Elezioni negli Usa

Il sistema elettorale

12 commenti / di Carlo Galici / aggiornato: 19 dicembre 2017

 
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Il sistema elettorale americano ha una struttura piuttosto complessa, dovuta in parte alla forma federale dello stato e per capirlo è necessario conoscere l’Ordinamento e l’assetto politico del Paese.

Gli Stati Uniti d’America sono una Repubblica presidenziale federale composta da 50 Stati e da 1 distretto, il Distretto della Columbia. Washington è la capitale federale, in cui si svolgono funzioni pubbliche su due livelli, federale e statale. Le competenze delle funzioni federali e statali sono stabilite dalla Costituzione.

Il Presidente degli Stati Uniti non è solo il capo dello Stato, a livello federale esercita il Potere esecutivo, mentre il Potere legislativo è affidato alle due Camere del Congresso (Camera dei Rappresentanti e Senato).

I requisiti previsti dalla Costituzione per poter proporre la propria candidatura come Presidente sono tre: avere compiuto almeno 35 anni di età, essere cittadino americano per nascita, risiedere negli USA da almeno 14 anni.

Il diritto di voto spetta a tutti i cittadini che abbiano compiuto i 18 anni di età e che siano iscritti alle liste “elettorali”.

Il sistema elettorale è indiretto ovvero il Presidente non viene eletto dai cittadini ma da 538 “grandi elettori” riuniti a Washington. Il numero dei “grandi elettori” eletti su base statale, è pari alla somma dei deputati e dei senatori di ogni Stato.

I cittadini esprimono la propria preferenza per un candidato, ma in realtà non viene eletta la persona singola ma il gruppo di “grandi elettori” ad essa associato. Per i voti popolari (voti dei cittadini) non viene fatto un conteggio generale, ma singolo, Stato per Stato, con un sistema maggioritario secco chiamato ‘winnertakes all‘.

Il candidato che ha più voti, anche solo uno in più rispetto agli altri contendenti, prende tutti i grandi elettori di quello Stato. Fanno eccezione lo Stato del Maine e del Nebraska, suddivisi in collegi elettorali con sistema proporzionale.

Il candidato che riesce a far eleggere almeno 270 “grandi elettori” và alla Casa Bianca. I “grandi elettori” in via teorica dovrebbero votare per il candidato a cui sono associati. Ogni Stato ha diritto ad avere due “grandi elettori” più altri, tanti quanti sono il numero dei deputati mandati alla Camera dei Rappresentanti. Il numero dei rappresentati della Camera dei Deputati varia a seconda della popolazione, più lo Stato è grande più ha rappresentanti.

Se nessun candidato alla carica di Presidente raggiunge il quorum, la decisione finale viene presa dalla Camera dei Rappresentanti, che sceglierà fra i primi tre candidati che hanno raggiunto il maggior numero di voti. Secondo questo sistema elettorale il candidato vincente potrebbe non essere il favorito dalla maggioranza degli elettori che ha espresso il voto.

Un caso di riferimento è avvenuto nelle elezioni del 2000. Al Gore, candidato democratico, ebbe mezzo milione di voti in più rispetto a George W. Bush (partito repubblicano), i voti del candidato repubblicano erano però distribuiti in maniera più omogenea nei vari Stati, di conseguenza il numero dei grandi elettori vinti dai democratici furono inferiori.

Approfondimenti:
Curiosità e statistiche sulle elezioni

Caucus e elezioni primarie

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12 commenti su “Il sistema elettorale”

  1. Anche noi abbiamo eletto Berlusconi con un sistema maggioritario.
    Se i super delegati fossero eletti con il proporzionale si manterebbe la struttura
    federale e si rispetterebbe il voto popolare. Con il proporzionale avrebbe vinto la Clinton.

  2. beh! se ci pensiamo bene è molto simile al sistema italiano per l’elezione del Presidente della Repubblica,
    dove , a votarlo sono i parlamentari invece che i grandi elettori statunitensi, con le seguenti differenze:
    1- in Italia oltre ad essere votato solo dal parlamento (e non dal popolo) il presidente se lo scelgono loro, negli USA invece, chiunque, almeno in teoria, può candidarsi alla carica
    2- il presidente USA è operativo, è un po la somma dei nostri Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio mentre il Presidente della Repubblica italiano è una figura di rappresentanza e direi di “controllo estremo”, dato che ha il potere di veto sulle leggi.
    Che sia un buon sistema o no, dipende dalla valutazione che ognuno di noi da a determinate cose.
    Il sistema russo, è sicuramente più rappresentativo del volere popolare quello USA predilige un certo filtro della “casta” che in teoria dovrebbe metterli al sicuro da improvvise ed impreviste accelerazioni centrifughe… sicuramente molto più conservatore anche se agli occhi dell’opinione pubblica parrebbe il contrario (più conservatori i russi).

  3. Un sistema stranissimo che poco ha a che fare con una vera democrazia. Il candidato che prende più voti dovrebbe entrare alla. Casa. Bianca. I padri costituenti americani, probabilmente escogitarono questo sistema per non esporre la presidenza alle passioni del Popolo elettore. Quindi chi vince si prende anche gli elettori opposti. La. Corte. Suprema deve essere eletta direttamente dal. Popolo.

    1. non c’è proprio niente di strano, è un sistema maggioritario su base di collegi elettorali e, sotto un certo punto di vista, ha anche senso, dal momento che tende a privilegiare una maggiore omogeneità di consensi, soprattutto all’interno di una nazione così vasta. Viceversa, per paradosso, basterebbe a un candidato ottenere una grande maggioranza di voti in pochi Stati per essere eletto. Detto ciò è evidente che tanto l’un sistema, maggioritario secco, quanto l’altro, proporzionale puro, abbiano delle imperfezioni. A tal riguardo rimanderei a una comprensione più accurata del cosiddetto “mattarellum”, legge elettorale volta alla gestione di un sistema maggioritario a collegio uninominale, all’interno del quale era prevista una formula definita “correttivo proporzionale”, rispetto alla quale molti si chiedevano cosa significasse, spesso liquidandola come una sorta di bizantinismo legislativo, e invece….hai capito, il vecchio Mattarella come la sapeva lunga?

    2. Andrea Uguccioni

      L’Italia nn è uno stato federale quindi per noi italiani è incomprensibile come mai possa essere stato eletto Trump, ma gli USA sono uno stato federale e da loro la cosa dirimente è il consenso effettivo che il candidato ha ottenuto negli Stati e li ha stravinto Trump, “rubando” anche due o tre stati ai democratici, quindi le vostre sono solo piangere senza senso!!!

  4. Come dire che i cittadini non contano nulla o quasi. Lèlite è autorefenziata. Mi dispiace ma questo sistema con la democrazia c’entra poco…. Il presidente in democrazia è eletto dal popolo come avviene in Russia e in altre democrazie presidenziali del mondo.

      1. Non credo che nel mondo esiste una nazione veramente democratica, ma per quanto concerne il sistema elettorale, si, la Russia è più democratica. Certo si può negare questo dato di fatto, anche se penso che per altri versi, la Russia sia meno democratica degli USA.

  5. mi è stato utile perché io sono della prima media e la mia prof mi ha chiesto di fare la stessa cosa che ha chiesto la prof di Barbara mi è stato tanto tanto utile grazie a che ha inventato queste cose……. :)

  6. io sono una studentessa di 2 università e dovevo fare una relazione di 1 pagina per cittadinanza sulla candidatura Americana e mi è stata molto utile

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