Chicago International Film Festival

 
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Una scena dal film dei fratelli Coen “Inside Llewyn Davis”

Multiculturale, di ampie vedute e angoli prospettici: sono tre caratteristiche fondamentali che permeano lo spirito del Chicago International Film Festival, rinomata competizione cinematografica giunta quest’anno alla sua 49sima edizione.

Se vi troverete a Chicago, dal 10 al 24 ottobre, l’appuntamento sarà al 30 East Adams: per dare una piccola panoramica di quello che è successo lo scorso anno, considerate che furono proiettati 127 film, provenienti da oltre 55 nazioni differenti, suddivisi in varie categorie.

La qualità dei film proposti è sempre molto alta: negli ultimi anni, qui, ha sbancato il nostro Marco Bellocchio con il suo “Vincere”, la storia sulla prima moglie del Duce, conquistando il premio per la miglior regia, miglior attrice (Giovanna Mezzogiorno), miglior attore (Filippo Timi) e miglior fotografia.

Anche la trasposizione cinematografica di “Gomorra”, scritto da Roberto Saviano per la regia di Matteo Garrone, e quella di “Caos Calmo” di Nanni Moretti hanno riscosso successo nelle ultime edizioni.

Insomma, i critici del Chicago International Film Festival se ne intendono, e molto. Se questo motivo non bastasse a convincervi, considerate che quest’anno si tiene un particolare tributo al nostro cinema con film  icona del ricco panorama cinematografico italiano.

Fra le categorie previste ci sono la classica Main Competition, con la più varia raccolta di generi e stili cinematografici; Black Perspectives, dedicata al mondo e alla cultura del cinema di colore; Cinema of the Americas, dove vengono proiettate le opere dei registi dell’America centrale e latina; Comedy Focus, in cui le commedie la faranno da padrone e altre numerose sezioni, fra cui quelle dedicate ai registi donna, al mondo omosessuale e ai talenti emergenti.

Non solo, naturalmente. Ad esempio, se avete sempre amato il cinema da brividi, sudore freddo e alta tensione, non potrete perdere la proiezione di “Dracula 3D”, diretto con la consueta maestria da Dario Argento o “Miele”, nella categoria dei registi emergenti, che vede dietro la cinepresa Valeria Golino. Fra gli artisti internazionali, non si può non menzionare la presenza di Stephen Frears, di recente regista di “The Queen”, e ora in competizione con “Philomena”.

Nei giorni in cui cade il Columbus Day, il Chicago International Film Festival non poteva non concedere un ampio omaggio alla cultura italiana: come vi annunciavo, sono molti i titoli in programma. Da “Divorzio all’Italiana” di Pietro Germi a “Pane e Tulipani” di Silvio Soldini, da “Amarcord” di Federico Fellini a “La Cena” di Ettore Scola, le proiezioni delle pietre miliari dei migliori registi italiani non mancheranno di rendere la partecipazione al Festival ancora più suggestiva.

Come in ogni festival del cinema, non mancheranno riconoscimenti speciali.

Il regista di “Notorius B.I.G.” e di “Men of Honor”, George Tillman Jr., così come quello di “Monster” e “Django Unchained”, Bruce Dern, riceveranno un riconoscimento alla carriera; un tributo particolare sarà riservato a Errol Morris, regista documentarista, già vincitore dell’Oscar per miglior documentario nel 2004.

Non mancherà poi una sorpresa! C’è chi ama e chi detesta i fuori programma: se siete fra i primi, mantenetevi liberi per le 19.30 di lunedì 24, quando avrete l’occasione di vedere un film davvero “al buio”: cioè, con nessuna presentazione di artisti, regia o argomento…

Il film di chiusura, “Inside Llewyn Davis”, vanta la regia dei fratelli Coen: un finale sicuramente all’altezza dell’intero festival che, come ogni anno, non mancherà di presentare sulla scena internazionale film di alta qualità, dalle tematiche più varie per regalare agli spettatori non solo qualche ora di piacevole spettacolo, ma anche riflessioni sul mosaico della vita e della società, nel pieno rispetto della filosofia del festival.

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