Pena di morte negli USA

TuttoAmerica è un sito gratuito e costantemente aggiornato grazie al lavoro della nostra redazione.

Se vuoi sostenere il nostro lavoro puoi:

  • acquistare attraverso il nostro sito. Ad es. se cerchi informazioni su dove dormire in una delle località USA, poi prenota su Booking tramite i link che trovi nell’articolo: a te non costa niente di più, per noi è tutto;
  • acquistare i pass attraverso il nostro portale
  • cliccare sui banner Google presenti nel sito web

Il tema della pena di morte è da sempre uno dei più controversi e dibattuti a livello internazionale.

Gli Stati Uniti sono tra i 55 Paesi del mondo nei quali è prevista la pena capitale per reati particolarmente gravi, mentre nei restanti 2/3 degli altri Stati è stata abolita ufficialmente o nella pratica.

È ancora oggi applicata come punizione legale approvata dal sistema giuridico americano, in quanto non è mai stata riconosciuta la risoluzione ONU sulla moratoria universale della pena di morte del 2007.

Le esecuzioni capitali sul territorio americano scatenano tutt’ora un forte malcontento e riflessioni per le implicazioni di carattere sociale, etico e razziale. Lo stesso Paese è ampiamente diviso tra i sostenitori e i cosiddetti abolizionisti.

La politica della Casa Bianca è stata spesso contrastante nel corso dei decenni e ormai il numero dei detenuti condannati a morte sembra essere in evidente calo.

Vediamo in che modo si è evoluta negli anni la pratica della pena capitale, dove e come viene applicata.

Origine ed evoluzione della pena capitale negli Stati Uniti

La pena di morte negli Stati Uniti si è imposta come usanza locale già ai tempi delle prima colonie nel XVII secolo. In quegli anni, gran parte dei reati, anche minori, erano puniti con la condanna capitale.

Con la nascita dello Stato Federale e del sistema carcerario, la detenzione diventa l’alternativa principale alla pena di morte, il cui utilizzo è molto meno frequente a partire dall’inizio del XX secolo.

Soltanto in seguito alla Prima Guerra Mondiale e alla Grande Crisi del 1929 la pena capitale viene nuovamente reintrodotta in molti Stati.

Un nuovo impulso abolizionista si è avuto poi tra gli anni Cinquanta e Sessanta. In seguito, il dibattito sulla questione riprende quota soprattutto negli anni Settanta, decennio di importanti sentenze passate alla storia.

Tra il 1964 ed il 1974 le condanne capitali sono molto poche o vengono sospese, ma si registra nel frattempo un aumento di omicidi e violenze. Ciò porta l’opinione pubblica a sostenere la teoria della deterrenza esercitata dalla pena di morte sui criminali.

I media dell’epoca e la classe politica puntano il dito sul sistema giuridico a stelle e strisce, accusato di essere inefficace nel proteggere i cittadini. È per questo che nel 1976 la Corte Suprema definisce costituzionale la pena di morte e dunque nuovamente applicabile.

Negli anni Ottanta vengono ampliati i reati punibili con la condanna a morte, mentre dal 1994 al 1999 si è assistito al maggior numero di esecuzioni capitali.

Dal 2004 in avanti l’appoggio dell’opinione pubblica si è ridotto dall’80% al 60% e sono drasticamente diminuite le esecuzioni. Intanto il Congresso ha limitato nuovamente i reati punibili ai soli crimini gravi, esentando i minori e i disabili mentali.

Negli anni Duemila molti dei 50 Stati hanno deciso di abolire definitivamente la pena di morte. Questo è stato possibile anche grazie alle polemiche e agli scandali legati all’uso dei test del DNA che hanno portato alla luce moltissimi casi di innocenti condannati per errore.

Attualmente i crimini punibili a livello federale con la massima pena variano secondo lo Stato e possono includere:

  • Omicidio
  • Omicidio di poliziotti, pompieri, agenti federali
  • Omicidio di minorenni
  • Spionaggio
  • Alto tradimento
  • Atti di terrorismo
  • Traffico di droga
  • Stupro
  • Abusi sessuali

I metodi di esecuzione

Nel corso della loro storia, gli Stati Uniti si sono avvalsi di differenti strumenti e metodologie per eseguire le pene capitali.

