Gli Usa e il Medioriente

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 18 dicembre 2017

 
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INGRESSO AMERICANO IN MEDIORIENTE

La Conferenza di Parigi (1919), il Trattato di Sevrès (1920) e l’istituzione dei protettorati/mandati (semicolonie) sui territori arabi cui era stata promessa l’indipendenza, provocarono nel mondo arabo un sentimento di ostilità nei confronti di Francia e soprattutto Inghilterra.

Gli arabi dell’HIGIAZ si erano dati una monarchia e, grazie all’Inghilterra, potevano governare anche in IRAK e TRANSGIORDANIA (su popolazioni estranee), ma senza l’appoggio militare inglese il loro governo sarebbe stato molto fragile. In tutti gli altri regimi coloniali inglesi in M.O. non ci fu alcuna vera rivolta, in quanto era troppo grande la disparità di forze militari in campo.

Solo in EGITTO i nazionalisti arabi riuscirono a strappare all’Inghilterra una relativa indipendenza (relativa perché l’Inghilterra si riservava il diritto d’intervenire per proteggere il paese da “qualsiasi aggressione o ingerenza diretta o indiretta” e per tutelare le minoranze cristiane, ebraiche e gli stranieri).

La capitale della SIRIA, Damasco, insorse contro la Francia nel 1925-26, ma i francesi bombardarono la città, stroncando la resistenza. Viceversa gli USA, che non si erano compromessi con le potenze europee nel saccheggio dell’Impero Turco, avevano la possibilità di approfittare della situazione.

Usa e Mediterraneo

Il rapporto degli USA col Mediterraneo è iniziato almeno dal 1776, allorché i mercanti di Boston, Filadelfia e altri porti nordamericani presero a commerciare coi paesi di tutto il Mediterraneo sotto la protezione della bandiera inglese. La protezione era necessaria perché i porti africani di Tangeri (presso lo stretto di Gibilterra), Algeri, Tunisi e Tripoli erano le basi di flotte veloci dei pirati turchi che saccheggiavano qualunque nave commerciale che non fosse protetta da un trattato, in base al quale chi voleva navigare tranquillamente per il Mediterraneo doveva pagare un tassa ai pirati (situazione, questa, che andrà avanti sino alla conquista francese dell’Algeria nel 1830).

Quando gli USA ottennero la definitiva indipendenza dagli inglesi (la loro prima Costituzione è del 1787), l’Inghilterra pensò che i mercanti e gli armatori americani si dovevano proteggere da soli dai pirati turchi. E così le navi americane cominciarono ad essere saccheggiate.

A questa situazione gli USA reagirono in due modi: dapprima cercarono di coinvolgere Francia, Inghilterra, Russia e Olanda in una guerra contro gli Stati dell’Africa sett.; poi -vedendo che questi paesi non avevano interesse a muover guerra- decisero d’intervenire autonomamente, in maniera militare. Il risultato fu che la minaccia della pirateria nel Mediterraneo venne di molto ridimensionata.

Fu così che gli americani cominciarono a penetrare anche nell’entroterra dell’Africa e del Vicinoriente. All’inizio lo fecero utilizzando anche i missionari protestanti che fondarono una rete di scuole soprattutto in EGITTO e in SIRIA. Ancora oggi a Beirut, nel LIBANO, esiste una Università americana.

Il successo di queste scuole fu enorme, tanto che persino la borghesia araba vi mandava a studiare i propri figli (certo non per farli diventare cristiani). Il successo dipese anche dal fatto che molti di questi missionari erano ottimi medici. Non a caso una ventina di delegati dei vari paesi arabi che parteciparono alla fondazione dell’ONU nel 1945, si erano formati in queste scuole.

Usa e petrolio

Dopo l’ingresso dei missionari si fecero avanti in M.O. gli industriali del petrolio. L’industria petrolifera USA era nata nel 1859 in Pennsylvania (si pensi a Rockefeller, fondatore della Standard Oil Company, che disponeva dell’80% di tutto il petrolio americano). Agli inizi del ‘900 gli USA detenevano già il primato di maggiore produttore mondiale di petrolio (i giacimenti erano in Texas, Arizona, California…e gli USA controllavano anche la produzione di Messico e Venezuela).

Ciononostante gli USA cercarono di penetrare anche in M.O., ove il petrolio era di migliore qualità e di più facile estrazione, essendo molto abbondante. Solo che la strada era sbarrata: sia dai tedeschi, che erano alleati dei turchi, prima e durante la I G.M.; sia dagli anglo-francesi, che si erano suddivisi l’Impero Turco dopo la I G.M.

Le porte vennero aperte solo nel 1928. Gli USA entrarono a far parte della IRAK PETROLEUM COMPANY, gestita dagli anglo-francesi, a queste condizioni: 1) sfruttare il petrolio soltanto col reciproco consenso, 2) sfruttarlo senza farsi concorrenza sui territori dell’ex-Impero Turco.

