sta bene che la Chiesa di Cristo stia divisa, sempre più divisa, fino a ritenerla non necessaria? Speculazioni economiche a parte.
    La soluzione, da parte politica/arbitrale e non ecclesiastica/diparte, sarebbe innanzitutto di dar termine per ristabilire l’unità delle Chiese originarie, precisando i punti divisori per poterli assieme superare.
    Poi la Legge dovrebbe considerare reato la spaccatura della relativa Chiesa senza motivazioni valide, da esaminare in giudizio. Chiaramente anche i contestatori possano ricorrere contro la propria Chiesa se emarginati o perseguitati. Così le moltiplicazioni cesserebbero, favorendo la democrazia.
    Successivamente costringere le Denominazioni calviniste a precisare a loro volta i punti di dissenso e trovare un accordo comune. Anche lasciando varietà di opinione nei punti non concordati o marginali.
    Si tornerebbe così almeno all’unità sia del Calvinismo che del Luteranesimo.. favorendo pure un possibile accordo tra le due Chiese della Riforma.

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