  • Sedia elettrica: è introdotta nel 1889 per sostituire l’impiccagione, sistema considerato ormai troppo barbaro. Il condannato viene legato ai polsi e alle caviglie e gli vengono apposti degli elettrodi lungo il corpo e una calotta alla testa. Le scariche elettriche provocano l’immediato arresto cardio-respiratorio.
  • Camera a gas: questo metodo è stato adottato dalla fine degli anni Trenta. Il colpevole viene chiuso in una stanza con pareti a tenuta stagna, dalle quali viene disperso il cianuro nell’aria. La morte sopraggiunge per asfissia.
  • Iniezione letale: è utilizzata dal 1977, in seguito alle polemiche causate da metodi brutali come camera a gas e sedia elettrica. L’iniezione consiste nell’immissione nel sistema circolatorio di un veleno composto da cloruro di potassio e bromuro di curaro. Il condannato muore quindi per arresto cardiaco e paralisi del diaframma.
  • Impiccagione e fucilazione: sono i mezzi di esecuzione più antichi e quelli considerati più disumani in quanto non provocano la morte istantanea.

L’impiccagione e la fucilazione sono state quasi del tutto abbandonate a partire dagli anni Settanta.

Soltanto in South Carolina è stata ripristinata la fucilazione nel marzo 2022 a causa delle difficoltà nel reperire il mix di farmaci necessari per l’iniezione letale.

La camera a gas in principio sembrava un meccanismo moderno e sicuro, ma in alcuni casi ha solo protratto le sofferenze dei condannati. Inoltre, è anche stata fonte di discussioni poiché era uno degli strumenti di sterminio usati dai nazisti.

Fino al 2000 la sedia elettrica è il metodo di esecuzione più utilizzato, con oltre 4.300 condanne eseguite. In realtà, l’incompetenza degli addetti e i frequenti guasti degli impianti non sempre permettevano un’esecuzione indolore e rapida.

Dunque, nel tempo si è preferito puntare sull’uso dell’iniezione letale, per lo più per motivi politici. Infatti, i sostenitori della pena capitale necessitavano di un sistema più umano e accettabile agli occhi dell’opinione pubblica.

Le principali sentenze della Corte Suprema

Negli anni il pensiero e l’atteggiamento della popolazione americana sull’argomento è stato spesso influenzato da alcune sentenze emesse dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. Ecco alcune di quelle più significative che hanno modificato l’applicazione della pena capitale.

  • Furman vs. Georgia (1972): la Corte Suprema stabilisce che la pena di morte è incostituzionale per come viene applicata, in quanto viola l’ottavo emendamento che vieta punizioni crudeli e inusuali.
  • Gregg vs. Georgia (1976): la Corte Suprema cambia idea sul tema e viene di nuovo approvata la costituzionalità della pena di morte. Il cambiamento è stato favorito dall’aumento di omicidi e crimini avvenuti in quegli anni.
  • McCleskey v. Kemp (1987): la sentenza riguarda l’uso improprio delle condanne capitali contro le minoranze. La Corte respinge il ricorso di un afroamericano accusato dell’omicidio di un poliziotto bianco. Gli avvocati difensori avevano presentato uno studio statistico che dimostrava come il sistema giuridico della Georgia fosse profondamente razzista.
  • Thompson vs. Oklahoma (1988): la Corte reputa incostituzionale l’esecuzione di coloro che al momento del reato hanno meno di 16 anni. La sentenza sembra una risposta alle convenzioni internazionali per i diritti dei minorenni.
  • Atkins vs. Georgia (2002): la pena di morte viene reputata incostituzionale per i condannati affetti da ritardo o malattie mentali.
  • Roper vs. Simmons (2005): con questa sentenza la Corte Suprema proibisce le esecuzioni capitali di tutti i minorenni al momento del crimine.

La situazione attuale

Dei 50 Stati Federali, ben 23 hanno votato per abolire formalmente la pena di morte. Gli altri hanno deciso di mantenerla in vigore.

Ci sono poi 13 Stati nei quali la pena capitale è ancora ufficialmente presente, ma che hanno deciso di aderire ad una moratoria temporanea che sospende ogni esecuzione. Il Distretto di Columbia (DC) e il territorio non incorporato di Porto Rico non applicano la pena di morte.

La Virginia è il 23° Stato abolizionista in ordine cronologico (marzo 2021), mentre quello che detiene il record di esecuzioni è il Texas.