Gli Anglo-Francesi si erano decisi ad accettare il coinvolgimento americano perché non sarebbe stati loro a fornire i maggiori capitali per le ricerche, gli impianti, ecc. E così nel giro di pochi anni gli americani misero in funzione i giacimenti più ricchi del mondo, quelli dell’ARABIA SAUDITA (i primi vennero scoperti nel 1938).

Con la II G.M. le potenze euroccidentali non erano più in grado di contrastare gli USA. Infatti nel 1946 si riconobbe ufficialmente la fine dell’Accordo stipulato nel 1928. Gli USA praticamente controllavano il 42% delle riserve petrolifere di tutta la regione mediorientale. Riuscirono anche a sostituire l’Inghilterra in IRAN, con l’appoggio del governo iraniano.

L’ARABIA SAUDITA accettò di concludere dei trattati commerciali con gli USA perché gli USA erano gli unici occidentali in M.O. a non aver avuto un passato coloniale. Peraltro gli USA alla Conferenza di Parigi avevano chiesto l’indipendenza dei paesi arabi. Anche l’URSS poteva essere contattata, ma l’ateismo proclamato ufficialmente era un grosso ostacolo per le trattative con gli arabi.

Nel 1943 Washington e Riyad fecero una Dichiarazione Congiunta secondo cui la difesa dell’ARABIA SAUDITA è “vitale” per la difesa degli USA. Gli USA non avevano bisogno del petrolio arabo, perché quando cominciarono a scoprirlo e sfruttarlo erano già i massimi esportatori mondiali. Solo che col petrolio arabo hanno potuto trasformarsi in importatori, limitando lo sfruttamento delle proprie risorse. Facendo inoltre credere ch’essi hanno assolutamente bisogno del petrolio arabo, si sono riservati la possibilità d’interferire nella regione quando e come vogliono (attualmente vi sono presenti contro l’IRAK perché chiamati dall’ARABIA SAUDITA).

Naturalmente, alleandosi con gli USA, l’ARABIA SAUDITA spera sempre di poter diventare lo Stato-guida del mondo arabo. In effetti oggi la sua influenza è assai notevole fra i paesi dell’OPEC e in altre organizzazioni del mondo arabo. Ma questa influenza è grande grazie all’appoggio USA: cosa che ha comportato una rinuncia agli ideali della solidarietà araba.

Quegli ideali invece che in EGITTO, SIRIA e IRAK (per restare al M.O.) hanno determinato il rovesciamento dei regimi che si erano compromessi con l’Occidente. I tre paesi infatti si sono avvicinati all’URSS: l’EGITTO, dall’inizio degli anni ’50 all’inizio degli anni ’70, in funzione anti-inglese, poi è diventato filo-americano; l’IRAK, dalla fine degli anni ’50 alla fine degli anni ’70 (poi con Sadam Hussein i rapporti sono peggiorati); la Siria, dall’inizio degli anni ’60 a tutt’oggi.

Per timore che questa influenza delle idee socialiste intaccasse anche il proprio paese, l’ARABIA SAUDITA ha stretto un’alleanza assai forte con gli USA, e questo nonostante che dal 1948 gli USA proteggano uno Stato chiaramente anti-arabo, come quello d’Israele.

Sulla prima guerra del Golfo

Le ragioni dell’IRAK: uno Stato può avere tutte le ragioni di questo mondo, ma non può invadere un altro Stato solo perché ha ragione. La ragione, in questo caso, diventa un pretesto. (L’esempio delle Falkland, che è il più recente, avrebbe dovuto insegnare).

– Il problema dell’IRAK tutto il mondo lo conosce: non ha uno sbocco adeguato nel Golfo Persico, per cui è costretto a esportare il suo petrolio attraverso gli oleodotti che passano in Turchia-Siria…da un lato, e Arabia dall’altro. Il che gli viene a costare assai caro. Il governo di Saddam ha cercato di ottenere lo sbocco adeguato con otto anni di guerra contro l’IRAN (ma la pace ha sancito i confini precedenti); ora lo ha fatto occupando il Kuwait.

L’attacco improvviso al Kuwait è partito anche dalla necessità di far fronte agli innumerevoli debiti contratti proprio a causa di quella guerra; per non parlare di quei debiti contratti nell’acquisto del materiale bellico (50 mrd $).

– Quali possono essere le ragioni dell’IRAK? La ragione principale sta nel fatto che le potenze occidentali (Francia, Inghilterra e USA), da quando hanno iniziato il loro colonialismo e neo-colonialismo in Medioriente, si sono preoccupate unicamente di fare i loro propri interessi.

– Problemi maggiori del Medioriente: Questione palestinese, Questione libanese, Alture del Golan in Siria, Cisgiordania-Gaza, Kurdistan, Irak-Kuwait…

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