Nel 2021 le condanne negli Stati Uniti sono state appena 11, quota più bassa degli ultimi 30 anni. C’è stato un calo del 35% rispetto al 2020 e del 74% in confronto ai 10 anni precedenti.

Dalla morte di Timothy McVeigh nel 2001, non è stata più applicata nessuna condanna federale fino al luglio 2020.

Da questo periodo e fino a gennaio 2021 (conclusione del mandato di Donald Trump) sono state eseguite 12 condanne, tra cui quella di Lisa Montgomery, la prima donna giustiziata dal governo federale dal 1953.

Da gennaio a maggio 2022 ci sono già state 6 esecuzioni capitali tra Oklahoma, Texas, Arizona, Alabama e Missouri, tutte eseguite tramite iniezione letale.

38 Commenti

  • Emanuel , 6 Dicembre 2019

    Io non sono fascista eppure sono favorevole alla pena di morte. Invece a tutti coloro che ne sono contrari dico buonisti merdosi!!

  • Maurizio , 17 Ottobre 2016

    La pena di morte non è nulla. Qualche minuto di tensione e poi il buio. Il nulla. La libertà. Galera. Carcere duro a vita. Pane e acqua e rinchiusi in pochi metri quadri a vita. Forse è il modo migliore per non diventare assassini seriali e far pagare sul serio. Credo che il carcere duro in isolamento a vita sia peggio della morte. Poco cibo e pure schifoso.

  • ladebora13enne , 17 Maggio 2015

    io sono favorevole alla pena di morte.
    certo, non per tutti i reati ma dolo per i peggiori come stupro, omicidio seriale e la pedofilia.
    non esiste reato peggiore che aggravare la situazione psico-fisica di una ragazza stuprandola o pure dimostrandole atti di pedofilia.
    non so se law & order special victims unit mi abbia condizionato ma vedere vite rovinate anche solo in un film, fa salire veramente l’omicidio.
    Come dice Massimiliano è una reazione emotiva, ma anche avere giustizia ha le sue reazioni emotive…Non è vendetta, è giustizia.
    Detto ciò sono favorevolissima perché una persona che ha ucciso e psicologicamente cambiato e il suo “istinto” è quello di uccidere; che si faccia 30 anni in prigione o che ne faccia 3 non ha importanza: se gli si presenta l’occasione scommetto quello che vuoi che lo rifarà, o almeno ci riproverà.
    perché non basta l’ergastolo?
    semplice, perché non aiuta.
    oppure non si da proprio.
    perché se un pedofilo, di 68 anni viene condannato all’ergastolo, il vecchietto data l’età non si passerà neanche un giorno in prigione, mentre con la pena di morte non importa l’età, tanto si riporta al creatore.

    • Klesk , 1 Febbraio 2017

      Perfettamente d’accordo con te Debora! Alcuni reati come stupro, omicidio e pedofilia meritano la pena di morte. Si vive in una società e bisogna rispettarla, ciascuno deve essere responsabile delle proprie azioni. Chi compie tali atti si pone al di fuori della comunità, mina i suoi interessi fondamentali come il diritto alla vita e quindi va espulso con la condanna a morte. E’ una questione di giustizia, si deve pagare il prezzo di quello che si è compiuto. Purtroppo in alcuni casi il prezzo fissato è quello più alto e il boia deve prendersi la vita del colpevole.

  • francesca pigollo , 17 Maggio 2015

    A chi dice che la pena di morte e’ di sollievo ai parenti delle vittime dico di andare a dare un’occhiata alle condanne a morte degli ultimi 29 anni,in cui sono proprio i parenti delle stesse ad opporsi alla condanna a morte,il male genera male e nn vi è alcun sollievo ne’risarcimento con la morte di un altro uomo.
    Inoltre,da un punto di vista di giustizialismo si e’appurato che negli stati americani in cui vige la pena di morte (omicidi efferati,stupri,pedofilia..)la stessa nn funge da deterrente anzi questi delitti odiosi sono addirittura aumentati…meditate dunque…

    • stucki alberto , 30 Novembre 2015

      sono a favore alla pena di morte. Anche miamoglie e mia figlia di solo 12 anni furono assassialte da un killer che era gia’ stato ben 8 volte in prigone.Ha ucciso tre persone,11 tentati omicidi incluso io. incendiato 25 case,furti rapine. eppure noi in Giappone abbiamo la pena di morte.Ma gli hanno dato solo una semplice ergastolo.Che significa che fara’ solo circa 20 anni di prigione.Ma chi mi ridara’ la mia famiglia? mi brucio laa casa. persi il lavoro sono da 12 anni senza un lavoro per via dello PTSD. Anche nei 10 commandamenti dice: NON uccidere. si per la pena di morte per crimini gravi/ incluso il tradimento della patria per denaro/ violazione carnale ai minorenni sotto i 16 anni e prigione a vita per rape….Un assassino non puoi’ neanche a volerlo ridare la vita che ha preo senza pieta’.

      • Carlo Galici , 1 Dicembre 2015

        Ciao Alberto,
        ti ringrazio per aver condiviso la tua opinione e la tua terribile storia che non conoscevo. Senza dubbio la penserei allo stesso modo, se avessi dovuto passare quello che è successo a te.

      • roberto garneri , 4 Marzo 2017

        e se fosse eseguita la pena di morte, le verrebbe ridata la famiglia?

      • Emanuel , 6 Dicembre 2019

        Ciao Alberto, mi dispiace molto perchè tu abbia perso dei cari, hai ragione per questi bastardi che conascono soltanto la violenza ci vorrebbe la fucilazione o iniezione letale davanti a qualsiasi persino che voglia partevitare all’esecuzione. A mio avviso la pena capitale dvorrebbe essere applicata per omicidio premeditato e pedofilia

  • Giuliano , 25 Gennaio 2015

    Solo in italia si parla male della pena di morte che è necessaria specialmente per serial killer come per es teddy bundy che ammazzò oltre 70 ragazze

    • sara , 27 Aprile 2015

      non sono d’accordo. Chi contesta la pena di morte non lo fa per giustificare o aiutare il condannato ma piuttosto critica il sistema in sé . è comunque disumano quello che può’ subire un condannato e ritengo che non dobbiamo abbassarci a quello che un criminale può’ aver fatto, bensì punirlo in altri modi. per punire l omicidio non si può’ commetterne un altro

  • Marta , 12 Ottobre 2013

    A tutti coloro favorevoli alla pena di morte: fascisti di merda!

    • stucki alberto , 30 Novembre 2015

      lo lo diresti se la tua famiglia verra’ assassinata sotto i tuoi occhi come la mia da un criminale che fu ben gia( 8 volte in galera tre omicidi e 11 attentati omicidi e 25 case incendiate. che ne vorresti fare di un criminale sosi? dargli del lavoro e mettero fuori a uccidere ancora?

      • Marta , 3 Dicembre 2015

        Prova per un secondo a cambiare prospettiva. Prova per un attimo a considerati non come vittima di questa personalità certamente disturbata. Se compiere un omicidio fosse un tuo parente, magari tuo figlio? Avresti ancora la certezza che ammazzarlo sia la meritata punizione o forse penseresti che in ogni persona ci sia qualcosa di buono e che il carcere non sia solo una punizione ma anche un recupero? Dammi una riposta sensata e supporta da valide argomentazioni e non ribatterò più sulla faccenda

        • Emanuel , 6 Dicembre 2019

          Marta e se a lei ammazzassero un parente che farebbe? Continuerebbe a fare la buonista-moralista o chiederebbe per il delinquente la punizione più severa. Risposta sensata, l’utente Roberto l’aveva data, ha detto che ha avuto anche moglie e figlia uccise e lei ci viene a parlare di risposte sensate, ma si vergogni un pò!!

    • Emanuel , 6 Dicembre 2019

      Io non sono fascista però sono lostesso favorevole alla pena di morte è applicata a voi dico buonisti di merda!!!

    • Emanuel , 6 Dicembre 2019

      Io non sono fascista eppure sono favorevole alla pena di morte. Invece a tutti coloro che ne sono contrari dico buonisti merdosi!!

    • Emanuel , 6 Dicembre 2019

      Allora Marta non credo che dare del fascista di merda faccio cambiare l’opinione di persone più intelligenti di te che non si mettono ad insultare altri partendo dal presupposto di essere si o no favorevoli alla pena capitale, tu hai dato del fascista a chi ne è favorevole, bhe se devo essere sincero io NON sono fascista ma sono favorevole alla pena capitale, quindi prima di scriverenza le cose è meglio pensarci 10 volte. Sul discorso che lei ha intrapreso con l’utente Roberto non credo (almeno a mio avviso) da prendere in considerazione, perché lei ha detto al signore che in passato ha avuto e visto davanti ai suoi occhi moglie e figlia venire ammazzate e di conseguenza è rimasto senza lavoro, lei invece che non ha mai per un parente non può capire il dolore e di conseguenza lei preferisce stare dalla parte degli assassini che dellè vittime o dei loro parenti in questo caso sopravvissuti ancora in vita
      Ps spero che questo commento non venghi cancellato come gli altri 2 che avevi scritto in precedenza

  • edoardo , 6 Agosto 2013

    salve… è evidente che questo è anche un sondaggio..
    il tema della pena di morte è uno dei più complessi e dibattuti nel mondo giuridico Americano e non ..personalmente non ritengo la pena di morte un deterrente per diminuire il tasso del reati più gravi ed esecrabili ..inoltre cè il vecchio dilemma che a farsi carico di eseguirla è lo stato..il quale per dirla da uomo della strada è terza parte in una vicenda criminale…o meglio si introduce come garante per il popolo. e questo diventa già motivo..di conflittualità o incostituzionalità.
    personalmente ritengo che lo sforzo massimo che uno stato debba fare nei confronti dei reati summenzionati..debba essere quello di prevenire che questi avvengano di fatto..assicurando i colpevoli dopo processo alla detenzione a vita e reintroducendo una sorta di lavori forzati in chiave moderna..cioè sì farli vivere in una sorta di incubo vero e reale..che ha lo scopo psicologico con il tempo di sfiancarne gli aspetti più aggressivi e quindi dannosi per il prossimo ma che poi si trasformi in una convivenza e condivisione..con gli altri detenuti per scambiarsi punti di vista diversi come avviene negli istituti correzionali.
    personalmente penso che alcuni soggetti molto pericolosi..o comunque tutti coloro che hanno tolto una vita o spezzato un’esistenza..non possano più vivere in mezzo agli altri uomini..o altre persone..
    queste persone colpevoli di questi reati ormai hanno fatto la scelta di un viaggio senza ritorno..

    Edoardo…
    06 08 2013..

  • Gargoyle , 8 Luglio 2013

    Favorevole per reati di omicidio – pedofilia e stupro !!!!
    Chi commete questi reati non è una persona e di conseguenza non ha nessun diritto !!

  • Elisa , 30 Aprile 2013

    Io sono ssolutamente sfavorevole alla pena di morte, essa consiste nell’omicidio premeditato di un individuo da parte dello stato. La sofferenza psicologica nell’attendere la morte non è comparabile neanche al peggore dei crimini. Sono favorevole all’ergastolo poichè rappresenta la punizione esemplare per un reato terrebile e allo stesso tempo da la possibilità di far emergere la parte migliore del soggetto senza toglierli la vita.

  • Valeria , 17 Febbraio 2013

    A tutti coloro che sono contrari alla pena di morte: se vi viene ucciso o violentato un parente, magari anche un figlio l’unica cosa che vi farebbe sentire meglio é la morte di chi ha commesso questo atroce gesto…un gesto poco umano. Io sono favorevole alla pena di morte solo in caso di omicidi, violenze, abusi a persone e ci metto in mezzo pure gli animali. Ovviamente sedia elettrica ma solo dopo tanti tanti anni…non meritano di morire subito…troppo facile così. Meritano anni di sofferenze e di incubi. Bastardi. Non li si possono nemmeno chiamare essere umani…sono degli obbrobri.

    • Elisa , 11 Maggio 2014

      Valeria, fai meglio a non scrivere niente. Popolana assetata di sangue!

      • Ragazza di 13 anni :) , 26 Novembre 2014

        Popolana assetata di sangue? Sei seria? A me quella “assetata di sangue” sembri te se sei favorevole allo stupro-omicidio-pedofilia. E non dire che non è vero e che tu vuoi che agli aggressori venga dato l’ergastolo perchè è una punizione esemplare, perchè non lo è.

    • sara , 27 Aprile 2015

      ma cosa centra? fare le leggi o applicarle sull onda emotiva non mi sembra proprio cosa intelligente. le punizioni dovrebbero essere esemplari ma siamo in uno stato civile e democratico per cui l occhio per occhio non mi sembra certo la soluzione adeguata.

  • Angelo , 17 Dicembre 2012

    Per me il dirittto alla vita è un diritto più che fondamentale, quindi escluderei nel modo più assoluto il ricorso alla pena di morte.
    In compenso, però, certi crimini gravi andrebbero puniti con l’ergastolo e i lavori forzati (tipo “Papillon”), senza alcun altro diritto se non quello alla vita.
    Questo potrebbe funzionare da deterrente, mentre la pena di morte, per persone senza scrupoli, non farebbe nè caldo nè freddo e … non riporterebbe in vita le vittime.

  • giulia , 22 Novembre 2012

    ma ve la fate ! vita?
    cero se volete la pena di morte no….mi dite ke senso ha sporcarsi le mani di un omicidio per punire un omicida?? si diventa omicida; la pena di morte nn ha senso nn giova a nessuno; metterlo in carcere a vita si. Farebbe soffrire il peccatore; l’uico ke lo merita realmente…..io ho 13 anni

  • William , 10 Settembre 2012

    Io sono d’accordo sulla pena di morte solo in casi davvero estremissimi ma tanto estremi, come per esempio: Omicidio a pluri-persone,Cannibalismo, Truffe gravi ai danni dello Stato oppure Razzismo in confronto dei miei migliori amici, gli Afro-Americani =)

  • Giuma , 28 Luglio 2012

    Caro Lorenzo (scusa se uso un tono confidenziale), lo so, la pena di morte non riporterebbe in vita la vittima, ma visto che siamo in Italia, dove le pene sono irrisorie anche per gravissimi reati (15/20 anno si e no per un omicidio e visto che per avere l’ergastolo devi fare una strage, anchè per tale reato esci per sconti pena e benefici), la pena di morte, anche se “incivile” farebbe sì che il condannato, non possa più ledere alla società. Ben venga per questi soggetti il carcere a vita, ma è una utopia sperarci. Vedasi il famoso, si fa per dire, Angeloi IZZO, dopo aver ucciso una donna, durante la fruizione di benefici, ne ha uccise alre due. ALLORA??? Che dobbiamo fare di questi soggetti?

    • Lorenzo , 6 Agosto 2012

      Ciao Giuma, a mio parere basterebbe migliorare la giustizia dando ad ogni carcerato una pena adeguata, ma mai bisognerebbe ledere il diritto fondamentale dell’uomo, quello alla vita. Non bisogna dimenticarci inoltre che in USA buona parte dei condannati a morte sono persone con dei seri problemi mentali, che andrebbero aiutate e curate invece di essere uccise. In ogni caso qui si sta parlando della giustizia americana, non di quella italiana.

  • Francesco , 28 Luglio 2012

    io sono favorevole alla pena di morte, ma solo a condizioni molto gravi

  • gio , 10 Maggio 2012

    che schifo la pena di morte

    • Giuma , 23 Luglio 2012

      Dillo alle vittime di omicidio, stupri e rapine con morti. Vorrei vedere se ti ammazzano un familiare.

      • Lorenzo , 27 Luglio 2012

        Anche se uccidessero un mio familiare la morte del suo assassino non lo riporterebbe certo in vita.

        • guido , 19 Ottobre 2012

          se lo avresti tra le mani te??!! cosa ne faresti?! immagino che lo faresti a pezzi come lo farei io!

          • Lorenzo , 20 Ottobre 2012

            Casomai “se lo avessi”.. Comunque ripeto che non vorrei la sua morte perché non mi darebbe soddisfazione, e non riporterebbe certo in vita il mio familiare.

          • massimiliano , 4 Febbraio 2014

            è proprio questo il punto. Io credo che se un giorno tornassi a casa e vedessi la mia compagna violentata, non esiterei ad uccidere chi mi sta davanti, ma non è pena di morte: é una reazione emotiva a quello a cui ho assistito. Lo stato deve tendere all’equilibrio e non alla vendetta. Per questo sono contrario. Tra l’altro, è dimostrato che la sua applicazione non fa diminuire stupri e omicidi.

        • stucki alberto , 30 Novembre 2015

          esatto,ma ti dara’ giustizia. Non uccidere dice uno dei 10 commandamenti. io stesso ho perso la mia famigtlia assassinata in Giappone dove tutt’ora vivo. mio sito click solo il mio nome vedrai la mia triste storia come molte altre. Stucki Alberto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *